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Cultura e Spettacolo
Premio Zeffirelli a Placido Domingo, Robert Powell e Marco Bellocchio
Oggi 26-01-26, 19:34
AGI - Stava preparando la regia di un inedito Rigoletto, Franco Zeffirelli. Era il 2018, l’opera avrebbe debuttato nel settembre 2020 alla Royal Opera House di Muscat, in Oman. E lui, novantacinque anni, la voce ridotta a sussurro, era orgoglioso di presentarla ai giornalisti in un incontro nella villa di Silvio Berlusconi, che era la sua residenza, a Roma, sull’Appia Antica. Sarebbe stato un Rigoletto, questa volta intimistico, riflesso forse del ripiegarsi del Maestro su se stesso, ma dal taglio cinematografico nella dilatazione della scena capace poi di restringersi ed entrare come uno zoom nei personaggi. Spettacolo venato di malinconia e tuttavia annunciato con la spavalderia dei suoi occhi azzurri, il sorriso carismatico, il cagnolino sulle ginocchia, pantaloni chiari e camicia di Etro, come rivelò, vanitoso. “Sono vecchio ma non mollo, ho conquistato con il lavoro tutti i risultati ai quali sono arrivato”. Fu l’ultima uscita pubblica di Zeffirelli, che sarebbe venuto a mancare sette mesi dopo, il 15 giugno del 2019. Da due anni però era operante la Fondazione che porta il suo nome, a perpetrarne insegnamento e memoria. E appunto questo Istituto, che ha sede nella sua Firenze, ha annunciato la prima edizione del Premio Franco Zeffirelli, riconoscimento realizzato insieme con il Trust Zeffirelli per il Centro Internazionale delle Arti e dello Spettacolo, che verrà conferito il 16 febbraio prossimo sullo sfondo del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, scenario davvero “zeffirilliano”, come la sede stessa della Fondazione, il barocco Palazzo San Firenze, originariamente convento dei Padri Filippini, a pochi passi da Palazzo Vecchio, dove si terrà - dopo la premiazione alla presenza della sindaca Sara Funaro e del governatore della Toscana Eugenio Giani - una cena di gala. I premi speciali: Placido Domingo e Robert Powell I riflettori saranno accesi su due volti che a lungo hanno incrociato lo sguardo di Zeffirelli. Sono i Premi Speciali di questa prima edizione: Placido Domingo e Robert Powell. Il tenore spagnolo è stato tra i maggiori collaboratori del regista nell’allestimento di opere sia per il teatro che per il cinema: è stato Otello, don Josè, Turiddu, Calaf, Cavaradossi di memorabili allestimenti, e sul grande schermo il protagonista di “La Traviata” del 1982, accanto a Teresa Stratas. In un sodalizio cominciato nel 1970, che gli ha fatto definire Zeffirelli “artista completo, uomo rinascimentale”. Powell è l’attore indissolubilmente legato all’immaginario di Zeffirelli per la sua interpretazione di Gesù nello sceneggiato televisivo “Gesù di Nazaret”, del 1977, lavoro simbolo della storia della televisione mondiale nel quale l’interprete incarna la visione umanistica del Maestro. Riconoscimenti per regia, scenografia e costumi Accanto ai Premi Speciali, ci sono quelli per settori, attribuiti da Raimonda Gaetani, presidente della Giuria, e da Madeline Fontaine, Lindy Hemming, Jean Rabasse, Inbal Weinberg. Il riconoscimento per la Regia verrà assegnato a Marco Bellocchio (del quale sta per andare in onda la miniserie televisiva “Portobello” su Enzo Tortora, presentata all’ultima Mostra del Cinema di Venezia) “per una carriera capace di unire rigore formale, profondità storica e costante tensione civile”. Premiate per la Scenografia Sarah Greenwood e Katie Spencer (sette volte candidate all’Oscar, tra cui “Espiazione”, “Anna Karenina”, “Barbie”), tra i più influenti sodalizi scenografici del cinema contemporaneo. Il premio per i Costumi sarà conferito ad Ann Roth (Oscar per i film “Il paziente inglese” e “Ma Rainey’s Black Bottom”), capace di “ridefinire il rapporto tra abito, psicologia del personaggio e verità scenica”. L'eredità di Zeffirelli e gli obiettivi della fondazione Dice Pippo Zeffirelli, presidente della Fondazione: “Zeffirelli ha lasciato un’impronta indelebile nella cultura visiva del XX secolo e il Premio a lui intitolato propone di celebrarne l’eredità attraverso il riconoscimento di personalità affermate o emergenti che si distinguono per qualità e rigore artistico”. A loro andrà una statuetta placcata in oro, raffigurante un personaggio tratto da una delle opere da lui dirette (quest’anno “Il Trovatore”) realizzato dalla gioielleria Paolo Penko di Firenze. Caterina D’Amico è la direttrice del Museo Franco Zeffirelli. Spiega: “Quando nel 2017 abbiamo aperto le porte del Complesso di San Firenze non abbiamo inaugurato solo un museo ma un archivio parlante. Il nostro impegno è far sì che questo patrimonio non resti memoria statica ma strumento vivo per le nuove generazioni di scenografi, registi e costumisti”. E infatti la Fondazione organizza didattiche e visite guidate per studenti dalla scuola primaria all’università, oltre a corsi per giovani professionisti o aspiranti tali. Anche questo è il senso delle iniziative a contorno del Premio, a partire dal 12 febbraio, compleanno di Franco Zeffirelli che nacque nel 1923: lezioni dedicate al suo impatto in campo cinematografico e operistico, visite al Museo, proiezioni dei suoi tre film-opera “Otello”, “Traviata”, “Cavalleria rusticana”, masterclass dei premiati.
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