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Le bombe ucraine sui data center Yandex non fermano i troll russi. Lo dicono gli esperti
Oggi 13-10-26, 19:35
AGI - Nel corso del fine settimana, l'Ucraina ha effettuato almeno tre attacchi aerei contro i data center di Yandex, la società russa proprietaria dell'omonimo motore di ricerca. Secondo alcune fonti, almeno due di questi data center hanno subito danni ingenti. Yandex ha confermato gli attacchi e i media russi hanno riferito che diversi siti web hanno subito disservizi a causa del blocco dei data center. Le dichiarazioni di Zelensky Secondo Volodymyr Zelensky gli attacchi hanno ridotto l'impatto della massiccia operazione di disinformazione russa. "Improvvisamente è diventato un po' più facile respirare su molte piattaforme social. C'è stato meno odio, meno divisione e meno provocazioni" ha detto il presidente ucraino. I dubbi degli esperti È un auspicio lodevole, ma secondo esperti citati dal Guardian potrebbe aver sopravvalutato la situazione. Sebbene alcuni grafici diventati virali sui social media suggeriscano un forte calo dell'attività dei bot di Yandex, tali grafici non sono correlati alla disinformazione russa. Il monitoraggio delle reti di disinformazione "Le nostre piattaforme continuano a monitorare i social network russi in tutto il mondo e non si riscontra alcun cambiamento evidente nei loro schemi di pubblicazione", ha dichiarato Amil Khan, amministratore delegato di Valent, una startup tecnologica che monitora la disinformazione. Khan e il suo team monitorano circa 40 reti di disinformazione a livello globale - dal Regno Unito all'Australia, fino alla Siria - analizzando le narrazioni diffuse e le reazioni del pubblico. Non hanno rilevato alcun calo nel volume dei post di queste reti. Cosa è successo ai sistemi di Yandex Quindi, cosa è successo esattamente? Yandex è un motore di ricerca che ospita anche siti web e bot. I dati di Cloudflare, che monitora il traffico internet mondiale, mostrano un netto calo dell'attività dei bot associati alla rete Yandex nelle giornate dell'8 e dell'11 ottobre, date che coincidono con due degli attacchi. La testata indipendente russa Meduza riferisce che numerosi siti web in Russia risultano irraggiungibili: tra questi figurano grandi banche, catene di vendita al dettaglio, app sportive e servizi di Yandex come Yandex Go e Yandex Eats. Ciò suggerisce che i danni abbiano compromesso gran parte delle operazioni di Yandex e che potrebbero essere necessari mesi per ripristinare completamente la funzionalità dei sistemi. Alcuni commentatori online hanno interpretato erroneamente i dati di Cloudflare, ritenendo che il calo dell'attività dei bot avesse portato a una drastica riduzione della disinformazione sui social media. Tuttavia, non è questo ciò che hanno osservato gli esperti. La differenza tra bot e web crawler "Il termine 'bot' può indicare molte cose diverse", ha affermato Micha 'Rysiek' Wozniak, esperto di infrastrutture internet. "Quando i dati di Cloudflare mostrano un crollo del traffico dei 'bot', non si riferiscono ad 'account troll automatizzati sui social media', bensì a 'software che effettuano richieste web automatizzate su larga scala'". Ciò che Cloudflare ha rilevato è stato un calo dell'attività dei web crawler di Yandex. Questi strumenti sono utilizzati dai motori di ricerca per indicizzare i siti web e aiutare gli utenti a trovarli, ha spiegato Khan. Gli effetti indiretti sulle reti di disinformazione Le reti di disinformazione sponsorizzate dagli Stati - ovvero il tipo di "bot" che molti avevano erroneamente identificato in questi dati - potrebbero comunque subire le conseguenze di tali attacchi, ha osservato Wozniak, "tuttavia, si tratterebbe di effetti molto più indiretti". Reti distribuite e resilienti Tali reti sono molto più distribuite e resilienti, ha affermato Ned Mendez, responsabile della ricerca presso Alliance4Europe. "Le piattaforme segnalano abitualmente il traffico proveniente dai data center come probabilmente automatizzato; di conseguenza, le operazioni di bot più sofisticate si avvalgono di metodi distribuiti - come connessioni residenziali e 'phone farm' (centraline di telefonia mobile) - che non possono essere realmente neutralizzati tramite attacchi mirati". I limiti degli attacchi contro la disinformazione L'idea che l'Ucraina possa ostacolare la disinformazione russa in Europa è quindi romantica ma poco verosimile. "Non possiamo semplicemente eliminare i bot bombardandoli, per quanto l'idea possa sembrare allettante", dice Mendez. "Non si tratta di un unico complesso di edifici che può essere spento a piacimento". Le possibili strategie alternative Secondo Khan, gli ucraini potrebbero prendere in considerazione azioni contro realtà come l'Internet Research Agency, la "fabbrica di troll" legata al gruppo Wagner di Yevgeny Prigozhin, attiva in operazioni di influenza fino al 2023. Un'altra strategia potrebbe consistere nel collaborare con l'Europa per interrompere la catena di approvvigionamento e i canali di reclutamento degli appaltatori privati impiegati dal Cremlino. Un'ulteriore tattica potrebbe essere quella di esercitare pressioni sui grandi social network affinché moderino la disinformazione sulle loro piattaforme. Il team di Khan ha collaborato con successo con Meta per arginare la diffusione di contenuti incendiari in Sudan. Tuttavia - ha osservato Khan - l'amministrazione Trump probabilmente si opporrebbe con forza a questa soluzione.
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