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Pd, domani l'assemblea nazionale: Schlein blinda lo statuto in vista delle primarie
Oggi 17-10-26, 18:03
AGI - "Unità - Per cambiare l'Italia" è il titolo scelto per l'assemblea nazionale del Pd che domani è chiamata a modificare l'articolo 8 dello Statuto per consentire alla segretaria di guidare il partito almeno fino alle elezioni politiche. Un passaggio che sembra scontato, visti i numeri in campo. Al termine delle primarie del 2023 Elly Schlein aveva 333 delegati, Stefano Bonaccini 267, Gianni Cuperlo 20. Sono passati quasi quattro anni da allora e le carte nel Partito Democratico si sono rimescolate facendo del vantaggio iniziale di Schlein un vero e proprio dominio dentro il parlamentino dem. Bonaccini, che era inizialmente il capo della minoranza interna, ha adottato un approccio sempre più collaborativo con la segretaria, sua vice presidente ai tempi della giunta in Emilia Romagna. Stesso si dica per Gianni Cuperlo, candidato della "sinistra ortodossa" del partito alle scorse primarie, conflitto a sua volta nel "correntone" della maggioranza di Montepulciano. Il numero dei delegati In totale 620 delegati ai quali si aggiungono altri componenti dell'assemblea: i segretari fondatori del Pd, da Veltroni a Franceschini, da Bersani a Enrico Letta; gli ex segretari nazionali del Pd iscritti; gli ex Presidenti del Consiglio iscritti (Paolo Gentiloni ed Enrico Letta). È ancora: i segretari regionali, i segretari provinciali, i segretari delle federazioni all'estero, delle città metropolitane e regionali, la Portavoce della Conferenza nazionale delle donne, i coordinatori Pd delle ripartizioni estero, il segretario dei Giovani Democratici; cento tra deputati, senatori ed europarlamentari aderenti al partito indicati dai rispettivi Gruppi, i sindaci delle città metropolitane, dei comuni capoluoghi di provincia e di regione e i presidenti di regione iscritti e in corso di mandato. In tutto 960 membri. All'ordine del giorno c'è la relazione della segretaria. I dem attendono indicazioni sui prossimi passi da compiere in vista del voto: dal programma alle primarie di coalizione. La modifica dell'articolo 8 e la proroga del mandato Il culmine della giornata sarà la modifica all'articolo 8 dello Statuto nazionale del partito che disciplina la durata dei mandati del Segretario nazionale e dell'Assemblea nazionale: i mandati del Segretario nazionale del Partito e di ciascun componente dell'Assemblea nazionale durano infatti quattro anni al termine dei quali il Presidente dell'Assemblea nazionale indice le procedure per il rinnovo delle cariche alla scadenza del termine. Il mandato di Schlein scade a marzo 2027, appena prima delle elezioni politiche. Il Pd si troverebbe nella condizione di non avere una guida in piena corsa elettorale. Una prima assoluta, visto che nessun segretario prima di Schlein era arrivato a completare un mandato intero. Da qui la necessita' di modificare l'articolo per prevedere una proroga del mandato e consentire alla segretaria di partecipare alle primarie, prima, ed eventualmente sfidare Meloni da leader della coalizione. All'interno dell'articolo 8, il comma 3 è stato oggetto di discussione nelle ultime settimane, soprattutto per iniziativa dei riformisti Pd. Si tratta del passaggio che assegna al solo segretario il ruolo di candidato alle primarie di coalizione e alla guida del governo. I riformisti hanno avanzato delle proposte, anche durante l'assemblea che si è tenuta a inizio del mese a Prato, perché si prevedesse una seconda candidatura. L'altra richiesta è che le primarie di coalizione prevedessero un doppio turno che avrebbe permesso a un secondo candidato - si era fatto il nome di Giorgio Gori - di correre al primo turno per convergere al secondo turno sulla candidatura della segretaria. In questo modo, e il ragionamento della minoranza dem, si sarebbe potuto allargare il consenso a Schlein anche agli elettori moderati. Ieri, l'area riformista ha tenuto una riunione dalla quale è emersa la volonta' di non andare allo scontro in assemblea. Sempre che ci sia un percorso di confronto, viene riferito, e che la maggioranza non proceda per forzature. In caso contrario, i riformisti faranno sentire forte la loro voce, viene aggiunto. Stando a quanto si apprende, interlocuzioni sarebbero in corso in queste ore e l'ipotesi e' che si possa arrivare a una gestione ordinata dell'assemblea. I riformisti interverranno, in ogni caso, soprattutto per tenere alto il tema dell'Ucraina e dell'Europa, in chiave di sostegno a Kiev - anche con la fornitura di armi - e di maggiore integrazione politica dell'Unione Europea. Se di "Unita'" si parla, e' il ragionamento della minoranza interna, si cominci dall'assemblea.
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