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Cronaca
Operazione antimafia a Foggia: boss continuavano a comandare dai domiciliari
Oggi 24-06-26, 13:19
AGI - Operazione antimafia a Foggia, dove sei persone sono state raggiunte da misure cautelari nell'ambito di una vasta indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari che punta a fare luce sulla perdurante operatività della Società Foggiana e, in particolare, della batteria Sinesi-Francavilla. Tra gli indagati figurano due fratelli ritenuti dagli investigatori ai vertici del gruppo criminale, nonostante fossero già sottoposti agli arresti domiciliari. L'ordinanza, emessa dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della Procura, è stata eseguita oggi da Carabinieri e Polizia di Stato. Secondo l'accusa, i presunti capi del sodalizio avrebbero continuato a impartire direttive e mantenere contatti con l'esterno, gestendo gli affari dell'organizzazione anche durante il periodo di restrizione. L'inchiesta della Dda barese descrive una struttura mafiosa ancora pienamente operativa, capace di estendere i propri interessi dal traffico di droga alle estorsioni, dai reati predatori fino all'infiltrazione nell'economia legale e alla pianificazione di azioni violente contro gruppi rivali. Uno dei destinatari della misura cautelare è accusato di aver utilizzato nel 2021 un telefono cellulare clandestino all'interno del carcere di Tolmezzo per mantenere in vita i collegamenti tra il clan Sinesi-Francavilla e il clan Li Bergolis del Gargano, consentendo, secondo gli inquirenti, la prosecuzione delle attività criminali nonostante la detenzione dei vertici. Riciclaggio e investimenti immobiliari a Foggia Altri due indagati devono rispondere di autoriciclaggio e riciclaggio aggravati dalla finalità mafiosa. Al centro delle contestazioni vi sarebbe un'operazione economica risalente al periodo 2012-2013: circa 600 mila euro, ritenuti provento di attività illecite, sarebbero stati investiti nel settore edilizio attraverso un imprenditore foggiano, con l'obiettivo di favorire l'ingresso della criminalità organizzata nell'economia legale. Evoluzione del clan dopo il processo Corona Le indagini, condotte dal Ros dei Carabinieri, dal Nucleo Investigativo di Foggia, dalla Sisco di Bari e dalla Squadra Mobile di Foggia, hanno ricostruito l'evoluzione della batteria Sinesi-Francavilla dopo il processo "Corona", che aveva già certificato l'esistenza della Società Foggiana fino al 2016. Tra gli elementi raccolti figurano le reazioni seguite al tentato omicidio di Roberto Sinesi nel settembre 2016, quando sarebbero state organizzate riunioni tra esponenti dei clan Sinesi-Francavilla e Li Bergolis per pianificare azioni contro la contrapposta batteria Moretti-Pellegrino. Controllo delle piazze di spaccio Gli investigatori hanno inoltre ricostruito una presunta mediazione nella gestione della piazza di spaccio di Vieste. Secondo la ricostruzione accusatoria, uno degli odierni arrestati avrebbe cercato di favorire gli interessi del clan Li Bergolis, promuovendo un accordo che prevedeva il pagamento di 10 mila euro mensili per l'utilizzo della piazza di spaccio viestana. Comunicazioni clandestine e collaboratori Particolarmente rilevante, secondo la Procura, sarebbe stato il mantenimento dei rapporti tra affiliati detenuti in diversi istituti penitenziari italiani. I contatti sarebbero proseguiti attraverso lettere e soprattutto mediante telefoni cellulari clandestini utilizzati per comunicare con altri esponenti detenuti a Siracusa, Lanciano, Terni e Palermo. A rafforzare il quadro investigativo hanno contribuito le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Ciro e Giuseppe Francavilla, che dall'inizio del 2024 hanno fornito agli inquirenti dettagli sui nuovi assetti della criminalità organizzata foggiana, sulle alleanze con altri gruppi mafiosi e sui tentativi di infiltrazione nell'economia legale. L'ordinanza odierna conferma i precedenti provvedimenti adottati dai tribunali di Larino, Milano e Foggia dopo il fermo disposto dalla DDA di Bari l'8 giugno scorso nei confronti di tre degli indagati e amplia il numero dei destinatari delle misure cautelari ad altri tre soggetti.
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