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La maglia dell'urlo di Tardelli esposta a New York
Ieri 13-06-26, 22:51
AGI - L’Italia non partecipa ai Mondiali americani ma resta una grande protagonista nell’immaginario collettivo della tribù del calcio. La maglia leggendaria di Marco Tardelli, quella dell’“urlo” dopo il gol del 2-0 contro i tedeschi nella finale di Spagna ’82, è tra i pezzi pregiati della rassegna di maglie storiche esposte a Soho, New York, in una mostra aperta per questo weekend, che ha segnato l’inizio della Coppa del Mondo 2026. Le maglie esposte come quadri non sono opere d’arte nel senso stretto ma documenti. Testimonianze. Un archivio tessile della memoria di generazioni. Al 620 di Broadway, a Manhattan, la mostra organizzata da MatchWornShirt, piattaforma globale specializzata in cimeli sportivi realmente indossati, mostra ai visitatori, con ingresso gratuito, maglie che hanno scritto la storia del calcio: da quella indossata da Diego Maradona in Argentina-Urss del ’90, a quella di Cristiano Ronaldo di Portogallo-Olanda, la celebre “Battaglia di Norimberga” nel 2006. Le maglie in mostra Presenti anche quella del messicano Javier “Chicharito” Hernandez, indossata nel 2014, lo spagnolo Gerard Piqué con la Spagna ai Mondiali 2010 e Bastian Schweinsteiger, con la Germania nel 2014. E poi ci sono quelle di Fabio Grosso ai Mondiali 2006 e Roberto Baggio di Usa ’94. La maglia di Tardelli è arrivata a New York grazie alla collaborazione del Museo del Calcio di Coverciano, di cui è presidente Matteo Marani, storico e giornalista. In un certo senso, l’Italia non sarà un’assenza in una città dove vivono più di un milione di italiani, di prima, seconda, terza generazione e oltre. Il valore simbolico dell’azzurro Quell’azzurro non è soltanto un indumento sportivo, ma il vessillo di un Paese che usciva dagli anni del terrorismo e della sfiducia. Quando Tardelli corse per il campo del Bernabeu non stava solo celebrando un gol. Stava liberando qualcosa. Racconti e memoria Ogni cimelio è accompagnato da un racconto digitale in cui si ricorda l’evento a cui è legato e, su un tablet, vengono mostrati i dettagli. Le maglie sono appartenute a campioni che hanno vinto, altre a giocatori che hanno perso. Ma il calcio, come la politica e come la vita, non conserva soltanto i vincitori. Conserva i momenti in cui una nazione ha creduto di poter essere qualcosa di diverso da ciò che era il giorno prima.
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