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Cronaca
Sentenza scritta prima della fine del processo? Botta e risposta tra il Tribunale e i legali
Oggi 22-01-26, 17:13
AGI - "Ritenuta attendibile la parte offesa, si dichiara la penale responsabilità dell'imputato". L'avvocato Paolo Cassamagnaghi racconta di avere avuto un sussulto di sorpresa nel leggere queste parole su un foglio posato sul tavolo dei giudici che di lì a poco sarebbero entrati in aula per il processo a carico di un suo assistito accusato di violenza pluriaggravata su una minorenne. "In tutta evidenza quella era una bozza della sentenza con tanto di motivazione" dichiara all'AGI. La 'scoperta' dei fogli che sarebbero stati anticipatori del verdetto è arrivata per caso. "L'udienza era fissata alle dieci ma quando sono arrivato ho visto che sullo 'statino' affisso alla porta l'orario era indicato alle 11 e 30. Ho pensato di essermi sbagliato e mi sono avvicinato al banco dei giudici per vedere quale orario fosse indicato sul fascicolo. C'erano una dozzina di fogli tenuti insieme al fascicolo da un sottile elastico giallo e l'occhio mi è caduto su quella che era un'anticipazione del verdetto. Quando i giudici sono entrati ho chiesto conto della cosa alla presidente del collegio domandando di leggere quei fogli. Mi è stato risposto di no". L'udienza Nell'udienza di ieri era in programma l'ascolto della consulente della difesa. "Un passaggio essenziale - aggiunge Roberta Ligotti, legale dell'imputato assieme a Cassamagnaghi - perché noi siamo convinti dell'innocenza del nostro assistito ". A quel punto l'imputato, su suggerimento dei difensori, si è alzato in piedi chiedendo di non essere giudicato da quei giudici che avevano maturato un 'pregiudizio' a suo carico. I suoi avvocati hanno fatto presente al collegio di avere mandato un'istanza di ricusazione alla quinta Corte d'Appello. I giudici della sesta sezione penale, dopo una breve camera di consiglio, hanno comunicato che si sarebbero astenuti e che avrebbero investito del fatto il presidente del Tribunale Fabio Roia. Dopo l'esame del consulente oggi sarebbe dovuta andare in scena la discussione con la richiesta della Procura e l'arringa della difesa. "Le sorelle dell'imputato che erano in aula sono scoppiate a piangere quando hanno capito quello che era successo - dice Ligotti -. Il tema vero, come ho scritto ai colleghi della Camera Penale, è che la difesa nei processi di 'codice rosso' non conta. I giudici non assolvono gli imputati nemmeno quando ci sono dei grossi dubbi sull'attendibilità delle parti offese". Toccherà a Roia valutare se quelle considerazioni potessero essere reputate una bozza di sentenza oppure dei generici appunti con delle valutazioni. Roia: "I giudici cambino ma non era una sentenza anticipata" Il presidente del Tribunale di Milano ha accolto la richiesta di astensione. Roia tuttavia ritiene che non si sia trattato di un'anticipazione del verdetto ma di "una sintesi ad uso di studio di quanto sviluppatosi sul piano della formazione probatoria nell'ambito dell'istruttoria dibattimentale avviata da altro Collegio, sintesi peraltro non sottoscritta e attribuibile presumibilmente a uno solo dei componenti del collegio e finalizzata a un riassunto interno delle emergenze processuali ma comunque qualificata da valutazioni sull'interpretazione di parte del materiale probatorio parzialmente acquisito". I legali: "Roia ha visto i nostri stessi fogli?" "Non vogliamo alimentare polemiche ma siamo tutti in grado di distinguere tra appunti e dichiarazione di provata responsabilità penale dell'imputato. Quindi sorge la domanda: noi e il Presidente del Tribunale abbiamo visto gli stessi fogli?". Gli avvocati Paolo Cassamagnaghi e Roberta Ligotti rispondono così al presidente del Tribunale di Milano. "Perché quando la difesa ha chiesto di leggere quelle pagine pubblicamente in aula, il Collegio si è rifiutato di fronte a pm, avvocati presenti, cancelliere, assistenti, imputato e familiari, portandole in camera di consiglio? - si chiedono in una nota -. In quelle pagine, poi definite 'schema di proposta di valutazione' era già ritenuta attendibile la persona offesa ancor prima dell'esame dell'esperto incaricato per una valutazione della sua attendibilità. Ciò purtroppo confermerebbe anche quella tendenza, prediletta e diffusa, di validare a prescindere le dichiarazioni di chi denuncia un reato da codice rosso".
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