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Politica
Meloni: "Sui dazi decisione sbagliata e penalizzante per l'Italia ma l'impatto è affrontabile"
Ieri 04-04-25, 20:24
AGI - "Gli Stati Uniti hanno annunciato due giorni fa dazi su merci e prodotti importati da gran parte degli Stati del mondo, prevedendoli del 20% su molti prodotti dell'Unione europea. Queste tariffe si aggiungeranno a quelle già previste per specifiche merci e prodotti come automobili (25%), acciaio e alluminio. Penso che questa decisione dell'amministrazione Trump sia sbagliata, perchè le economie delle nazioni occidentali sono fortemente interconnesse e politiche protezionistiche così incisive danneggeranno non solo l'Unione europea ma anche gli Stati Uniti". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni intervenendo in consiglio dei ministri. "Qualsiasi ostacolo agli scambi internazionali - ha argomentato la premier - è penalizzante per una nazione come l'Italia, che ha una lunga tradizione di commercio con l'estero e che può contare sulla grande forza del Made in Italy. I dazi tra economie equivalenti, per noi, non sono mai una buona notizia". Per Meloni, comunque, "è presto per valutare le conseguenze effettive prodotte da questa nuova situazione sul nostro Pil e sulla nostra economia. Certamente, però, il panico e l'allarmismo possono causare danni ben maggiori di quelli strettamente connessi con i dazi". Nessun dubbio che ci si trovi "davanti ad un'altra sfida complessa, ma abbiamo tutte le carte in regola per superare anche questa". Secondo Giorgia Meloni, "questo nuovo choc che colpisce l'Europa, dopo la pandemia e la guerra in Ucraina ancora in corso, può essere l'occasione per affrontare questioni che l'Unione europea ha trascurato da tempo. Penso alle regole ideologiche e non condivisibili del Green Deal - ha precisato -, al rafforzamento della competitività delle nostre imprese, all'accelerazione del mercato unico e alla necessità di una maggiore semplificazione, visto che siamo soffocati dalle regole, il giudizio della premier. Dobbiamo riflettere su questi punti, che hanno rappresentato di fatto dei 'dazi' che l'Unione europea si è autoimposta". "E' importante non amplificare ulteriormente l'impatto reale che la decisione americana può avere - ha quindi riflettuto la premier -. Le esportazioni italiane negli Stati Uniti valgono circa il 10% del totale. L'introduzione di dazi può, forse, ridurre questa quota di export ma è ancora presto per quantificarne l'effetto e per capire quanto i nostri prodotti saranno effettivamente penalizzati. Su questo è necessario considerare che un dazio alla frontiera del 20% difficilmente si traduce in un pari incremento di prezzo per i consumatori americani, poichè il valore finale è dato anche da una serie di intermediazioni tra l'importatore e il consumatore finale. Si pensi, ad esempio, all'importazione negli Stati Uniti di una bottiglia di vino che, da un passaggio all'altro, subisce un ricarico spesso superiore al 200%, perciò i dazi all'importazione con ogni probabilità saranno in parte assorbiti. Ragionamenti analoghi, ovviamente, possono essere fatti per altre tipologie di prodotti". "D'altra parte, bisogna tenere conto - ha rimarcato Meloni - che una politica protezionistica americana può impattare sull'Italia anche indirettamente. Pensiamo, ad esempio, all'esportazione di automobili tedesche negli Stati Uniti, che sono in discreta parte prodotte grazie all'indotto presente sul territorio italiano. Pochi giorni fa, in un'audizione davanti al Parlamento europeo, la Presidente della Bce Lagarde ha detto che 'un dazio statunitense del 25% sulle importazioni dall'Europa ridurrebbe la crescita dell'area dell'euro di circa 0,3 punti percentuali nel primo anno'. Quindi, dei dazi al 20% dovrebbero portare a una riduzione del Pil europeo inferiore allo 0,3% finora stimato. E' certamente un impatto significativo, ma di un ordine di grandezza affrontabile", ha osservato ancora il presidente del Consiglio. Lunedì, comunque, ci sarà un vertice per valutare l'impatto che queste nuove tariffe commerciali potranno avere sull'Italia: "Ho deciso di chiedere ai due vicepremier, ai ministri dell'Economia, dell'Industria, dell'Agricoltura, delle Politiche europee, di vederci lunedì pomeriggio e di portare ciascuna per la propria competenza uno studio sull'impatto che questa situazione può avere per la nostra economia".
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