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Estero
Sempre meno petrolio russo in Europa ma il gas resiste
Oggi 16-03-26, 15:01
AGI - Nei giorni in cui diversi leader europei - terrorizzati dal blocco dello Stretto di Hormuz - sembrano voler dare una nuova possibilità al petrolio russo, la Commissione europea manda un segnale molto chiaro: il 15 aprile presenterà una proposta per eliminare gradualmente le restanti importazioni di petrolio russo nell'Unione europea, completando il processo di uscita dai combustibili fossili di Mosca avviato dopo l'invasione dell'Ucraina. Secondo i dati di Bruxelles, le importazioni di petrolio russo nell'Ue sono già crollate negli ultimi anni, passando da circa il 27% del totale all'inizio del 2022 a circa il 2% oggi, con solo due Paesi membri che continuano ad acquistarlo: Ungheria e Slovacchia. Carbone e gas naturale: la situazione attuale Le importazioni di carbone russo, invece, sono state completamente vietate dalle sanzioni europee. Più complessa resta la situazione del gas naturale, dove Mosca mantiene ancora una presenza significativa nel mercato europeo nonostante il drastico calo della dipendenza energetica. Prima della guerra, il gas russo rappresentava circa il 45% delle importazioni dell'Ue, quota scesa a circa il 13% nel 2025 grazie alla diversificazione delle forniture e alla riduzione dei consumi. In termini assoluti, tuttavia, circa 35 miliardi di metri cubi di gas russo continuano a entrare ogni anno nel sistema energetico europeo, per un valore stimato di circa 10 miliardi di euro ai prezzi attuali. Queste forniture arrivano sia tramite gasdotti sia sotto forma di gas naturale liquefatto. Il futuro del GNL e l'obiettivo 2027 I dati di mercato mostrano che l'Europa resta un cliente chiave per il GNL russo: nel febbraio 2026 i Paesi dell'Ue hanno importato 1,54 milioni di tonnellate di GNL dal progetto Yamal, con 21 cargo diretti tutti verso porti europei, la prima volta dal 2018 che l'intera produzione mensile dell'impianto artico è stata assorbita dal mercato europeo. Il quadro normativo europeo punta però a chiudere definitivamente anche questa dipendenza. Con il regolamento adottato lo scorso gennaio, l'Ue ha introdotto un divieto graduale ma permanente alle importazioni di gas russo, con la fine delle forniture di GNL entro il primo gennaio 2027 e lo stop al gas via gasdotto entro il 30 settembre 2027, con possibile proroga tecnica fino a novembre dello stesso anno in caso di problemi negli stoccaggi. L'uscita dal gas russo è stata resa possibile soprattutto dall'aumento delle importazioni di GNL da fornitori alternativi, in particolare Stati Uniti, Norvegia, Algeria e Azerbaigian, e da una riduzione della domanda di gas nell'Ue di oltre il 19% tra il 2021 e il 2024. L'obiettivo dichiarato di Bruxelles è eliminare le forniture energetiche russe entro il 2027, interrompendo così i circa 10 miliardi di euro l'anno che l'Unione continua a pagare per il gas di Mosca.
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