s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Estero
Spagna, carro di bronzo vede la luce dopo 2.500 anni
Oggi 02-07-26, 15:11
AGI - Gli scavi archeologici condotti dall’Istituto di Archeologia di Mérida hanno consegnato alla Spagna un altro tesoro di inestimabile valore, risalente a circa 2.500 anni fa, nel sito archeologico di Casas del Turuñuelo, vicino alla città di Guareña (Estremadura): un carro di bronzo che conferma l’esistenza di un fiorente commercio di oggetti di lusso tra l’antica regione iberica di Tartesso e altre località sul Mar Mediterraneo durante il V secolo a.c. Secondo gli studiosi dell’Istituto, supervisionati dal CSIC (Consejo Superior de Investigaciones Científicas) di Madrid, finora sono stati ritrovati soltanto altri due carri simili nel territorio dell’Etruria, da dove probabilmente proviene anche questo, recuperato dopo oltre dieci anni di scavi iniziati nel 2015. Il carro è composto da una cassa con una ricca decorazione figurativa: nella parte anteriore è rappresentato un Acheloo, divinità fluviale dell’antica Grecia collegata all'Oltretomba. Ai lati, invece, compaiono due grifoni, esseri mitologici con testa d'aquila e corpo di leone. Sulle estremità si notano due figure umane con le braccia alzate che sostengono la struttura, poggiata su due ruote, anch'esse decorate. “È uno dei ritrovamenti più importanti effettuati fino ad oggi in questo sito tartessico del V secolo a.c.”, ha sottolineato Esther Rodríguez, direttrice degli scavi archeologici. Le origini etrusche e le possibili funzioni rituali Sulle origini del carro di bronzo, il team di ricerca ha affermato che gli unici pezzi simili conosciuti provengono dalla civiltà etrusca, che visse il suo periodo di massimo splendore nell'Italia centrale tra l'VIII e il V secolo a.C. Questa circostanza rafforza l'ipotesi che l’oggetto sia arrivato nella zona sud-ovest della Penisola Iberica attraverso le reti di scambio che collegavano Tartesso con diversi territori del Mediterraneo. Anche se la sua funzione è ancora da determinare, Sebastián Celestino, condirettore degli scavi insieme a Rodríguez, ha osservato che “potrebbe essere legata ad attività rituali principalmente collegate ai banchetti. Infatti, la scoperta è avvenuta accanto alla cosiddetta stanza del banchetto, testimonianza dell’ultimo simposio celebrato dalla comunità del Turuñuelo prima di chiudere l’edificio”. I contatti con il Mediterraneo orientale e i reperti rinvenuti Insieme al carro, gli archeologi di Mérida hanno recuperato anche un importante insieme di ceramiche provenienti dalla regione dell’Attica, in Grecia, un recipiente in alabastro egiziano e diversi oggetti in avorio decorati con rappresentazioni di guerrieri, motivi animali e vegetali. Un ulteriore conferma che rivela il contatto della civiltà tartessica con le regioni del Mediterraneo orientale. “Qusti materiali ci stanno fornendo informazioni straordinarie per comprendere le relazioni commerciali tra l’Oriente e la Penisola Iberica. Stiamo documentando importazioni e pezzi unici che aiutano a ricostruire queste reti di scambio”, ha spiegato Rodríguez. La campagna archeologica si è concentrata sui settori nord e sud del tumulo – con un diametro di 90 metri e un’altezza di sei – sotto il quale era stato intenzionalmente sigillato l'edificio principale di Casas del Turuñuelo, alla fine del V secolo a.C. “I lavori hanno permesso di documentare nuove stanze e spazi di circolazione che ampliano la conoscenza sull'architettura del complesso tartessico, il cui stato di conservazione resta eccezionale”, ha concluso la condirettrice Rodríguez. Oltre al carro e alle ceramiche, nel settore nord del sito archeologico nell’attuale comunità autonoma di Estremadura sono stati recuperati anche due bracieri e un calderone di bronzo che evidenziano, ancora una volta, la ricchezza di questo sito.
CONTINUA A LEGGERE
7
0
0
