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Politica
Omaggio della Camera a Matteotti, il nome e una targa sul suo scranno in Aula
Oggi 27-05-26, 10:26
AGI - "Voi volete ricacciarci indietro. Noi difendiamo la libera sovranità del popolo italiano, al quale mandiamo il più alto saluto e crediamo di rivendicarne la dignità, domandando il rinvio delle elezioni inficiate dalla violenza alla Giunta delle elezioni". Era il 30 maggio del 1924 quando Giacomo Matteotti chiudeva così il suo discorso alla Camera per denunciare i brogli e le violenze che avevano accompagnato le elezioni del 6 aprile. Parole che il segretario del Partito Socialista Unitario commentò subito dopo con quella frase, "io il mio discorso l'ho fatto, ora voi preparate il discorso funebre per me", che preconizzava l'agguato della squadraccia fascista che lo uccise, il 10 giugno. Oggi, il nome di Giacomo Matteotti è impresso sullo scranno che il deputato occupava anche nel giorno di quel discorso. Una cerimonia solenne, aperta dalle parole del presidente della Camera, Lorenzo Fontana - "quelle parole risuonano ancora oggi come un accorato appello in difesa della libertà contro qualsiasi deriva autoritaria", annota - e culminata nella scopertura dell'incisione sullo schienale e della targa che, sullo scranno, recita: "Da questo banco il deputato socialista Giacomo Matteotti pronunciò lo storico discorso del 30 maggio 1924 in difesa del libero Parlamento e contro le intimidazioni e le violenze fasciste che gli sarebbe costato la vita". Un momento salutato prima dal minuto di silenzio chiesto all'Aula dallo stesso Fontana, e poi dall'applauso dell'emiciclo in piedi. Fontana: "Ulteriore dovuto omaggio della Camera alla memoria" "Sono trascorsi 102 anni dall'omicidio dell'onorevole Giacomo Matteotti. Sembra un tempo lontano, ma il suo ricordo resta vivo. La Camera dei deputati rende un ulteriore e dovuto omaggio alla sua memoria, in ricordo del suo celebre discorso pronunciato in quest'Aula il 30 maggio 1924, che gli costò la vita. Lo fa con una targa affissa ora sul suo scranno, in attuazione dell'ordine del giorno presentato dal collega Dori in occasione dell'approvazione del bilancio interno della Camera e accolto all'unanimità dall'Ufficio di Presidenza. Quelle parole risuonano ancora oggi come un accorato appello in difesa della libertà contro qualsiasi deriva autoritaria". È il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, a dirlo in occasione della commemorazione di Giacomo Matteotti, con il disvelamento di una targa sul suo scranno. Fontana aggiunge anche che "Matteotti quel giorno non denunciò solo i brogli e i soprusi delle elezioni di aprile del 1924. Fece molto di più. Smascherò a viso aperto il clima di intimidazioni, aggressioni e prevaricazioni condotte dal fascismo per soffocare ogni voce dissenziente. Matteotti fu tra i primi a comprendere con lucidità la grave minaccia che incombeva sulle Istituzioni democratiche e sulle libertà civili e politiche. Individuò nello squadrismo il braccio armato di un regime spregiudicato, che impediva la libera espressione della sovranità popolare. E accusò apertamente il governo mussoliniano di fondare il proprio consenso sull'uso sistematico della violenza". "Il tragico epilogo di quella vicenda - rileva ancora - è scolpito a chiare lettere nella memoria collettiva del nostro Paese. E ci ricorda che il sacrificio di uomini valorosi come Giacomo Matteotti non fu vano. Alla loro tenacia e alla loro intransigenza morale dobbiamo la rinascita dell'Italia dopo il lungo ventennio di dittatura. La società democratica dei nostri giorni è figlia delle scelte coraggiose di chi ci ha preceduto. Riflettere su pagine così buie della nostra storia, a distanza di un secolo, non è un semplice esercizio commemorativo". "È un richiamo a custodire quei valori inviolabili di giustizia, libertà e dignità umana che alimentano le radici della nostra convivenza civile", conclude Fontana.
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