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Cronaca
"Ombre e violazioni". Dopo la revoca della concessione, la corsa per salvare l'estate a Mondello
Oggi 27-02-26, 11:03
AGI - E ora? Di certo si apre un'altra storia per Mondello, la storica spiaggia di Palermo, dopo il provvedimento di decadenza della concessione demaniale marittima, emanato dall'assessorato regionale al Territorio "per gravi violazioni e per inadempienza degli obblighi derivanti dalla concessione stessa" da parte della Mondello Immobiliare Italo Belga. Il provvedimento, firmato dal dirigente generale Calogero Beringheli, nel ritenere "insufficienti" le controdeduzioni presentate, intima alla società di provvedere entro 60 giorni "allo sgombero e alla messa in pristino delle aree occupate, nonché alla riconsegna delle stesse all'amministrazione", pena "la formale ingiunzione di sgombero". Una cacciata in piena regola dopo una storia di 116 anni. Risale, infatti, al 1910 la nascita dell'Antico stabilimento, prestigiosa struttura in stile Art Nouveau, situata su una vasta piattaforma su piloni immersi nell'acqua, progettata dall'ingegnere Rodolfo Stualker e costruita dalla Italo Belga che affidò i lavori all'impresa di Giovanni Rutelli, figlio del noto scultore Mario Rutelli. L'estate incombe e l'idea della Regione è quella di una breve fase temporanea per salvare la stagione: tre mesi con mini concessioni, in attesa di un affidamento più ampio di questo spazio ambito e pregiato di 36 mila metri quadri. La Italo-Belga ha già annunciato "ogni iniziativa, ivi incluse le impugnazioni previste, nonché l'apertura della fase contenziosa avanti ai tribunali amministrativi". Le contestazioni e il "forte rischio di infiltrazioni mafiose" Il provvedimento della Regione fa leva su una serie di "inadempienze" e sulle conclusioni della Commissione regionale antimafia che a novembre aveva sollecitato la revoca immediata della concessione demaniale in riferimento anche ad "alcune gravi criticità che hanno determinato un forte rischio di infiltrazioni mafiose nella gestione di beni demaniali in concessione". Alla società, che gestisce una delle aree demaniali più significative dell'Isola, viene contestato di avere "trasferito ad altra società servizi oggetto di concessione: a partire dal 2022 la società Mondello Immobiliare Italo Belga S.a. ha costantemente e in via esclusiva affidato alla G.M. Edil una serie di attività che rientrano a pieno titolo nell'alveo delle attività proprie della concessione", come la manutenzione ordinaria e straordinaria di lettini, ombrelloni e sedie incluso il loro lavaggio, la manutenzione ordinaria e straordinaria delle cabine in legno o la pulizia ordinaria stagionale, con l'effetto "di esternalizzare ad altra società una buona parte - probabilmente, la maggior parte - delle attività relative alla gestione del bene gestito in concessione". E l'amministratore unico e legale rappresentante della G.M. Edil, incalzava la Commissione, "è un dipendente della società Mondello Immobiliare Italo Belga S.a. legato da vincolo di consanguineità con il boss Salvatore Genova, condannato nel 2004 a diciotto anni di reclusione per associazione mafiosa". Affidamenti senza gara e legami familiari La Commissione evidenziava la decisione della Mondello Immobiliare Italo Belga S.a. di "affidare, reiteratamente, in assenza di una gara a evidenza pubblica, a una terza società - peraltro riconducibile a un suo dipendente legato da vincoli familiari con un soggetto condannato per mafia - una mole considerevole di servizi, per importi che si attestano tra i 220.000 e i 237.000 euro per anno, superiore dunque alla soglia dei 150 mila euro, oltre la quale scatta l'obbligo". Nel corso delle audizioni, così come dallo studio della documentazione raccolta, "non è emersa l'adozione di alcuna procedura a evidenza pubblica da parte della Italo Belga prima della stipula di tali contratti". La società aveva infatti "tra i suoi dipendenti quattro soggetti che - per quanto incensurati, non così il quinto lavoratore che nel frattempo era stato arrestato e licenziato - risultavano tutti essere legati da stretti vincoli di parentela con un boss mafioso già all'epoca condannato a diciotto anni di reclusione per associazione mafiosa e ad altri mafiosi di spicco". A ciò deve aggiungersi la "reiterata operazione di esternalizzazione" della quasi totalità dei servizi connessi alla concessione del bene demaniale "a beneficio di una società terza il cui amministratore unico e legale rappresentante è proprio uno dei dipendenti della Italo Belga legato da consanguineità con il boss Salvatore Genova".
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