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Estero
Trump agli alleati: "Non ci avete aiutato, possibile ritiro truppe da Italia, Spagna e Germania"
Oggi 01-05-26, 08:30
AGI - Le notizie di venerdì 1 maggio sull'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran: Possibile disimpegno militare: Trump ha aperto ufficialmente all'ipotesi di ritirare le truppe americane da Italia e Spagna, definendo il ritiro del contingente come "probabile". Motivazione del ritiro: La scelta è dettata dalla mancata cooperazione degli alleati europei nelle recenti operazioni militari condotte in Medio Oriente. Critiche alla NATO: Trump lamenta la lentezza del supporto degli alleati e rimarca la distanza geografica degli USA dai teatri di crisi, definendo l'Ucraina un problema che riguarda l'Europa poiché si trova "sulla loro porta di casa". Scontro con la Germania: Trump ha criticato il Cancelliere Friedrich Merz per la gestione interna del Paese (immigrazione ed energia) e per le divergenze strategiche sulla questione del nucleare iraniano. Risposta di Berlino: Il governo tedesco ha liquidato le parole di Trump come una "politica di minacce grossolane" ormai inefficace, sostenendo che un ritiro danneggerebbe gli stessi Stati Uniti. Media, pressing governo per destituire ministro Araghchi Alti funzionari iraniani starebbero cercando di destituire il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, ritenendolo eccessivamente allineato alla posizione del capo delle Guardie Rivoluzionarie nei negoziati con gli Stati Uniti. Lo riporta la testata legata alla diaspora iraniana all'estero, Iran International. Secondo quanto riferito, il presidente Masoud Pezeshkian e il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf accusano il capo della diplomazia di averli messi da parte e di non agire come ministro in rappresentanza del governo, bensi' come assistente del comandante delle Guardie Rivoluzionarie Ahmad Vahidi. Citando due fonti a conoscenza dei fatti, la testata afferma che Pezeshkian ha comunicato ai suoi collaboratori che licenziera' Araghchi se la situazione dovesse persistere. L'indiscrezione arriva sullo sfondo delle voci di forti disaccordi tra i piu' alti funzionari iraniani riguardo alle posizioni assunte nei colloqui con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra e rendere permanente l'attuale cessate il fuoco. Le frizioni si consumerebbero sull'opportunita' o meno di includere il programma nucleare iraniano nei negoziati sulla guerra. Media, Trump informato su piani Usa per nuovi attacchi Il capo del Centcom (Comando centrale dell'esercito Usa), Brad Cooper, e il capo di Stato Maggiore congiunto, Dan Caine, hanno informato nella notte il presidente Donald Trump sui piani per possibili attacchi contro l'Iran. Lo riporta Axios, citando due funzionari secondo i quali il briefing di ieri e' durato 45 minuti. Il briefing indica che Trump sta seriamente valutando la possibilita' di riprendere importanti operazioni di combattimento, sia per cercare di sbloccare la situazione nei negoziati, sia per sferrare il colpo finale prima di porre fine alla guerra. Secondo Axios, il Centcom ha preparato un piano per una serie di attacchi "brevi e potenti" contro l'Iran, che probabilmente includeranno obiettivi infrastrutturali, nella speranza di sbloccare la situazione di stallo nei negoziati. Guterres, chiusura Hormuz strangola economia mondiale Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha dichiarato che la chiusura dello Stretto di Hormuz "strangola l'economia globale". "Le conseguenze della crisi in Medio Oriente peggiorano drammaticamente con ogni ora che passa", ha scritto Guterres su X, "la limitazione dei diritti e delle liberta' di navigazione nell'area dello Stretto di Hormuz perturba i mercati energetici, dei trasporti, manifatturieri e alimentari e strangola l'economia globale". "Ora e' il momento del dialogo, di soluzioni che ci riportino indietro dal baratro e di misure che possano aprire una via verso la pace", ha aggiunto Guterres. Trump apre al ritiro delle truppe da Italia e Spagna Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ufficialmente ipotizzato un disimpegno militare americano dall'Italia e dalla Spagna. Durante un briefing alla Casa Bianca, il Commander-in-Chief ha definito "probabile" il ritiro del contingente, giustificando la posizione con la scarsa cooperazione degli alleati europei nelle recenti operazioni in Medio Oriente. L'attacco diretto: "Italia e Spagna non hanno aiutato" Interpellato specificamente sul possibile ritiro Trump è stato categorico: "Perché non dovrei farlo? L’Italia non ci è stata di alcun aiuto e la Spagna è stata orribile, assolutamente orribile". Le critiche alla NATO e il dossier Ucraina Il malcontento della presidenza si concentra sulla gestione della crisi iraniana e sull'efficacia della NATO. Trump ha lamentato la lentezza del supporto alleato, sottolineando la distanza geografica tra gli USA e i teatri di crisi europei: "L'aiuto arriva sempre troppo tardi. Se dicessero chiaramente 'Va bene, vi aiuteremo', sarebbe diverso". Il Presidente ha rimarcato come gli Stati Uniti stiano sostenendo l'Ucraina nonostante si trovi "sulla porta di casa" dell'Europa e sia separata dall'America da un intero oceano. "Hanno creato un disastro totale con l'Ucraina e noi li stiamo aiutando", ha incalzato. Lo sgomento del Pentagono e le reazioni internazionali Le dichiarazioni del Presidente hanno colto di sorpresa i vertici della Difesa. Secondo quanto riferito da fonti militari i funzionari del Pentagono starebbero cercando di decifrare la reale portata dell'annuncio. Nonostante il Pentagono non avesse previsto alcuna riduzione delle truppe, i funzionari del Congresso non sottovalutano la minaccia, ricordando come Trump avesse già tentato di ritirare quasi 12.000 soldati dalla Germania nel 2020. Il portavoce del Pentagono, Sean Parnell, ha mantenuto una posizione istituzionale, dichiarando che il dipartimento "pianifica ogni scenario" ed è pronto a eseguire gli ordini del Comandante in Capo. Lo scontro con Berlino e il Cancelliere Merz Parole durissime sono state riservate alla Germania e al Cancelliere Friedrich Merz. Secondo Trump, Berlino starebbe gestendo in modo "pessimo" le crisi interne, dai flussi migratori ai problemi energetici. Il Presidente ha inoltre riportato un frammento di un colloquio avuto con Merz sul nucleare iraniano: "Mi ha criticato per la mia strategia con l'Iran. Gli ho chiesto se preferisse vedere un Iran dotato di armi nucleari; quando ha risposto di no, gli ho detto che allora avevo ragione io. Non ha saputo cosa ribattere". La replica della Germania La risposta di Berlino non si è fatta attendere. Un funzionario dell'esecutivo tedesco ha liquidato la retorica di Trump come una "politica di minacce grossolane" che avrebbe ormai raggiunto il suo limite di efficacia. Secondo il governo tedesco, un eventuale ritiro finirebbe per indebolire gli stessi Stati Uniti, auspicando che a Washington torni a prevalere un approccio più responsabile verso gli alleati storici.
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