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Record di guerre tra Stati, mai così tante dal 1945
Oggi 10-06-26, 04:59
AGI - Nel 2025 i conflitti tra Stati hanno raggiunto il livello più alto dalla Seconda guerra mondiale, con un numero record di guerre e un forte aumento delle vittime civili e militari. Lo rileva il programma UCDP dell’Università di Uppsala, considerato uno dei principali sistemi mondiali di monitoraggio della violenza organizzata, in un’analisi pubblicata sul Journal of Peace Research. Lo studio è firmato dagli analisti Shawn Davies e Therese Pettersson dell’Uppsala Conflict Data Program e documenta un netto peggioramento del quadro globale della sicurezza internazionale. Nel 2025 i conflitti interstatali sono quadruplicati rispetto al 2023, passando da due a otto in appena due anni. Si tratta del numero più elevato registrato dall’UCDP dall’inizio della raccolta dati nel 1946. Tra i conflitti censiti figurano la guerra tra Russia e Ucraina, quella tra Iran e Israele, gli scontri tra India e Pakistan e le tensioni armate tra Israele e Siria. “Assistiamo a un chiaro aumento dei conflitti tra Stati. Per lungo tempo le guerre tra Stati sono state relativamente rare, ma gli sviluppi degli ultimi anni indicano un aumento delle tensioni internazionali e cambiamenti nell’ordine globale della sicurezza”, ha spiegato Shawn Davies, senior analyst dell’UCDP. Aumento dei conflitti globali Nel complesso, il programma dell’Università di Uppsala ha registrato 65 conflitti con il coinvolgimento diretto di Stati nel corso del 2025, il dato più alto dall’inizio delle rilevazioni moderne. Tredici di questi sono stati classificati come guerre vere e proprie, cioè conflitti con almeno mille morti legate ai combattimenti nell’arco di un anno solare. Anche questo rappresenta il valore più elevato dal 1992. Crescita delle vittime Parallelamente è cresciuto in modo significativo il numero complessivo delle vittime. Secondo l’analisi, circa 244.600 persone sono morte nel 2025 a causa di violenze organizzate, rendendo l’anno appena trascorso il secondo più sanguinoso dal genocidio del Ruanda del 1994. Il rapporto segnala un incremento sia tra i combattenti sia tra i civili colpiti direttamente dalle ostilità. “Non si tratta solo di un aumento del numero dei conflitti, ma anche di livelli estremamente elevati di violenza letale. Soprattutto osserviamo un drammatico incremento delle violenze contro i civili, in particolare in Sudan”, ha sottolineato Therese Pettersson, senior analyst e responsabile del progetto UCDP. Il conflitto Russia-Ucraina La guerra tra Russia e Ucraina si conferma il conflitto più mortale del pianeta. Nel solo 2025 l’UCDP ha registrato almeno 94.700 vittime, pari a circa il 62 per cento di tutte le morti legate ai combattimenti a livello globale. Tra i conflitti più devastanti figurano anche la guerra tra Israele e Hamas e quella in Sudan. In quest’ultimo Paese, secondo il rapporto, la violenza unilaterale contro i civili è aumentata drasticamente dopo la conquista della città di El Fasher, nel Darfur, da parte della Sudan Founding Alliance (SFA), con massacri estesi riportati nelle aree coinvolte. “I civili sono stati sottoposti a violenze estremamente estese durante la guerra in Sudan dal 2023, ma gli eventi di El Fasher nel 2025 emergono anche in una prospettiva storica. Sono la ragione principale per cui il numero di morti dovute a violenze unilaterali ha raggiunto il livello più alto degli ultimi trent’anni”, ha aggiunto Pettersson. Violenze unilaterali in aumento Secondo il database UCDP, nel 2025 le morti causate da violenze unilaterali contro civili hanno raggiunto quota 76.500, con un aumento superiore al 400 per cento rispetto all’anno precedente. Anche questo dato rappresenta il valore più elevato dal 1994. Diminuzione dei conflitti non statali In controtendenza, il rapporto evidenzia invece un calo dei conflitti non statali. Gli scontri tra gruppi armati non legati direttamente agli Stati, come i cartelli della droga in Messico, hanno provocato circa 14.500 morti nel 2025, il dato più basso registrato dal 2013.
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