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Politica
Meloni al Senato: "Quadro internazionale complesso. La guerra dei dazi non giova a nessuno"
18-03-2025, 15:53
AGI - "Vengo qui con la speranza che il dibattito odierno ci trovi tutti con la consapevolezza del tempo grave" che stiamo attraversando, c'e' la necessita' di ragionare insieme, pur nelle divisioni tra le forze politiche, "con il senso di responsabilita'". Lo dice la premier Giorgia Meloni, nelle comunicazioni al Senato in vista della riunione del Consiglio europeo. "Ci troviamo alla vigilia di un Consiglio europeo che cade in un momento estremamente complesso per le vicende globali, e allo stesso tempo decisivo per il destino dell'Italia, dell'Europa dell'Occidente", ha detto la premier. Bisogna "provare a ragionare insieme di quali siano le scelte migliori per la nostra Nazione", ha affermato. Una guerra commerciale non avvantaggerebbe nessuno Il tema dei dazi non è all'ordine del giorno del Consiglio europeo ma "è un punto da tenere in grande considerazione", l'amministrazione Trump "ha deciso di riattivare i dazi", il quadro è complesso e in continua evoluzione". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le comunicazioni in aula al Senato in vista del Consiglio europeo del 20 e 21 marzo. "Bisogna continuare a lavorare per trovare un terreno di intesa e scongiurare una guerra commerciale che non avvantaggerebbe nessuno", ha affermato la premier. "Non è saggio cadere nel circolo vizioso delle rappresaglie", ha aggiunto. "Non sono certa che sia un buon affare rispondere ai dazi con altri dazi", c'è bisogno di "buon senso", ha sottolineato. Non cadere nella tentazione delle rappresaglie In merito al tema dei dazi, "credo che non sia saggio cadere nella tentazione delle rappresaglie che diventano un circolo vizioso nel quale tutti perdono. Se è vero che i dazi imposti sulle merci extra UE possono teoricamente favorire la produzione interna, in un contesto fortemente interconnesso come quello delle economie europea e statunitense, il quadro si complica". Lo ha detto nell'Aula del Senato il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle sue comunicazioni in vista del Consiglio europeo di giovedì e venerdì. "I dazi - ha aggiunto Meloni - possono facilmente tradursi in inflazione indotta, con la conseguente riduzione del potere d'acquisto delle famiglie e il successivo innalzamento dei tassi da parte della BCE per contrastare il fenomeno inflattivo, come abbiamo già visto. Risultato: inflazione e stretta monetaria che frena la crescita economica. Non sono certa, insomma, che sia necessariamente un buon affare rispondere ai dazi con altri dazi. Per questo, credo che le energie dell'Italia debbano essere spese alla ricerca di soluzioni di buon senso tra Stati Uniti ed Europa, dettate più dalla logica che dall'istinto, in una ottica di reciproco rispetto e di convenienza economica". ReArm UE? Non è riarmo, è difesa Sul 'ReArm Ue' "ho chiesto di cambiare nome, perché il nome è fuorviante per i cittadini. Siamo chiamati a rafforzare le capacita' difensive" ma "non significa acquistare armamenti" ma "semmai di produrli" rafforzando "il nostro tessuto produttivo. Rafforzare le capacità di Difesa" non vuol dire parlare "solo di arsenali. La sicurezza" è un comparto "molto vasto". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, parlando al Senato. "Senza difesa non c'è sicurezza, senza sicurezza non c'è libertà", ha detto la presidente del Consiglio, "cambiare nome al ReArm Ue non è una questione semantica, ma di sostanza e merito. Con le risorse a disposizioni si possono finanziare materie" che dovrebbero interessare tutti, ha sostenuto Meloni. "L'Italia non intende togliere un solo euro dalle risorse della Coesione", ha affermato. Mai in discussione il sostegno a Kiev "Mai in discussione" il sostegno a Kiev, "questo impegno lo rivendichiamo, l'Italia ha una posizione chiara, rispetta i suoi impegni internazionali. E' una nazione il cui parere conta". Cosi' la premier Giorgia Meloni nell'Aula del Senato nelle comunicazioni in vista del Consiglio Ue. No al green deal, ma con un nome diverso "Continueremo ad insistere per una politica industriale efficace, che sappia combinare gli obiettivi ambientali con la competitività, rinunciando agli eccessi ideologici che abbiamo purtroppo visto e denunciato in passato. Il Clean Industrial Deal presentato dalla Commissione va in questa direzione, ma sia chiaro che intendiamo impedire che si trasformi in un nuovo Green Deal con un nome diverso. Per farlo chiediamo azioni concrete. La prima tra queste non può non riguardare il settore dell'auto, un settore industriale strategico per l'Europa che non può essere abbandonato al proprio destino". Lo ha detto nell'Aula del Senato il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle sue comunicazioni in vista del Consiglio europeo di giovedì e venerdì. Le carte in regola per attraversare la tempesta "Con una visione chiara l'Italia ha tutte le carte in regole per attraversare anche questa tempesta", "metteremo tutto il coraggio che serve". Cosi' la premier Giorgia Meloni, concludendo le sue comunicazioni al Senato in vista del Consiglio Ue.
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Agi
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