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Trump annuncia nuovi attacchi all’Iran: “Colpiremo molto duramente stanotte”
Oggi 11-06-26, 15:26
AGI - Dopo la nuova ondata di attacchi reciproci tra Usa e Iran, lo Stretto di Hormuz rimane chiuso "fino a nuovo avviso", col timore di ulteriori danni all'economia regionale e globale, mentre cresce la pressione sulle parti per tornare ai negoziati. Reazione di netta chiusura da Teheran, la cui Autorità dello Stretto del Golfo Persico ha confermato la "chiusura totale" dello Stretto di Hormuz "fino a nuovo avviso, a causa delle tensioni causate dall'aggressione delle forze americane nella regione". "Si chiede ai richiedenti che hanno ottenuto un permesso di transito di avere pazienza e di attendere istruzioni dall'Autorità dello Stretto del Golfo Persico". Trump, stanotte colpiremo duramente.Presto Kharg nostra Gli Stati Uniti torneranno ad attaccare l'Iran questa notte e presto si prenderanno la strategica isola di Kharg. Lo ha annunciato il presidente Donald Trump sul suo social Truth. "Gli Stati Uniti colpiranno l'Iran (la cui Marina, l'Aviazione, i radar, la contraerea e tutte le altre forme di difesa, insieme alla maggior parte delle sue capacita' offensive, sono sparite!) molto duramente stasera", ha scritto. E "a un certo punto in un futuro non troppo lontano, prenderemo l'isola di Kharg e altre infrastrutture petrolifere, e assumeremo il controllo totale dei loro mercati petroliferi e del gas, proprio come abbiamo con il Venezuela, che sta funzionando brillantemente sia per il Venezuela sia per gli Stati Uniti d'America", ha assicurato. Trump, se mandassi truppe lo conquisterei domani Trump ha dichiarato che l'Iran sarebbe stato bombardato più pesantemente oggi a causa dello stallo dei negoziati, affermando che il Paese "non ha difese" e che, se volesse, potrebbe inviare truppe per invaderlo e conquistarlo "domani". "Sono finiti. Potremmo entrare domani. Potremmo inviare truppe, ma non voglio truppe sul terreno, tuttavia, se volessi, potremmo mandare un piccolo contingente di soldati e conquistare l'intero Paese", ha detto Trump in un'intervista a Fox and Friends. L'Iran: "Cessate il fuoco privo di significato" Toni duri dal ministero degli Esteri iraniano che ha condannato "gli attacchi illegali e criminali perpetrati dagli Stati Uniti nelle ultime ore", che "non solo costituiscono una flagrante violazione, ma rendono anche il cessate il fuoco praticamente privo di significato". Il ministero ha sottolineato che "la responsabilità delle conseguenze estremamente gravi di questo atto criminale ricade sui leader degli Stati Uniti". Teheran ha inoltre messo in guardia gli Stati della regione dal permettere alle forze statunitensi di utilizzare il loro territorio o le loro risorse, e ha ribadito la sua "determinazione a neutralizzare l'origine e la fonte degli attacchi", invocando quello che ha definito il suo "intrinseco diritto di legittima difesa". Appello di Mattarella: "Auspico la riapertura dello Stretto" Con il presidente della Repubblica di Corea, "abbiamo parlato delle conseguenze della chiusura dello stretto di Hormuz auspicando una completa definizione e l'apertura completa di quell'importante braccio di mare, anche per evitare che si consolidi il precedente di paesi rivieraschi che bloccano i passaggi marittimi più impegnativi e ristretti paralizzando l'intera rete internazionale a danno di tutte le popolazioni, anche a danno di chi provoca questi blocchi". Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante le dichiarazioni congiunte con il Presidente della Repubblica di Corea, Lee Jae Myung. Nuova offensiva Usa, colpita una chiatta iraniana Sul versante dei danni materiali e umani degli ultimi attacchi, l'Iran ha riferito che un proiettile statunitense ha colpito una chiatta da carico iraniana di 150 tonnellate al largo del Golfo dell'Oman, il cui equipaggio di cinque membri è stato tuttavia tratto in salvo. L'imbarcazione, di proprietà di residenti di Sirik trasportava beni di prima necessità dal porto omanita di Khasab, è stata colpita a circa 5 miglia nautiche dal sito. Tre persone sono rimaste ferite nella provincia di Teheran, colpita dagli attacchi Usa, che hanno preso di mira principalmente l'Iran meridionale, anche se sono state colpite anche località vicino alla capitale, tra cui Karaj, Nazarebad e Pishva, secondo il Corpo delle Guardiani della Rivoluzionarie. Sono morti i tre marinai indiani dati per dispersi dopo l'attacco americano su una petroliera battente bandiera di Palau al largo delle coste dell'Oman. In Bahrein, gli attacchi iraniani hanno lievemente ferito una bambina di 11 anni oltre ad aver danneggiato case e automobili. L'esercito giordano ha invece annunciato di aver abbattuto 20 missili iraniani verso Azraq, un'area a circa 80 km a est di Amman, dopo che i pasdaran avevano segnalato attacchi contro un centro di comando statunitense nel regno. "L'intercettazione ha provocato la caduta di alcuni detriti, ma non ha causato vittime ne' danni materiali", ha assicurato un funzionario militare locale. Una cinquantina di missili Tomahawks contro target iraniani in poco più di due ore. “Colpiremo duro”: poco tempo dopo gli avvertimenti di Trump e del capo del Pentagono Pete Hegseth sono iniziati nella notte i raid americani contro “molteplici obiettivi”. Esplosioni a Sirk, città affacciata sullo Stretto di Hormuz, nell’isola di Kish e a Minab. Tra i target le postazioni radar, sistemi militari e le città portuali. A Teheran è stata subito allertata la difesa aerea. "I bombardamenti finiranno a breve ma riprenderanno domani se l'Iran non firmerà l'accordo", scandisce Trump. Poco dopo, l'agenzia di stampa statale, citando un funzionario iraniano, ha affermato che non c'è stato alcun contatto con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, aggiungendo che l'Iran avrebbe risposto militarmente agli "attacchi in corso". La Guardia Rivoluzionaria Iraniana ha annunciato di aver preso di mira 18 siti "importanti" legati all'esercito statunitense nelle basi di Ali Al-Salem e Ahmed Al-Jaber in Kuwait, e nella Sheikh Isa Air Base in Bahrain. La diplomazia non si ferma Sul versante diplomatico, invece, Cina, Russia, Turchia e Arabia Saudita hanno esortato le parti in conflitto a dare prova di moderazione, a fermare gli attacchi reciproci e a tornare al tavolo dei negoziati per evitare ulteriori danni all'economia regionale e globale. I negoziati sembrano proseguire dopo che il Pakistan ha affermato di essere ancora impegnato negli sforzi di mediazione tra Stati Uniti e Iran nonostante l'escalation militare. "È difficile essere ottimisti di fronte a questo nuovo scambio di ostilità. Non abbiamo perso la speranza, restiamo impegnati", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Islamabad, Tahir Andrabi, auspicando una "soluzione negoziata". Intanto, i negoziatori del Qatar hanno lasciato Teheran dopo aver tenuto colloqui sul conflitto. Teheran: "Nessun negoziato in corso" L'Iran ha negato che siano in corso negoziati con gli Stati Uniti, come aveva invece riportato la Cnn. "Una fonte vicina al team dei negoziatori ha smentito le affermazioni della Cnn su nuove trattative", ha riferito l'agenzia Fars. Nel negoziato, Teheran "ha mantenuto ferme le proprie posizioni e linee rosse annunciate, senza retrocedere dalle principali richieste", ha assicurato la Fars. "La previsione del team negoziale è che alla fine la parte americana sarà costretta ad accettare i punti principali di quel testo stesso", ha spiegato l'agenzia vicina ai Pasdaran.
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