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Estero
Quali sono le basi Nato in Italia e come funzionano
Oggi 06-03-26, 12:48
AGI - Con circa 120 installazioni di diversa natura e gestione presenti sul territorio, l'Italia è uno dei Paesi con la concentrazione più alta di strutture militari americane in tutta Europa. Le basi americane in Italia sono state installate a partire dal 1951 grazie a una serie di accordi bilaterali tra Roma e Washington, con cui l'Italia ha concesso alle forze armate Usa il suo territorio. Formalmente le basi rientrano all'interno della sovranità italiana, mentre agli Stati Uniti spetta il controllo operativo. I militari italiani sul territorio italiano sono circa 13 mila, impegnati a vario titolo in servizi di logistica, intelligence, unità operative e comando. Le tipologie di basi si dividono in basi Nato gestite dall'alleanza, basi italiane messe a disposizione della Nato e basi a comando condiviso tra Italia, Stati Uniti e Nato. Le basi Nato sono quelle di Aviano, in Friuli, Sigonella in Sicilia, Caserma Ederle e Base Del Din in Veneto, Camp Darby in Toscana, la Naval Support Activity in Campania e Lazio e Ghedi in Lombardia. La base forze più nota è quella di Sigonella, definita la 'portaerei del Mediterraneo', teatro nel 1985 dello scontro tra il governo Craxi e l'amministrazione Reagan in occasione della crisi dell'Achille Lauro. Sigonella è una base "mista", ovvero sotto il controllo italiano, ma usata dalla Marina e dall'aeronautica americana. Le principali basi americane in Italia La base siciliana ospita i droni MQ-9 Reaper e velivoli di sorveglianza EP-3. Altra base di primo piano è quella di Aviano, in Friuli, utilizzata come hub di rifornimento per i raid aerei in Iraq, Afghanistan, Kosovo e Libia. È una delle più grandi basi aeree USA in Europa, ospita il 31esimo Fighter Wing con caccia F-16 e probabilmente, anche se l'informazione non è mai stata confermata ufficialmente, delle testate nucleari all'idrogeno di tipo B61-4. Testate nucleari americane dovrebbero essere presenti anche nella base di Ghedi, in provincia di Brescia. Anche in questo caso l'informazione è top secret. Altre basi strategiche e strutture Tra le basi chiave anche quella di Camp Darby, in provincia di Pisa (anche se si tratta di una base italiana dove operano anche militari statunitensi), di Caserma Ederle e Caserma Del Din, in provincia di Vicenza. L'Italia del sud, oltre a Sigonella ospita le infrastrutture del Naval Support Activity, le forze navali americane in Europa, divise tra il Lazio e la Campania, a Gaeta e Napoli. La base di Gaeta durante la guerra nei Balcani negli anni '90 ospitò il comando della Theodore Roosevelt. Altre strutture americane sul territorio italiano sono quelle di Solbiate Olona (in provincia di Varese) di Poggio Renatico, nel Ferrarese, di La Spezia in Liguria, di quella nella tenuta di Tombolo in Toscana, della Cecchignola e Gaeta (Latina) nel Lazio, di Mondragone (Caserta) e Napoli in Campania, di Taranto in Puglia e di Trapani Birigi. Il ruolo di Napoli e le basi segrete A Napoli ha sede uno dei due centri di comando della Nato (l'altro è nei Paesi Bassi), la base dei sommergibili statunitensi nel Mediterraneo, così come il comando delle forze aeree e dei marines statunitensi. Oltre alle basi direttamente operative ci sono un centinaio di strutture tra centri di ricerca, depositi, poligoni di addestramento, stazioni di telecomunicazione, e una ventina di basi segrete la cui posizione esatta non è mai stata rilevata. Niscemi in provincia di Caltanissetta ad esempio ospita il sistema Muos (Mobile user objective system), che monitora anche la situazione in Medioriente attraverso radar e satellite. Extraterritorialità e accordi sull'uso delle basi Tutte le basi godono di extraterritorialità e non sono soggette all'ordinamento giuridico della nazione in cui si trovano e tutto ciò che accade al loro interno è coperto da segreto, così come il numero delle forze presenti. Il governo italiano ha fatto sapere di non avere ricevuto richieste da parte di Washington per l'uso delle basi nel conflitto con l'Iran. Secondo i patti bilaterali siglati tra Roma e Washington, gli Stati Uniti hanno l'obbligo di notificare e giustificare ogni utilizzo "non ordinario" delle basi. L'utilizzo delle basi deve sempre comunque ottenere il via libera preventivo dal governo italiano.
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