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La Spagna a un bivio, Sanchez annuncia elezioni anticipate il 29 novembre
Oggi 05-10-26, 11:01
AGI - Il primo ministro spagnolo, Pedro Sánchez, annuncia la convocazione di elezioni anticipate per il 29 novembre, tre giorni dopo la bocciatura delle misure del suo governo per affrontare la crisi abitativa. La decisione apre una nuova fase politica in Spagna, dove le prossime elezioni legislative erano inizialmente previste per la metà del 2027. "Ho deciso di convocare questa mattina stessa un Consiglio dei ministri straordinario per sciogliere le Camere e indire elezioni legislative che si terranno domenica 29 novembre", dichiara il leader socialista durante un discorso ufficiale pronunciato dal Palazzo della Moncloa. Sánchez riconosce che l'esecutivo ha "commesso degli errori" e spiega che, per "fare di più", ha bisogno di "rinnovare e ampliare il sostegno pubblico". Dopo un fine settimana di intense consultazioni con i membri del governo, i vertici di partito e le forze alleate, il premier sceglie di sciogliere il Parlamento con nove mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale. La svolta arriva a seguito del no incassato venerdì scorso alla Camera su due decreti sull'alloggio, presentati in risposta all'ondata di indignazione popolare per lo sfratto di un'anziana a Madrid. Il passaggio parlamentare evidenzia ancora una volta le fragilità del governo di minoranza: gli indipendentisti catalani di Junts bloccano entrambi i provvedimenti unendo i voti a quelli del Partito Popolare (Pp) e di Vox, nonostante avessero concordato parte dei contenuti proprio con la maggioranza. Lo sfratto simbolo e la pressione della piazza Il caso simbolo della crisi immobiliare è quello di Maricarmen Abascal, costretta a lasciare in sedia a rotelle l'appartamento in cui vive da settant'anni dopo l'acquisto dello stabile da parte di una società di investimento, intenzionata ad aumentare il canone d'affitto del 275%. Lo sfratto dell'anziana e lo stop ai decreti scatenano la protesta in tutto il Paese: decine di migliaia di persone scendono in piazza a Madrid e in molte altre città, mentre centinaia di manifestanti si accampano a Puerta del Sol per chiedere riforme immediate. "Per attuare a fondo le riforme in sospeso di cui abbiamo bisogno, dobbiamo mobilitarci e ottenere una maggioranza molto più ampia e progressista, grazie alla quale potremo piegare le élite, conquistare nuovi progressi sociali e continuare a trasformare la Spagna", afferma Sánchez nel suo intervento. Dopo otto anni alla guida del Paese, il premier appare indebolito anche dalle indagini per corruzione che coinvolgono la sua cerchia ristretta — tra cui la moglie e alcuni fedelissimi di partito — oltre che dalle critiche per la gestione della recente crisi migratoria nell'enclave nordafricana di Ceuta. I sondaggi più recenti indicano il Partito Popolare in vantaggio sui socialisti, anche se i conservatori avrebbero bisogno dell'appoggio della destra di Vox per raggiungere la maggioranza. Il leader del Pp, Alberto Núñez Feijóo, accoglie con favore l'annuncio delle urne dalla sede del partito: "Finalmente saranno gli spagnoli a decidere. La scelta è tra la Spagna che sconfigge Sánchez e ciò che rappresenta: tra corruzione e decenza, tra difficoltà e prosperità".
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