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Estero
Sulla pace in Ucraina la Russia gela Washington: "Proposte inaccettabili"
Ieri 02-04-25, 08:00
AGI - Si riaccende il confronto diplomatico tra Russia, Stati Uniti e Ucraina. In un'intervista alla rivista International Affairs, rilanciata dall'agenzia russa Ria Novosti, il vice ministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov ha dichiarato che Mosca prende “molto seriamente” le proposte di cessate il fuoco avanzate dagli Stati Uniti, ma che non può accettarle "così come sono". “Tutto ciò che esiste oggi è un tentativo di trovare uno schema che permetta di arrivare a un cessate il fuoco – come lo immaginano gli americani – ma senza toccare le cause profonde del conflitto”, ha affermato Ryabkov. Secondo il diplomatico, le priorità della Russia restano inascoltate: Mosca avrebbe infatti già elaborato, e continua ad affinare, una propria linea negoziale, che sarebbe emersa anche nei recenti incontri multilaterali a Riad, capitale saudita, dove si sono svolti colloqui riservati tra le parti. Il tono è chiaro: il Cremlino non intende accettare un compromesso parziale, centrato soltanto sulla sospensione momentanea delle ostilità, senza che venga affrontata – dal suo punto di vista – la radice politica e strategica del conflitto. Kiev accusa Mosca: "Violato il cessate il fuoco su energia e rotte marittime" Sul versante ucraino, intanto, il presidente Volodymyr Zelensky ha lanciato un appello diretto a Washington: servono nuove e più dure sanzioni contro la Russia, colpevole – a suo dire – di aver violato gli impegni assunti nei negoziati sauditi, in particolare sul fronte dell'interruzione degli attacchi a infrastrutture energetiche e rotte marittime. “Credo sia arrivato il momento di aumentare l'impatto delle sanzioni, perché i russi stanno violando ciò che hanno promesso all'America – o almeno ciò che l'America ci ha comunicato” Il presidente ucraino ha parlato al fianco della ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock, in visita ufficiale nella capitale ucraina. Zelensky ha confermato che l'Ucraina sta già condividendo con gli Stati Uniti una serie di informazioni dettagliate che proverebbero le violazioni da parte russa del cessate il fuoco parziale, sottoscritto a Riad come misura temporanea di de-escalation. Scontro tra visioni opposte L'episodio segna un nuovo momento di frizione tra le grandi potenze coinvolte nel conflitto, evidenziando come la distanza tra le posizioni di Mosca e quelle di Kiev (e dei suoi alleati occidentali) resti abissale. Mentre Washington spinge per una tregua graduale e controllata sul terreno, la Russia rifiuta un compromesso privo di garanzie strategiche a lungo termine, chiedendo che siano affrontate le “cause strutturali” della guerra – espressione con cui il Cremlino allude, da sempre, alle richieste di neutralità dell'Ucraina, alla fine del sostegno militare NATO e al riconoscimento delle annessioni territoriali già effettuate. Zelensky, dal canto suo, non arretra: rilancia la necessità di tenere alta la pressione internazionale su Mosca e sottolinea la gravità degli attacchi che continuano a colpire le centrali elettriche e le navi cargo nel Mar Nero, nonostante gli accordi.
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