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Economia e Finanza
La guerra in Iran fa 'appassire' le rose del Kenya
Oggi 02-05-26, 09:56
AGI - La guerra contro l'Iran, non ha soltanto messo in ginocchio i mercati del Golfo, innalzato l'inflazione e fatto lievitare i costi del trasporto aereo e marittimo a livello globale, ma ha anche fatto 'appassire' le rose del Kenya e lasciato a terra il suo tè, che marciscono o rimangono invenduti nei magazzini. Lo rivela il Financial Times, secondo il quale, da quando Teheran ha reagito lanciando droni e missili contro gli alleati degli Stati Uniti nel Golfo, i fiori coltivati sulle pendici del Monte Kenya sono finiti in mare, o dati in pasto alle pecore. Il Kenya è il maggior esportatore di tè nero Il Kenya è il quarto produttore mondiale di fiori recisi e il maggiore esportatore di tè nero. E complessivamente, per colpa della guerra in Medio Oriente, ha perso più della metà dei suoi volumi di esportazione destinati soprattutto ai grossisti di Dubai, Riad, Teheran e Doha, dopo che le principali compagnie aeree di trasporto merci hanno sospeso i voli dal Kenya. Impatto sull'Europa Lo stop ha impattato in parte anche l'Europa, visto che fioristi come Interflora e Bloom & Wild importano gran parte dei loro fiori dal Kenya. Secondo il Ft il settore floricolo keniota è una delle principali fonti di valuta estera del Paese, generando quasi 900 milioni di dollari all'anno e sostenendo centinaia di migliaia di posti di lavoro, direttamente e indirettamente. Anche l'industria del tè keniota, la più grande dell'Africa con radici che risalgono all'epoca coloniale, la quale lo scorso anno ha esportato 600.000 tonnellate per un valore di 1,4 miliardi di dollari verso mercati come Pakistan, Egitto e Regno Unito, ha subito gravi danni. Perdite di 8 milioni alla settimana Secondo l'Associazione per il commercio del tè dell'Africa orientale, il Medio Oriente rappresenta il 20-25% delle esportazioni, con perdite pari a 8 milioni di dollari a settimana dal 1 marzo a causa delle interruzioni provocate dalla guerra. Milioni di chili di foglie sono bloccati nel porto di Mombasa, dove si svolgono le aste regionali del tè. Le spedizioni, spiega Nick Munyi, commerciante di tè a Mombasa, che normalmente sarebbero state destinate al Golfo sono state reindirizzate a Colombo, nello Sri Lanka, dove la congestione ha causato gravi ritardi nel trasbordo. A causa della continua minaccia degli Houthi yemeniti, sostenuti dall'Iran, nel Mar Rosso, anche gli scambi commerciali che normalmente sarebbero passati attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb per raggiungere l'Egitto sono stati deviati, aggirando il Sudafrica e il Capo di Buona Speranza. Queste rotte piu' lunghe hanno fatto lievitare i costi e causato ritardi nei pagamenti.
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