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Cronaca
Morto il boss della 'ndrangheta Domenico Papalia
Oggi 26-08-26, 12:49
AGI - Il boss della 'ndrangheta Domenico Papalia, considerato il capo delle cosche al Nord, è morto all'ospedale San Paolo di Milano a 81 anni. Era stato ricoverato il 17 agosto per l'aggravamento delle condizioni a causa del cancro da cui era affetto da tempo. Papalia ha trascorso in carcere 49 anni. I domiciliari per motivi di salute La figura di Domenico Papalia è stata legata negli ultimi anni anche ai numerosi tentativi dei suoi avvocati Ambra Giovene e Annarita Franchi di farlo scarcerare dopo quasi mezzo secolo di detenzione alla luce del tumore giunto ormai in uno stadio terminale. "È un giorno difficile. Il mio ultimo ricordo di lui - dice all'AGI l'avvocata Ambra Giovene - è la videochiamata che mi fece a metà luglio quando tornò libero prima dell'ultimo ricovero. In quella conversazione volle ringraziare me e l'avvocato Franchi". Il Tribunale di Sorveglianza di Bologna gli concesse i domiciliari per motivi di salute e Papalia il 18 luglio ebbe la possibilità di lasciare il carcere di Parma e di incontrare i familiari. Il ricordo dell'avvocata "Il mio è un ricordo difficile - spiega Giovene -. È stata una battaglia decennale davanti al Tribunale della Sorveglianza nel nome del rispetto di un uomo malato nonostante gli ergastoli. La detenzione è una croce per chiunque affronti, come lui, gli ultimi anni in carcere stremato da una patologia. L'amministrazione penitenziaria l'ha curato certamente sotto l'aspetto sanitario. Noi abbiamo sperato che potesse trascorrere con la famiglia del tempo, ha potuto farlo solo quando ormai era sottoposto alle cure palliative". Le richieste di scarcerazione Sono state tante negli ultimi anni le richieste di liberare il vecchio e malconcio boss da 'Nessuno Tocchi Caino' ai Radicali ad associazioni e quotidiani. Rita Bernardini, presidente di 'Nessuno Tocchi Caino', commenta così la sua scomparsa: "Ci siamo battuti perché gli fosse riconosciuta almeno la possibilità di morire accanto ai suoi cari. Così è stato. L'innocenza, quella vera che conta, è anche quella che si conquista e Domenico, pur vivendo in carcere, ha condotto una vita esemplare".
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