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La teoria di una civiltà scomparsa 40 mila anni fa, piramidi e T giganti in tutto il mondo
Oggi 06-02-26, 17:24
AGI - Una civiltà scomparsa, eppure avanzatissima, viveva sulla terra circa 40 mila anni fa. Non è la prima volta che una teoria archeologica rischia di spostare di decine di migliaia di anni indietro la storia del genere umano. Teorie spesso scontratesi contro la comunità internazionale degli archeologi, mai convinta da prove confutabili e restia all'idea di riscrivere la storia dell'uomo. Ora un ricercatore inglese indipendente, Matthew LaCroix, ci riprova e afferma di aver individuato le prove dell'esistenza di una civiltà scomparsa, capace di sviluppare complessi codici attraverso forme geometriche, simboli e monumenti costruiti in diverse parti del globo, allo scopo di tramandare la memoria di eventi catastrofici. Una civiltà perduta capace di compiere osservazioni astronomiche, comprendere la struttura dell'universo, insegnarla e prevedere tragedie. Una scoperta che LaCroix afferma di aver effettuato negli antichi siti archeologici egiziani. Le prove archeologiche globali La ricerca dell'archeologo inglese è partita con l'identificazione di una serie di installazioni enormi a forma di T e piramidi situate in diverse, lontane tra loro, parti del mondo: est della Turchia, Egitto, Sud America e Cambogia. "Si tratta di simboli uguali, eppure rinvenibili in posti dove non dovrebbero essere. Come potrebbe esistere una forma di comunicazione tra luoghi così lontani?", afferma l'archeologo. Secondo LaCroix la medesima mano o la medesima cultura avrebbero scolpito e lavorato i leoni, le T, le piramidi ricavate dalle pietre dei siti turchi di Ionis e Kefkalesi, dell'egiziana Giza e della boliviana Tiwanaku. La teoria del cosmogramma e la datazione Le prove raccolte hanno spinto LaCroix ad abbandonare le teorie tradizionali e datare a 38 mila anni fa la costruzione di queste maestose architetture, a partire dalle piramidi e dalla Sfinge. Al centro di questa nuova, affascinante e visionaria teoria c'è quello che LaCroix chiama 'cosmogramma', un modello geometrico con cui nell'antichità si insegnava la forma dell'universo. Piramidi, colonne a forma di T e piramidi invertite rappresenterebbero l'oltrevita e il sottosuolo, il mondo celeste e il mondo reale. Il codice tramandato e l'axis mundi "La porta sinistra porta nel regno del reale, l'inferno e il regno del metafisico; al contrario, dalla porta destra si accede nel mondo celeste. La T rappresenta la porta di mezzo che dà equilibrio al sistema, l'asse del mondo 'axis mundi' e l'architrave che connette i due mondi'", spiega LaCroix, convinto che si tratti di un codice tramandato per le civiltà future. Un messaggio che il mondo ignora, andando anzi, secondo l'archeologo inglese, nella direzione opposta. "Abbiamo le prove che siamo creature celesti e divine connesse con tutto il resto e parte di esso...dovremmo vivere in armonia con la terra e l'universo e invece siamo sulla strada sbagliata".
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