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SpaceX, scatta il countdown per la più grande quotazione della storia
Oggi 04-06-26, 16:54
AGI - È scattato il countdown per la più grande quotazione, finora, della storia. SpaceX, l'azienda aerospaziale di Elon Musk, debutta il 12 giugno al Nasdaq con il ticker SPCX puntando a raccogliere 75 miliardi di dollari. SpaceX polverizza il record Una cifra che polverizza il record storico di Saudi Aramco, ferma a 29,4 miliardi nel 2019. L'operazione proietta la valutazione complessiva del gruppo a 1.750 miliardi di dollari, un valore che permetterebbe a Musk di scavalcare in un colpo solo Meta, Berkshire Hathaway e la sua stessa Tesla, entrando tra le prime dieci società al mondo. La società metterà sul mercato 555 milioni di azioni a 135 dollari l'una. Oggi ha avviato ufficialmente il roadshow ma fisserà il prezzo definitivo l'11, alla vigilia dell'esordio sul listino. Sul debutto si riflette l'esperienza precedente di Musk con Tesla Quando la casa automobilistica si quotò nel 2010 valeva appena intorno ai 2 miliardi di dollari, perdeva soldi ed era considerata una scommessa ad alto rischio. Oggi capitalizza oltre mille miliardi e ha premiato in modo clamoroso chi, allora, ha creduto alla visione di Musk. Questo è lo schema che i mercati intravedono in SpaceX in una condizione di partenza ancora più solida, frutto di un servizio satellitare già ampiamente redditizio, contratti importanti per la ricerca spaziale e una domanda che alla vigilia resta altissima. Nel 2025 valeva 12 miliardi Per capire la portata di questa attesa, gli americani direbbero 'hype', bisogna guardare la traiettoria di una crescita quasi senza precedenti nel settore privato. Fondata nel 2002, SpaceX nel 2015 valeva 12 miliardi di dollari, poi saliti a 125 nel 2022. Da lì la corsa ha cambiato decisamente passo, spinta dai contratti governativi e da un boom commerciale fatto anche di annunci, esperimenti e traguardi, a volte inaspettati. A reggere la scommessa poi c'è anche Starlink, l'internet satellitare che ha superato i 10 milioni di abbonati in oltre 160 paesi. La connettività genera la maggior parte dei ricavi del gruppo, che ha chiuso l'ultimo esercizio con un fatturato complessivo di 18,7 miliardi di dollari, in crescita del 33% sull'anno precedente. Ma è chiaro che a tutto ciò si deve aggiungere il dominio nei lanci commerciali: SpaceX da sola copre l'85% del mercato statunitense grazie ai razzi riutilizzabili Falcon che hanno dimostrato di poter abbattere i costi eccezionali di accesso alle avventure orbitali. Anche Musk, col passare degli anni, è rimasto il visionario controverso dei tempi di Tesla. Con SpaceX, stavolta, ha rotto la prassi di Wall Street fissando un prezzo unico invece della consueta forchetta indicativa. 'Prendere o lasciare' Una formula 'prendere o lasciare' che azzera le trattative con le banche d'affari e gli investitori istituzionali: l'azienda ha deciso che la domanda è talmente alta da rendere quasi superfluo quel passaggio. Il controllo della società resterà comunque blindato: una struttura azionaria a doppia classe garantirà a Musk l'80-85% dei diritti di voto pur con una quota di capitale inferiore. Inoltre, il titolo sfrutterà la nuova regola "fast entry" del Nasdaq, che permette alle grandi matricole di entrare nel paniere Nasdaq-100 dopo appena 15 giornate di scambi, aprendo subito la strada agli acquisti automatici dei fondi indicizzati. La valutazione solleva comunque la domanda chiave tra gli analisti. Al prezzo fissato SpaceX vale circa 94 volte i ricavi, un multiplo decisamente superiore alla media dello S&P 500. Il bilancio consolidato risente infatti soprattutto della divisione di intelligenza artificiale, la xAI incorporata a febbraio, che ha eroso i margini positivi di Starlink e portato a una perdita netta di 4,9 miliardi di dollari nell'ultimo esercizio, dopo l'utile dell'anno precedente. Morningstar, ad esempio, che ha avviato la copertura alla vigilia del roadshow, stima il valore equo dell'intera società intorno ai 780 miliardi di dollari, meno della metà dell'obiettivo, e suggerisce cautela. Come per Tesla agli esordi, tutto dipende dalla fiducia che Musk realizzi quello che promette, dalle rotte commerciali per Marte alle nuove reti globali nello spazio. A sostenerlo, stavolta, c'è anche la crescita esponenziale dell'intelligenza artificiale, che continua ad alimentare questi scenari, compresi i datacenter nello spazio. Il 12 giugno, però, è dietro l'angolo, e allora il mercato comincerà a dare le prime risposte.
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