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Estero
Tensione a Hormuz. Teheran smentisce ma Trump conferma i negoziati: "Domani a Doha"
Oggi 29-06-26, 13:44
AGI - Girandola di smentite e conferme tra Iran e Stati Uniti sui negoziati per rendere più sicuro il passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz. Teheran ha smentito indiscrezioni, circolate ieri, su un incontro con gli Stati Uniti fissato per martedì a Doha dove (secondo quanto riferito da Axios) avrebbero discusso dello Stretto di Hormuz al centro, in questi giorni, di raid incrociati che minano la fragile tregua tra gli Usa e il regime degli ayatollah. Trump: "Teheran ha chiesto un incontro, sarà domani a Doha" Dopo la smentita iraniana, il presidente Donald Trump ha assicurato invece che l'annunciato colloquio di domani a Doha tra negoziatori americani e di Teheran si farà. "L'Iran ha chiesto un incontro. Si terrà domani a Doha", ha scritto su Truth. Teheran smentisce i negoziati tra Iran e Usa a Doha "Non è in programma per questa settimana alcuna riunione tecnica dei gruppi di lavoro", ha dichiarato Kazem Gharibabadi, viceministro degli Esteri iraniano e membro del team di negoziatori, citato dalle agenzie iraniane. "Sebbene le consultazioni con il Qatar, anche riguardo al monitoraggio dell’attuazione degli impegni della controparte, siano in corso come di consueto, le notizie diffuse da alcuni media su presunti colloqui tecnici dei gruppi di lavoro a Doha non sono confermate", ha insistito. "Il primo ciclo di colloqui tecnici nell’ambito dei gruppi di lavoro stabiliti si terrà quando ve ne saranno le condizioni e dopo un accordo su data e luogo", ha precisato. Continuano comunque "le consultazioni attraverso i Paesi mediatori", ha chiarito. Incontro tra Iran e Oman sullo Stretto Intanto, Iran e Oman hanno tenuto il loro primo incontro dalla firma dell'accordo tra Teheran e Washington per discutere del controllo dello Stretto di Hormuz. Lo riporta il ministero degli Esteri iraniano. Sia l'Iran che l'Oman esercitano la sovranità su questo corridoio marittimo strategico per il commercio globale. "La prima riunione del Comitato congiunto su Hormuz si è tenuta a Muscat" per uno scambio di "opinioni sulla futura gestione" dello stretto, ha scritto su X il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, senza specificare data od orario. L'Iran minaccia: "No a rotte alternative a Hormuz" L'Iran ha avvertito che qualsiasi tentativo di utilizzare rotte alternative a quella che costeggia il suo litorale nello Stretto di Hormuz rischia di "aumentare le tensioni" nella regione, mentre proseguono le tensioni con gli Stati Uniti nonostante il protocollo d'intesa firmato il 17 giugno e l'avvio di colloqui in Svizzera. Il controllo di Hormuz Al centro delle divergenze resta il controllo dello stretto di Hormuz, la strategica via marittima che separa Iran e Oman e che durante la guerra iniziata il 28 febbraio da Stati Uniti e Israele contro l'Iran era stata chiusa da Teheran, provocando forti ripercussioni sul commercio mondiale di idrocarburi e un'impennata dei prezzi del petrolio. Sebbene il passaggio sia stato riaperto la scorsa settimana, la Repubblica islamica autorizza soltanto un corridoio di navigazione lungo le proprie coste e minaccia di intervenire contro le imbarcazioni che non lo rispettino. "Nessuna altra istituzione né alcun altro Paese" oltre all'Iran è responsabile della gestione dello stretto, ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi durante una visita ufficiale a Baghdad. Il capo della diplomazia ha inoltre avvertito che "qualsiasi interferenza" nella gestione del passaggio marittimo comporterebbe "ritardi nella sua riapertura e un aumento delle tensioni". Le dichiarazioni arrivano dopo che l'Oman ha annunciato l'apertura temporanea di una rotta alternativa, presentata come un'iniziativa coordinata con le Nazioni Unite per evacuare marinai e navi rimasti bloccati nell'area. I raid incrociati tra Iran e Stati Uniti Decine di imbarcazioni avrebbero utilizzato il percorso negli ultimi giorni. Da giovedì scorso, inoltre, due navi sono state colpite da proiettili di origine non precisata. Gli Stati Uniti attribuiscono gli attacchi all'Iran e hanno risposto bombardando obiettivi iraniani per due giorni consecutivi. Teheran, dal canto suo, ha reagito lanciando missili e droni verso alcuni Paesi del Golfo, tra cui Kuwait e Bahrein. A seguito degli scambi di attacchi, il Qatar ha annunciato la morte di un proprio cittadino, colpito da schegge cadute sulla sua imbarcazione in relazione alle operazioni militari nella regione. Araghchi ha invitato tutte le parti a "non lasciare che il protocollo deragli dal suo percorso", ricordando che l'obiettivo dell'intesa è consentire il raggiungimento di un accordo definitivo al termine di un periodo negoziale di 60 giorni. Secondo il testo dell'accordo, l'Iran avvierà un dialogo con il sultanato dell'Oman per definire la futura amministrazione dello stretto e i servizi marittimi, in consultazione con gli altri Stati rivieraschi del Golfo e nel rispetto del diritto internazionale. Tensioni tra Iran e il Bahrein Un consigliere della Guida Suprema iraniana ha avvertito il Bahrein che Teheran colpirà il Paese del Golfo con maggiore forza se provocato. "Si sta rivolgendo un serio avvertimento ai bahreiniti affinché conoscano i propri limiti e non giochino con il proprio destino, né costringano l'Iran ad adottare decisioni drastiche", ha dichiarato Ali Akbar Velayati, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim. L'Iran ha attaccato una base della Marina statunitense in Bahrein venerdì e sabato scorsi, in risposta agli attacchi americani. Teheran sostiene che gli Stati Uniti utilizzino basi militari nella regione per operazioni sul suo territorio, cosa che le nazioni arabe del Golfo negano. Manama ha chiesto un intervento dell'Onu e ha affermato che gli ultimi raid iraniani violano la sua sovranità e minano "le opportunità di de-escalation e stabilità nella regione". Il Bahrein, che ospita una numerosa popolazione sciita, ha arrestato decine di persone negli ultimi mesi con l'accusa di avere legami con le forze armate di Teheran. Sblocco dei fondi iraniani L'Iran riceverà presto 6 miliardi dei suoi beni congelati, grazie al memorandum d'intesa siglato con gli Stati Uniti. Lo ha confermato il presidente Massoudd Pezeshkian, durante un incontro con l’ayatollah Shabiri Zanjani, ha riferito l'agenzia Fars. "L’accordo recente rappresenta una grande vittoria per il popolo iraniano", ha detto, con "la revoca delle sanzioni sul petrolio e sul settore petrolchimico". Ora, "6 dei 12 miliardi di dollari totali delle risorse iraniane in Qatar saranno sbloccati e restituiti al Paese, mentre sono in corso le procedure necessarie per il ritorno della parte restante di queste risorse", ha precisato.
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