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Cronaca
Mafia, il caso Agostino e una ricerca di verità lunga 37 anni
Oggi 05-08-26, 12:42
AGI - Un omicidio di mafia ancora irrisolto dopo 37 anni e una rete tra parenti, amici e istituzioni che continua a chiedere verità e giustizia. Ricorre oggi il 37esimo anniversario dell'efferato omicidio di Nino Agostino e della moglie incinta Ida Castellucci, uccisi a Villagrazia di Carini il 5 agosto 1989. L'omicidio di mafia ancora irrisolto Stamane deposizione della corona presso la stele commemorativa lungomare Cristoforo Colombo. A seguire celebrazione della Messa nella cappella della caserma Lungaro. Agostino, formalmente assegnato alle Volanti, sarebbe stato impegnato in attività di intelligence nella lotta contro i clan mafiosi, collaborando con i Servizi segreti alle indagini per la cattura dei grandi latitanti di mafia, come l'altro agente Emanuele Piazza, ucciso poco tempo dopo. La sorella di Nino: "La giustizia trionferà sempre" "Sono passati 37 anni da quel giorno maledetto in cui la mia vita è cambiata per sempre - afferma Flora Agostino - quando mio fratello Nino e mia cognata Ida mi sono stati strappati via, barbaramente trucidati davanti ai miei occhi. Sento ancora il peso di quegli istanti, le mie mani che cercavano invano di fermare il sangue di Nino, mentre lui esalava l'ultimo respiro tra le mie braccia". Per "una vita intera", mamma Augusta Schiera e papà Vincenzo Agostino, con la sua lunga barba bianca reclamante verità e giustizia, "hanno lottato con un coraggio immenso per pretendere verità e giustizia". "Oggi che loro non ci sono più, quel testimone sacro non è andato perduto: lo ha raccolto mio figlio Nino. Portando il tuo nome, fratello mio, ha scelto di fare della legalità la sua stella polare e la missione della sua vita. A chi ha voluto spegnere le vostre vite, rispondiamo che le vostre idee e il vostro sacrificio camminano su gambe giovani e forti. La legalità non è solo una parola, ma una scelta quotidiana di coraggio. Caro Nino, cara Ida, la giustizia trionferà sempre finché ci sarà qualcuno pronto a difenderla nel vostro nome". Una vicenda giudiziaria interminabile Una vicenda giudiziaria interminabile, la cui durata è stata "misurata" dalla lunghezza di barba e capelli di Vincenzo Agostino, padre dell'agente di polizia Antonino, per tutti Nino Agostino, e di sua moglie Ida Castellucci, avvenuto il 5 agosto 1989 a Villagrazia di Carini (Palermo): fino alla sua morte, risalente a due anni fa, Vincenzo non si era infatti più tagliato barba e capelli. Non lo aveva fatto da quel terribile giorno d'estate di 37 anni fa, quando due killer in motocicletta gli strapparono il figlio e la nuora incinta di pochi mesi, davanti alla villetta di famiglia sul lungomare di Carini (Palermo). Da allora quasi nessuna certezza su quel delitto di mafia che appare connotato da una serie di eventi collaterali che potrebbero avere inciso sulla fine di un agente di polizia impegnato nella ricerca dei tantissimi latitanti di mafia di quel periodo. La misteriosa scomparsa di Emanuele Piazza I suoi rapporti con l'altro giovane ex poliziotto e collaboratore dei servizi segreti, Emanuele Piazza, sparito misteriosamente a marzo 1990, dunque sette mesi dopo il duplice delitto di Villagrazia; la possibilità che Agostino avesse scoperto la matrice e dato l'allarme perché l'attentato all'Addaura contro il giudice Giovanni Falcone (avvenuto il 21 giugno 1989, 40 giorni prima della sua eliminazione) fallisse, sono gli eventi quasi contestuali che potrebbero avere determinato la fine del poliziotto e della moglie, che sarebbe stata colpita per caso solo perché era con lui. La Cassazione annulla con rinvio la condanna a Nino Madonia Il processo si è aperto molto tempo dopo i fatti e grazie all'impegno costante di papà Vincenzo, che chiedeva verità e giustizia a gran voce in tutte le occasioni possibili. Un troncone si è deciso col rito abbreviato e ancora non è terminato: il superkiller Nino Madonia è imputato di essere il mandante ma il 30 gennaio 2025 la Cassazione ha annullato con rinvio la condanna all'ergastolo nei suoi confronti. La massima pena gli era stata inflitta nei due giudizi di merito (2021 e in appello nel 2023), ma c'è da verificare in un nuovo processo di rinvio l'attendibilità dei collaboratori di giustizia. Chiusa invece, almeno per quanto riguarda la posizione di Madonia, la questione dell'omicidio di Ida Castellucci: la Cassazione ha annullato la condanna senza rinvio perché il reato è prescritto, dato che già in appello era caduta l'aggravante della premeditazione. Gli imputati nel processo ordinario Il processo col rito ordinario vedeva imputati Gaetano Scotto e Francesco Paolo Rizzuto: il 7 ottobre 2024, la Corte d'Assise di Palermo ha dato l'ergastolo al boss dell'Arenella, considerato l'esecutore materiale dell'agguato mafioso. Rizzuto, amico d'infanzia di Nino Agostino, era accusato di favoreggiamento aggravato ma è stato assolto per non aver commesso il fatto. La famiglia Agostino, scomparsi i genitori di Agostino, Vincenzo e Augusta Schiera, continua a chiedere una giustizia completa attraverso il nipote di Nino, figlio della sorella, e che si chiama come lo zio ucciso: Antonino, detto Nino, Morana. Schifani: "Rinnovato impegno per giustizia e legalità" Il ricordo di Nino Agostino e della moglie Ida Castellucci “resta vivo nella memoria della Sicilia”. Questo significa “rinnovare l’impegno delle istituzioni per la verità, la giustizia e la legalità. La Regione Siciliana è vicina alle loro famiglie e a quanti, in questi anni, hanno continuato a chiedere piena verità su quella tragica vicenda”, afferma il presidente della Regione, Renato Schifani.
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