s

Estero
L'idea di Netanyahu, salvacondotto ai leader di Hamas in caso di resa
30-03-2025, 13:59
AGI - Deposizione delle armi e corridoio verso l'estero per i dirigenti di Hamas, poi emigrazione volontaria dalla Striscia. È il piano enunciato ai suoi ministri dal premier israeliano Benjamin Netanyahu per la "fase finale" della guerra a Gaza. Se depongono le armi, ha detto, ai leader di Hamas "sarà permesso andare all'estero". Poi si passerà "all'attuazione del piano Trump" di "emigrazione volontaria" degli abitanti di Gaza. Secondo Netanyahu, l'intensificazione della pressione militare di Israele su Hamas a Gaza è stata efficace. "Stiamo negoziando sotto il fuoco e vediamo che cominciano ad apparire delle crepe", ha detto alla riunione del suo gabinetto. L'accettazione del cessate il fuoco da parte di Hamas Sabato 29 marzo Hamas ha accettato di rilasciare cinque ostaggi in cambio di un cessate il fuoco a partire dalla festa di Eid al-Fitr, che segna la fine del Ramadan. Lo hanno comunicato funzionari egiziani all'agenzia di stampa qatariota New Arab. "La palla è ora nel campo del governo israeliano e degli americani", aggiungono i funzionari. Molto più difficile, almeno per ora, che l'organizzazione palestinese digerisca la proposta di disarmo. I colloqui e i progressi nei negoziati Nessun dubbio, comunque, che i colloqui tra Hamas e i mediatori Egitto e Qatar possano portare a dei progressi presto ben evidenti. Il membro dell'ufficio politico di Hamas, Bassem Naim, due giorni fa, ha parlato di una proposta che "mira a ottenere un cessate il fuoco, ad aprire i valichi di frontiera e a consentire l'ingresso degli aiuti umanitari" e che punterebbe inoltre a consentire la ripresa dei "negoziati sulla seconda fase della tregua, che dovrebbero portare alla fine completa della guerra e al ritiro delle forze occupanti". L'evoluzione del cessate il fuoco e i risultati Un cessate il fuoco entrato in vigore il 19 gennaio ha prodotto settimane di relativa calma nella Striscia di Gaza, ma si è concluso il 18 marzo con la ripresa dei bombardamenti israeliani sul territorio. I negoziati indiretti tra Hamas e Israele, guidati da Egitto, Qatar e Stati Uniti, per estendere la tregua sono fermi dalla scadenza della prima fase del cessate il fuoco, il primo marzo. Il cessate il fuoco ha consentito il ritorno in Israele di 33 ostaggi israeliani (tra cui otto morti) in cambio di circa 1.800 detenuti palestinesi. Dei 251 ostaggi presi durante l'attacco di Hamas a Israele il 7 ottobre 2023, che ha innescato la guerra, 58 sono ancora detenuti a Gaza, di cui 34 morti, secondo l'esercito israeliano. Hamas ha avvertito che gli ostaggi sarebbero tornati "nelle bare" se Israele non avesse cessato i bombardamenti sul territorio palestinese. Naim ha affermato che Hamas sta affrontando i colloqui "con tutta la dovuta responsabilità, positività e flessibilità".
CONTINUA A LEGGERE
6
0
0
Guarda anche
Libero Quotidiano
