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Ok del Cdm al dl Lavoro, incentivi alle aziende che applicano un "salario giusto". Meloni:...
Oggi 28-04-26, 18:16
AGI - Gli incentivi per l'occupazione contenuti nel Dl Lavoro, approvato dal Cdm, verranno erogati alle aziende che applicano un "salario giusto", ovvero il trattamento economico definito dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle associazioni datoriali e dai sindacati comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale. Si tratta, viene riferito, di un intervento da 900 milioni di euro, con l'obiettivo di arrivare a 1 miliardo. L'ipotesi di lavoro dell'esecutivo sarebbe quella di procedere per via decreto, per non rischiare possibili rilievi su alcune misure. Meloni: "Interessati 4 milioni di lavoratori, aperti a proposte migliorative" Il decreto legge "stanzia quasi un miliardo di euro". Così la premier Giorgia Meloni. Il provvedimento "interessa 4 milioni di lavoratori", osserva. Il dialogo con le parti sociali "deve andare avanti", "siamo aperti a proposte migliorative per rafforzare i diritti dei lavoratori. Considero questo provvedimento un tassello del patto", ha aggiunto. Occupazione giovanile e Mezzogiorno Il testo, proposto dalla ministra del Lavoro Marina Calderone, limato nelle ultime settimane a Palazzo Chigi, prova a intervenire per spingere l'occupazione giovanile e nel Mezzogiorno, tramite dei bonus che prevedono esoneri contributivi su Zes e under 34, e affronta anche il caporalato digitale con una misura in favore dei rider. Risposta al salario minimo Il decreto si configura, insomma, anche come una risposta del governo alla questione del salario minimo portata avanti dalle minoranze, che negli scorsi anni hanno depositato un testo che parlava di minimo 9 euro l'ora. Settori senza contrattazione collettiva Per i settori non coperti da contrattazione collettiva, il trattamento economico complessivo, specifica il testo, "non può essere inferiore a quello previsto dal contratto collettivo nazionale, il cui ambito di applicazione sia maggiormente connesso all'attività effettivamente esercitata dal datore di lavoro". Esoneri contributivi under 35 Per incrementare l'occupazione giovanile stabile, ai datori di lavoro privati che dal 1 gennaio e fino al 31 dicembre 2026 assumono personale under 35 con contratto a tempo indeterminato viene riconosciuto, per massimo di ventiquattro mesi, l'esonero dal versamento dei contributi previdenziali nella misura del 100 per cento, con esclusione dei premi e contributi INAIL, nel limite massimo di importo pari a 500 euro mensili per ciascun lavoratore. Incentivi per la Zes Per sostenere lo sviluppo occupazionale della Zes, ai datori di lavoro privati che dal 1 gennaio al 31 dicembre 2026 assumono personale con contratto a tempo indeterminato viene riconosciuto, per massimo di ventiquattro mesi, l'esonero contributivo nella misura del 100 per cento, con esclusione dei premi e contributi INAIL, nel limite massimo di importo pari a 650 euro mensili per ciascun lavoratore. L'esonero è riconosciuto esclusivamente ai datori di lavoro che occupano fino a 10 dipendenti. Adeguamento delle retribuzioni Il decreto interviene anche sugli incrementi retributivi previsti in sede di rinnovo dei contratti collettivi scaduti. In caso di mancato rinnovo, entro i primi dodici mesi successivi alla naturale scadenza, "le retribuzioni sono adeguate", a titolo di anticipazione forfettaria, alla variazione dell'indice dei prezzi al consumo, entro il tetto massimo del 50 per cento annuo. Caporalato digitale e piattaforme Il testo interviene anche in materia di caporalato digitale. In caso di lavoro intermediato da piattaforma web, l'accesso del lavoratore può avvenire con SPID, CIE o CNS, oppure tramite un account con autenticazione a più fattori, nel rispetto del Codice dell'Amministrazione Digitale. Divieto di cessione degli account Le credenziali di accesso al proprio account, specifica il testo, hanno carattere strettamente personale ed è fatto divieto di cessione a terzi. La cessione o l'uso improprio dell'account è punito con una sanzione pecuniaria.
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