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Cultura e Spettacolo
Trooping the Colour 2026: perché è l’evento più importante per i Windsor
Ieri 13-06-26, 09:35
AGI - Le strade sono state tirate a lucido. Le bandiere posizionate lungo tutto il percorso. A Londra è tutto pronto per l’evento che si tiene ogni anno il secondo sabato di giugno (quest’anno ricade sabato 13 giugno) giorno in cui la città si trasforma in un immenso palcoscenico a cielo aperto. Il pretesto ufficiale è il compleanno del sovrano britannico, ma il Trooping the Colour è molto di più: è il cuore pulsante della monarchia, una vetrina globale e il vero termometro politico della famiglia reale sotto la guida di Re Carlo III. Migliaia di persone si assiepano lungo The Mall e davanti alle cancellate di Buckingham Palace, aspettando il passaggio di una delle parate militari più antiche e affascinanti al mondo. Londra centro di una storia plurisecolare Dietro lo sfarzo delle uniformi c'è una storia plurisecolare. Noto anche come King’s Birthday Parade, l'evento di Stato riunisce la Household Division, ovvero i reggimenti d'élite dell'esercito britannico. L'usanza di celebrare pubblicamente il compleanno del monarca a giugno risale al 1748, quando Re Giorgio II decise astutamente di aggirare i rigidi inverni inglesi spostando i festeggiamenti ufficiali in un periodo dal clima più clemente. Da quel momento in poi, la tradizione esige che ogni sovrano del Regno Unito spenga le candeline due volte: in forma privata nel giorno esatto della propria nascita e in mondovisione all'inizio dell'estate. Origine dell’espressione Trooping the Colour Ma da dove nasce la singolare espressione "Trooping the Colour"? Le radici di questa formula affondano nel XVII secolo e sono dettate da una rigida esigenza di sopravvivenza sui campi di battaglia. Le bandiere dei reggimenti venivano letteralmente "portate in rassegna" tra le truppe prima dei combattimenti, permettendo a ogni soldato di memorizzare i colori della propria fazione per non smarrirsi nel caos degli scontri. Perdere il vessillo era considerato un disonore insopportabile, mentre catturare lo stendardo nemico rappresentava il massimo trionfo. Oggi, questa cruda necessità logistica è sfociata in una coreografia geometrica e impeccabile, che esalta la disciplina militare e suggella il legame indissolubile tra la Corona e le forze armate. La parata a Horse Guards La complessa macchina del cerimoniale si mette in moto a Horse Guards Parade, a pochi passi dai centri del potere di Whitehall. È qui che si schierano oltre 1.400 soldati, circa duecento cavalli e centinaia di musicisti delle bande militari in attesa del monarca. Il sovrano raggiunge la spianata in carrozza o a cavallo, scortato dai membri senior della famiglia, per ricevere il saluto formale e procedere all'ispezione delle truppe. Il rito tocca il suo culmine quando la bandiera del reggimento prescelto per l'anno in corso compie il suo percorso lungo le file dei militari, con movenze codificate da secoli di tradizione. Il percorso verso Buckingham Palace Successivamente, la parata imbocca The Mall puntando dritto verso Buckingham Palace, disegnando un percorso iconico ormai stampato nell'immaginario collettivo globale. È proprio a Palazzo che si consuma l'atto conclusivo e mediaticamente più dirompente dell'intera giornata: l'affaccio sul balcone. Mentre la Royal Air Force sfreccia nel cielo di Londra chiudendo la cerimonia con le scie colorate della Union Jack, gli obiettivi dei fotografi di tutto il mondo cercano di catturare ogni singola espressione dei Windsor. Più che un semplice saluto alle folle, il balcone di Buckingham Palace è un vero e proprio manifesto istituzionale. Durante il lungo regno di Elisabetta II, questo appuntamento ha regalato istantanee entrate nella storia del costume, inclusa la celebre e affettuosa strigliata della sovrana a un giovane e irrequieto principe William. Con Carlo III sul trono, la parata serve agli analisti per misurare il nuovo equilibrio della monarchia. Le assenze, le presenze, l'ordine di schieramento e i sussurri tra i working royals forniscono alla stampa internazionale decine di indizi per decifrare il futuro dell'istituzione. Regole e dress code Partecipare a questo spettacolo esclusivo richiede l'osservanza di regole sociali ferree. Chi siede sulle tribune ufficiali è tenuto a rispettare un rigido dress code formale da giorno. Agli uomini sono richiesti il tight, il lounge suit o un abito classico, con divieto assoluto per denim e capi casual. Le signore sono invitate a sfoggiare outfit sobri e tailleur, preferibilmente accompagnati da cappellini eleganti, un accessorio che unisce l'ossequio per l'etichetta alla necessità pratica di ripararsi dal sole. Anche per il vasto pubblico che si accontenta di un posto in piedi dietro le transenne, il protocollo suggerisce caldamente di mantenere un abbigliamento curato e degno dell'occasione. Un evento globale Nel panorama globale, il Trooping the Colour resiste come un formidabile colpo di genio comunicativo. Dimostra come un'istituzione antichissima riesca a fondere la custodia maniacale delle proprie radici con una narrazione capace di competere con le più grandi produzioni mondiali dell'intrattenimento. Per Re Carlo III non si tratta semplicemente di passare in rassegna le proprie truppe, ma di riaffermare un patto di fiducia con i sudditi, definendo il proprio stile di regno sotto gli occhi del mondo intero.
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