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Economia e Finanza
Petrolio senza freni, il G7 valuta se attingere alle riserve strategiche. L'onda d'urto in...
Oggi 09-03-26, 12:31
AGI - I ministri delle finanze del G7 discuteranno di un possibile rilascio congiunto di petrolio dalle riserve, coordinato dall'Agenzia internazionale per l'energia, in una riunione di emergenza che si terrà oggi, volta a contrastare l'impennata dei prezzi del petrolio in seguito al conflitto nel Golfo. Lo riporta il Financial Times. Secondo fonti vicine alla situazione, tra cui un alto funzionario del G7, i ministri e Fatih Birol, direttore esecutivo dell'AIE, terranno una chiamata alle 8.30 (ora di New York) per discutere dell'impatto della guerra con l'Iran. Finora, sempre secondo fonti citate dal Financial Times, tre paesi del G7, tra cui gli Stati Uniti, hanno espresso il loro sostegno all'idea. I 32 membri dell'Aie detengono riserve strategiche nell'ambito di un sistema di emergenza collettivo progettato per fronteggiare le crisi dei prezzi del petrolio. Una fonte ha affermato che alcuni funzionari statunitensi ritengono che un rilascio congiunto di 300-400 milioni di barili, ovvero il 25-30% degli 1,2 miliardi di barili di riserva, sarebbe appropriato. L'incontro avviene mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è sotto pressione per fermare il forte aumento del prezzo del petrolio greggio dall'inizio della guerra. "L'utilizzo delle riserve strategiche è un'opzione in fase di valutazione", ha dichiarato una fonte all'Afp, mentre i ministri delle Finanze del G7 (Stati Uniti, Giappone, Canada, Regno Unito, Francia, Germania e Italia) si riuniscono alle 13:30 ora francese (12:30 GMT) sotto la presidenza francese per affrontare le conseguenze economiche della guerra in Medio Oriente, che ha causato l'impennata dei prezzi del petrolio e del gas nell'ultima settimana. Stamattina, i mercati azionari asiatici crollano dopo il balzo dei prezzi del petrolio. Alla Borsa di Tokyo, l'indice di riferimento Nikkei cede il 5%. A Seul, l'indice Kospi crolla del 6,52%, l'indice Hang Seng di Hong Kong scende dell'1,64%. Taipei perde il 4%, Sydney il'2,52%. Negative anche le cinesi con Shanghai che segna -0,54% e Shenzhen -0,63%. Greggio oltre i 112 dollari a barile I prezzi del petrolio sono aumentati vertiginosamente, con il greggio WTI in rialzo del 25% a oltre 112 dollari al barile, in un mercato in preda al panico per la guerra in corso in Medio Oriente e il perdurante blocco dello Stretto di Hormuz. Intorno alle 2:00 GMT, il West Texas Intermediate (WTI, il benchmark statunitense) è salito del 25,71% a 114,25 dollari al barile. Il greggio Brent, il benchmark globale, e' balzato del 22,30% a 113,34 dollari al barile.
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