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Papa Leone ai giovani ad Assisi: "I potenti della terra sovrastano gli altri. Coltivate lo...
Oggi 06-08-26, 19:44
AGI - "Oggi l'Europa e il mondo intero cercano in voi nuovi santi: osate credere nella parola del Vangelo, diventate umani con la libertà di Gesù Cristo, abbracciate sorella povertà!". Papa Leone torna ad Assisi per la giornata conclusiva dell'evento "GO! Franciscan Youth Meeting 2026" che ha riunito oltre 250 giovani provenienti da tutto il mondo, in occasione dell'Ottavo Centenario di San Francesco d'Assisi. Il Pontefice esorta i ragazzi a imitare il Poverello, a "vincere la rassegnazione e la paura", a "scrivere nuove pagine di storia", a essere "operatori di pace" impegnati a "servire la vita nei più tragici scenari di morte". "La ragione per cui San Francesco, ottocento anni dopo la sua morte, ci attrae ancora, sta nella magnifica umanità che lo portò ad abbandonare le vie già tracciate, perché se ne aprisse una nuova, più coerente col cammino di Gesù", osserva. E se "i grandi della Terra e i potenti del mondo" "cercano visibilità e sovrastano gli altri" occorre la rivoluzione del Vangelo "senza sconti" per abbattere i muri che separano gli esseri umani, seguire l'esempio di Cristo per "esercitare un diverso tipo di forza, che non umilia, ma solleva". L'omelia alla Porziuncola e il richiamo a Papa Francesco Leone, nell'omelia della Messa presieduta davanti alla Porziuncola — è la prima volta per un Pontefice — rimarca il titolo dell'evento "Go!", "una missione, un invio su strade di cui non abbiamo le mappe, perché si aprono ascoltando il cuore". "Go! Andate! O meglio ancora: andiamo! Let's go!", sottolinea. "Ai margini, dove l'ingiustizia e la prepotenza di pochi negano la dignità e i sogni di molti, di troppi figli e figlie di Dio". Il Papa ricorda il suo predecessore Francesco, che ispirandosi al Poverello di Assisi, ha messo in guardia dalla "tentazione di essere cristiani mantenendo una prudente distanza dalle piaghe del Signore. Gesù — le parole citate dall'Evangelii gaudium — vuole che tocchiamo la miseria umana, che tocchiamo la carne sofferente degli altri. Aspetta che rinunciamo a cercare quei ripari personali o comunitari che ci permettono di mantenerci a distanza dal nodo del dramma umano". Nonostante si possa "non essere compresi, persino da quelli di casa, come avvenne a San Francesco", "sottrarsi alla cultura della potenza e abbattere i muri che separano fra loro gli esseri umani non è mai tradire la famiglia, la città, la tradizione, ma liberarle dai loro fantasmi, da nemici inventati per paura e ignoranza, dalla violenza con cui si vorrebbe imporre il proprio piccolo ordine su una realtà che da ogni parte ci supera", prosegue Leone. La conclusione del raduno e il dialogo con i ragazzi Assisi è stata invasa in questi giorni da migliaia di ragazzi, diventando il cuore della gioventù francescana. Dal 3 agosto si sono svolti laboratori e momenti di confronto che hanno portato a elaborare una vera e propria "Carta missionaria", frutto delle esperienze condivise dai ragazzi durante l'evento. Oggi la conclusione, a Santa Maria degli Angeli. Duemila i fedeli all'interno della Basilica, tremila quelli radunati fuori, in un clima di festa e condivisione nonostante le alte temperature. Il Papa, prima della celebrazione, ha risposto ai dubbi e alle domande dei giovani protagonisti, precisando che il senso della radicalità evangelica è "l'opposto del fondamentalismo: non rende ciechi e violenti, ma sensibili, attenti", accoglienti verso tutti ed esortando a non strumentalizzare la religione ma ad andare oltre i muri alimentati da cattiva informazione e pregiudizio.
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