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Politica
Mattarella: "Non si adatti la legge al singolo”. In Val di Susa fatti "inaccettabili"
Oggi 30-07-26, 14:46
AGI - La premessa è che il Capo dello Stato è "estraneo alla dialettica tra le forze politiche", ma durante all'incontro con i cronisti dell'Associazione Stampa Parlamentare per la cerimonia del Ventaglio, Sergio Mattarella rivolge comunque un appello alla politica al "rispetto reciproco", a evitare una "inopportuna aggressività verbale, spesso immotivata" e "controproducente", con l'auspicio "che le tensioni elettorali non sottraggano attenzione" ai problemi degli italiani e "non inducano ad alterare la realtà delle questioni". La preoccupazione che torna a sottolineare è quella per il crescente astensionismo, un tema che, dice, dovrebbe essere la priorità per tutte le parti politiche. Il saluto in vista della pausa estiva ai cronisti e ai quirinalisti è anche l'occasione per affrontare, pur con la necessaria distanza, alcuni degli argomenti del dibattito pubblico di questi giorni. Mattarella non cita il caso Roggero, le polemiche sulla sentenza di condanna, la richiesta di grazia, lo scontro che vede contrapposti i partiti politici sulla legittima difesa ma un passaggio della sua risposta alle domande dell'Asp è una attenta, e preoccupata, riflessione sui principi della legalità: "In una società civilmente ordinata, rassicurante per i cittadini, i comportamenti individuali devono rispettare le regole comuni, quelle della legge. Se invece - avverte - si capovolgesse questo principio e si pensasse che le regole della legge debbano adattarsi ai comportamenti individuali, occasionali, cambiando il proprio contenuto di volta in volta, di caso in caso, non si rafforza la sicurezza ma si decide l'abdicazione dello Stato". Il Presidente richiama poi tutti alla necessità di contrastare ogni forma di violenza. Il riferimento agli scontri di sabato scorso ai cantieri della Tav è questa volta esplicito. Inammissibile quanto avvenuto in val di Susa Quanto avvenuto in Val di Susa è "inammissibile: sono chiamate in causa le basi stesse della convivenza democratica e non è accettabile - scandisce - alcuna esitazione nè circospezione nel condannare e contrastare simili comportamenti aggressivi" perchè "la violenza è un virus letale per la democrazia e per la vita sociale. Aggredisce la Costituzione chi la pratica, chi la predica, chi la giustifica". Ia e giornalismo Davanti ai giornalisti che lo ascoltano Mattarella interviene poi sulle difficoltà che sta incontrando la professione, dal ritardo sul pieno recepimento del Regolamento europeo sulla libertà dei media, alla speranza che "si ponga finalmente riparo alla paralisi del sistema radio tv pubblico determinato dal blocco nel funzionamento" della Commissione di Vigilanza sulla Rai, all'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale. Notizie clonate che si replicano automaticamente e all'infinito sul web "senza alcuna verifica" non arricchiscono "il panorama culturale e informativo", sostiene: "L'informazione non è clone di sè stessa. Non è - afferma ancora - la caricatura della pecora Dolly". Un fenomeno da tenere sotto controllo perchè, rileva, "anche da una informazione libera, indipendente, approfondita dipendono convinzioni e valori delle persone, l'esplicarsi della vita quotidiana. Ne dipende un valore prezioso che si chiama libertà". L'Ue e le tensioni geopolitche Anche gli scenari al di fuori dei confini nazionali - attraversati da "incertezze imprevedibili" fino a pochi anni fa - sono al centro del discorso del Capo dello Stato, che richiama "l'esigenza di salvaguardare il sistema multilaterale" e "di procedere a una sua riforma" per dotarlo "di forme e di strumenti adeguati al mondo" di oggi. Lo sguardo è rivolto all'Europa, che definisce "la più vasta area di pace e sviluppo comune", e all'Ue, capace di presentare alla comunità globale "un modello di relazioni internazionali alternativo alla pratica degli scontri commerciali o purtroppo militari, talvolta di guerra". E' dall'Unione - insiste - che si propone "una strada per la pace, contrapposta al tentativo di ritornare alla barbarie nella vita internazionale ripristinando la legge del più forte". Mattarella pone anche l'accento su chi critica l'Unione per l'insufficiente incisività dalla sua azione: "Critiche avanzate con accanimento - nota - soprattutto da chi ne ostacola, in ogni modo e circostanza, la possibilità di strumenti decisionali e operativi più efficaci". Nelle sue parole non dimentica infine il tema della difesa comune, la cui "realizzazione - afferma - non rappresenta una minaccia per nessuno, non mira alla guerra: al contrario è strumento per garantire la pace".
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