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Sinner pronto a diventare il Re di Roma 50 anni dopo Panatta
Oggi 17-05-26, 06:37
AGI - Non è la finale italiana Sinner-Darderi che tutti sognavano quella che andrà in scena dopo le 17 sul campo Centrale del Foro Italico, sotto lo sguardo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ma oltre alla felicità nazionale per la presenza di Sinner dopo la travagliata semifinale con Medvedev giocata in due giorni, un pizzico di tricolore c’è anche dalle parti di Casper Ruud, il 27enne norvegese che domani affronterà il numero uno del mondo: le chiare origini italiane di sua moglie Maria Galligani, che il 30 gennaio l’ha reso padre di una bambina, ruolo che ha preso molto sul serio, primo top player a godere del “parental Status”, il permesso paternità introdotto quest’anno dall'ATP, norma che a febbraio gli ha permesso di ritirarsi dal torneo di Dallas per stare vicino alla moglie senza subire alcuna penalità nel ranking o sanzioni pecuniarie. Sinner, anzi “Sinneeer-Sinneeer” come lo incitano i cori romani cinquant’anni dopo “Adriaanooo” (Panatta) punta all’impresa del suo sesto Master 1000 consecutivo, alla 34° vittoria consecutiva (sempre nei 1000) e a portare in una casa italiana la coppa degli Internazionali 50 anni dopo Adriano Panatta. E c’è da sperare che il peso dei record non aggiunga tensione e fatica mentale a quella che si è già palesata in semifinale contro Medvedev e di cui Sinner nella conferenza stampa post match non ha voluto spiegare la natura. Oggi giocherà la sua 38ma finale ATP, la quinta del 2026 e la sesta sulla terra battuta, contro un terraiolo come Ruud che dopo un periodo di crisi, sui campi capitolini ha dimostrato di aver riacquistato sicurezza, regolarità e profondità. Per il numero uno del mondo è la seconda finale consecutiva, per il norvegese è la prima. I precedenti tra Sinner e Ruud È la loro quinta sfida, con le quattro precedenti tutte a favore dell’azzurro, l’ultima delle quali (l’unica sulla terra) un massacro, l’anno scorso proprio a Roma, quando gli lasciò un solo game nei quarti. Ruud arrivava però dalla vittoria a Madrid ed era visibilmente spompato: “Jannik mi aveva spazzato via dal campo”, ha ricordato il norvegese in conferenza stampa dopo aver travolto Luciano Darderi, riconoscendo la superiorità attuale di Sinner e Alcaraz. “Hanno qualcosa di speciale dentro di loro - ha detto con grande onestà - e non è soltanto questione di talento. Lavorano durissimo. La loro crescita negli ultimi anni è stata migliore della mia. Con Sinner dall’altra parte del campo dovrò cercare di non pensare troppo all’onda che mi arriverà addosso”. Il momento di Ruud Terraiolo provetto, numero due del mondo nel 2022, tre finali Slam nel curriculum Parigi (2022 e 2023) e Us Open 2023, adesso Ruud è scivolato al n. 25 anche a causa di un infortunio al polpaccio che l’ha costretto al ritiro a Montecarlo, nei quarti contro Auger-Aliassime e a saltare Barcellona. A Madrid, dov’era campione uscente, si è fermato nei quarti, a Roma ha ritrovato se stesso mettendo in fila le vittorie su Svajda, Lehecka, Musetti, Khachanov (l’unico match che l’ha costretto al terzo set) e Darderi. Le sensazioni prima della finale “Il mio dritto sta creando molti problemi agli avversari e sto giocando molto solido anche dal lato del rovescio - ha spiegato dopo aver vinto la semifinale - a Madrid ero molto discontinuo col dritto e col rovescio non riuscivo a costruire nulla. Qui invece sto rispondendo molto bene e riesco a impostare i punti nel modo giusto fin dall’inizio. Mi sento davvero bene in campo”. Si vedrà. Sotto gli occhi del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e di Adriano Panatta, protagonista della premiazione, che ha vinto gli Internazionali 50 anni fa, impresa mai replicata da un italiano. Finora.
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