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Meloni: "Il patentino antifascista per gli editori? È censura". La replica: "Solo un'esige...
Ieri 14-06-26, 23:03
AGI - "Per partecipare alla fiera della piccola e media editoria 'Più libri più liberi', che si svolgerà a Roma, le case editrici dovranno ottenere quest'anno il 'patentino antifascista', sottoscrivendo un'apposita dichiarazione". Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che aggiunge: "È così che la sinistra concepisce la libertà di pensiero: sei libero, ma solo se dici quello che loro ti permettono di dire, se pensi quello che loro pensano, se leggi quello che loro considerano consono. La cancellazione delle idee non di sinistra, camuffata da lotta antifascista, è un vecchio vizio della sinistra, ma è una storiella alla quale ormai non crede più nessuno. Si chiama, banalmente, censura. E la censura è incompatibile con qualsiasi società democratica". Schlein, Meloni contro l'antifascismo ma ha giurato su Costituzione "Per prima cosa mi chiedo se sia normale che una presidente del Consiglio che non ha trovato il tempo esprimere la solidarietà ai lavoratori dell'Electrolux che perdono il posto, trovi il tempo per commentare le scelte che fanno le fiere di libri". Così la segretaria del Pd Elly Schlein, intervenendo a 'Repubblica delle Idee'. "Oppure vi sembra normale che di fronte a una manifestazione con le braccia tese, - ha continuato rivolgendosi alla platea, riferendosi al corteo di ieri per la remigrazione - si sveglia è attacca l'antifascismo. Anche Giorgia Meloni ha giurato sulla Costituzione e la Costituzione è antifascista. Il fascismo non è un'opinione, è un reato, in una Costituzione scritta da chi ha fatto la Resistenza". Conte, "polemica domenicale surreale" Non tarda ad arrivare la risposta via social del leader M5s Giuseppe Conte: "Nulla da dire e da fare sull'inchiesta per corruzione sul Ponte dello Stretto, con progetti fallimentari e 13,5 miliardi bloccati ma che sarebbero utili per infrastrutture, scuole, sanità. Fallite, ritirate o bocciate dai cittadini le riforme su giustizia e sanità, mentre esplodono le code sia in tribunale che in ospedale. Vertici internazionali vitali per i nostri interessi con la sedia dell'Italia che rimane vuota perché preferisce presentare un francobollo o la escludono. E allora Meloni va sull'usato sicuro: polemica domenicale surreale sulla fiera del libro e sull'antifascismo". E poi prosegue: "Giustamente oltre all'ossessione nei miei confronti adesso ha l'ossessione per Vannacci, che cresce grazie ai suoi fallimenti e ai suoi tradimenti. Un piccolo quesito: ma quando si occupa dell'Italia, del carovita e delle aziende che chiudono? Quattro anni zero riforme", conclude Conte. La replica della Fiera, "nessuna censura" "Nessuna censura: l'intervento della Presidente del Consiglio e il dibattito generale che ne è scaturito rendono necessario un approfondimento". Così in una nota la Fiera nazionale della piccola e media editoria "Più Libri più liberi". "La decisione di chiedere ai partecipanti di sottoscrivere una dichiarazione sulla condivisione dei principi costituzionali, democratici e inderogabili, non è affatto censura, ma un'esigenza di chiarezza e unità tra i diversi attori presenti in fiera. E' un documento basato su riferimenti istituzionali e universali privo di visioni di parte, senza accenni politici e tantomeno legami partitici. E' evidente che così non è stato interpretato. Siamo rammaricati di quanto sta accadendo: l'intervento della Presidente del Consiglio e il dibattito generale che ne è scaturito - conclude la nota - ci inducono ovviamente a un ulteriore attento approfondimento per rispetto istituzionale". Giuli, "bene l'approfondimento auspicato dall'Aie" "Accolgo con favore e ottimismo il preannunciato 'ulteriore, attento approfondimento' da parte dell'Aie, alla luce delle centrate osservazioni del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sulla anacronistica richiesta di fare professione di fede antifascista per accedere a 'Più libri più liberi'", ha detto in una nota il ministro della Cultura, Alessandro Giuli. "I nostri diritti civili, la nostra libertà di espressione e la nostra sovranità popolare affidata alla centralità del Parlamento - ha osservato Giuli -, sono già più che ben difesi dalla Carta costituzionale del 1948, sorta dalle macerie della guerra provocata da regimi liberticidi morti, sepolti e storicizzati. Ove questo non sembrasse sufficiente, la magistratura e le forze dell'ordine sono le ulteriori, naturali custodi della nostra sicurezza democratica". "Confido - ha aggiunto il ministro - che le ragionevoli parole dell'Aie rappresentino l'inizio della fine d'un clamoroso equivoco suscettibile di brutali strumentalizzazioni. Il grande Giorgio Albertazzi, così come il comunista Palmiro Togliatti autore dell'Appello ai fratelli in camicia nera o il Togliatti Guardasigilli fautore della grande amnistia post bellica, oggi sorriderebbero benevoli all'idea di saperci più maturi d'ogni nostalgia priva di senso".
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