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Politica
Movimento 5 stelle in piazza contro il riarmo europeo. Conte "alternativi al governo"
Ieri 05-04-25, 20:58
AGI - Ottantamila, forse di più. A fine giornata Giuseppe Conte annuncia: "Siamo centomila". Al di là dei numeri degli organizzatori, la manifestazione su cui i Cinque Stelle hanno scommesso è stata un successo. Il colpo d'occhio di via dei Fori Imperiali invasa dalle bandiere bianche del Movimento e di quelle arcobaleno della pace racconta di un esperimento riuscito. E rappresenta un messaggio chiaro al Pd e al resto degli alleati di centrosinistra. Il leader Cinque Stelle lo definisce il primo "pilastro" della costruzione dell'alternativa di governo. "Oggi si rompe quella farlocca luna di miele che Meloni ha costruito con una parte degli italiani con le sue menzogne e con le bugie", annuncia il leader M5s: "Oggi costruiamo il primo pilastro dell'alternativa a questo vergognoso governo". Una alternativa fondata sul No al piano di riarmo europeo. "No al riarmo", Conte lo grida per tre volte dal palco. Un grido che interpella il Partito Democratico, fischiato in un paio di occasioni durante gli interventi. Lo grida e sembra volere ricordare che il Pd ha votato la risoluzione sul piano Von der Leyen, nonostante i 'dissidenti' Marco Tarquinio e Cecilia Strada, per non spaccarsi, per rimanere compatto. E anche in questa rivendicazione sembra nascondersi una punzecchiata: quella compattezza che manca al Pd, Conte la rivendica per il suo movimento al termine dell'intervento dal palco: "Ribadisco l'orgoglio per la compattezza della mia comunita'", dice citando deputati, senatori e parlamentari europei. Elly Schlein non si fa vedere, ma invia una delegazione formata dai pesi massimi del partito, seppure tutti della sinistra dem e storicamente interlocutori con la galassia Cinque Stelle: il presidente dei senatori Francesco Boccia, il responsabile Organizzazione Igor Taruffi, l'europarlamentare Sandro Ruotolo, il deputato Marco Furfaro, il responsabile Economia Antonio Misiani, quello della Coesione e Sud Marco Sarracino, le senatrici Susanna Camusso e Cecilia D'Elia. Delegazione importante, certo, come sottolinea Nicola Fratoianni. Ma sempre di delegazione si tratta. E la segretaria Pd? Ruotolo si spazientisce alla domanda di una giornalista sulle divisioni nel centrosinistra: "Ma davvero oggi vogliamo parlare di questo?", risponde. Poi difende l'alleato dalle intemerate di Calenda e compagni: "Siamo qui, insieme, per costruire una Europa di pace e quando qualcuno dice che questa piazza non è per l'Europa, rispondo che non ha capiro nulla". Certo, Ruotolo come il resto della delegazione fa parte di quella maggioranza che persegue il dialogo costante con Conte e i Cinque Stelle, in linea con il "testardamente unitari" che è il mantra di Schlein. Ma c'è sempre quel pezzo di Pd - da Pina Picierno a Filippo Sensi, da Lorenzo Guerini ad Alessandro Alfieri - che vede come il fumo negli occhi l'abbraccio con Conte e preme per il sostegno al ReArm. Sull'assenza di Schlein si sofferma anche Fratoianni: "Siamo tutti adulti", risponde il segretario di Sinistra Italiana, "mica potevamo portarla noi", aggiunge scherzando con un cronista. Gli alleati rossoverdi, Fratoianni e Angelo Bonelli, ricavano dal colpo d'occhio di Fori Imperiali la stessa convinzione di Conte. "Si parte da qui" per costruire l'alleanza e vincere alle elezioni. "Spero presto ci sia una mobilitazione unitaria per mettere insieme il nostro popolo perché è il momento di voltare pagina", dice Angelo Bonelli. Quello che appare chiaro è che la prova di forza del Movimento richiede di riscrivere anche il perimetro delle alleanze. Azione sembra ormai guardare altrove e l'auspicio formulato da Carlo Calenda sulla cancellazione del M5s è bene presente tra i manifestanti che gli dedicano slogan e cartelli. "Chi non salta Calenda è". Ma anche, "Calenda cancella questa piazza", gridata dal palco dalla vicepresidente Paola Taverna. Di Renzi che si accredita quale "gamba moderata del centrosinistra" si tornerà a parlare presto visto che all'orizzonte già si affacciano le elezioni amministrative - primo test a Genova - e le regionali. Per la Campania, ad esempio, Roberto Fico parla di modello Napoli. Ovvero una alleanza che tiene insieme Pd, M5s, Avs e Psi.
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