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Kimberly Guilfoyle non è più ambasciatrice Usa in Grecia. Trump silura l'ex nuora
Oggi 13-10-26, 18:07
AGI - Molti americani la identificano con quel "il meglio deve ancora arrivare" che pronunciò alla convention repubblicana nel 2020 con un'aria da posseduta. Un auspicio che si rivelò subito fallace: di lì a poco sarebbe arrivata la sconfitta per il presidente in carica Donald Trump, battuto da Joe Biden. Sei anni dopo la parabola discendente di Kimberly Guilfoyle - che nel frattempo è stata scaricata dal fidanzato, il figlio di Trump Donald Jr., soppiantata da una donna molto più giovane di lei - continua e sembra arrivata al punto più basso: la Casa Bianca ha annunciato di averle chiesto di dimettersi da ambasciatrice degli Stati Uniti. Il "meglio", dunque, non sembra arrivare mai. La richiesta di dimissioni La decisione è stata presa dopo settimane di accuse e rivelazioni che hanno travolto la sua figura di ambasciatrice. Durante il suo primo briefing, la nuova portavoce della Casa Bianca, Katie Zacharia, l'ha definita una "risorsa preziosa". "Le auguriamo il meglio", ha aggiunto. Già lunedì Trump, che aveva dribblato la questione nei giorni precedenti, aveva ammesso di "non essere felice" riguardo alle accuse. In realtà da giorni i media americani avevano rivelato che il presidente e il segretario di Stato Marco Rubio erano "molto arrabbiati". Le rivelazioni del Wall Street Journal In una serie di articoli pubblicati a fine settembre, il Wall Street Journal aveva rivelato condotte discutibili di Guilfoyle, tra cui: la presunta minaccia rivolta a un funzionario greco; l'aver accettato regali di lusso offerti da imprenditori in cerca di favori; la richiesta di pagamento sotto banco di 100mila dollari fatta a un donatore. Guilfoyle non ha mai risposto direttamente alle accuse, lasciando che lo facessero i suoi legali, i quali hanno smentito tutti gli episodi, dichiarando che si era mossa "in accordo con le regole del Dipartimento di Stato". Il cambio di linea di Rubio Marco Rubio, in visita ad Atene, inizialmente aveva difeso l'ambasciatrice, sostenendo che avesse fatto un "ottimo lavoro". Dopo l'uscita di nuove rivelazioni, però, ha cambiato linea, ha evitato di commentare e ha ordinato che venisse chiarita la posizione dell'ambasciatrice. Gli episodi più imbarazzanti Gli episodi emersi sono apparsi particolarmente imbarazzanti. In uno di questi, secondo il Wall Street Journal, Guilfoyle avrebbe detto agli ospiti di un evento in Grecia che gli Stati Uniti avrebbero potuto destabilizzare il governo greco qualora lo avessero voluto. Secondo il giornale, avrebbe inoltre promosso gli interessi commerciali di una società greca attiva nei settori delle costruzioni e dell'energia, consentendo al suo lobbista di partecipare a incontri diplomatici riservati pur non avendone il titolo. La polemica per il Forum di Davos Il giornale ha poi scritto che Guilfoyle si sarebbe infuriata per non essere stata invitata, all'inizio di quest'anno, a un evento dedicato alla Grecia durante il Forum Economico Mondiale di Davos, in Svizzera. Avrebbe quindi preteso di partecipare, vantandosi con altre persone dei viaggi di lusso in Francia effettuati insieme a dirigenti di aziende energetiche. Le tensioni nell'ambasciata di Atene Secondo un altro articolo, pubblicato dal tabloid britannico Daily Mail, Guilfoyle avrebbe compromesso i rapporti con il personale dell'ambasciata ad Atene e spinto oltre i limiti il comportamento considerato appropriato per il principale rappresentante del governo americano in Grecia. La scelta della Casa Bianca Con tutto questo materiale, e con i democratici che si stavano organizzando per chiedere un'audizione dell'ambasciatrice, Trump ha deciso che fosse meglio evitare nuovi imbarazzi e chiedere all'ex fidanzata del figlio di farsi da parte. L'incognita sul futuro La domanda che molti si fanno ora è come reagirà Kimberly Guilfoyle, che per anni è stata tra le fedelissime del tycoon ma che adesso, dopo la delusione amorosa, ha un motivo in più per serbare rancore verso quella che sarebbe dovuta essere la sua famiglia presidenziale.
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