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Trump: "Fondi iraniani negli Usa per risarcire navi". Iran: "Precedente incendiario"
Oggi 24-07-26, 07:54
AGI – In Iran tredicesima notte consecutiva di attacchi Usa contro obiettivi militari. Le operazioni sono state condotte dalle 18:45 ET (22:45 GMT) di ieri alle 21 di Washington (le 3 di oggi in Italia). Secondo una nota pubblicata su X, le forze americane hanno colpito centri di comando militari, depositi di droni, reti di comunicazione, postazioni di sorveglianza costiera e capacità marittime iraniane, con l'obiettivo di "ridurre ulteriormente la minaccia rappresentata dall'Iran per i marittimi civili e le navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz". Il Centcom ha sottolineato che la rotta marittima internazionale resta aperta nonostante i recenti attacchi attribuiti al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica e che le navi commerciali continuano a transitare nello stretto con il supporto delle forze statunitensi. Le autorità iraniane denunciano quattro decessi nei raid americani nella notte sul sud-ovest del Paese. Presenza militare americana, i morti Usa Attualmente oltre 50.000 militari americani sono dispiegati in Medio Oriente. Il comando ha inoltre diffuso un breve video che mostra alcuni degli obiettivi colpiti durante le operazioni. Intanto il Pentagono ha rivisto al ribasso il numero dei militari statunitensi morti nel conflitto con l'Iran, riducendo il totale da 18 a 14 vittime. Mercoledì il sito del Dipartimento della Difesa riportava 18 decessi tra le forze armate americane. Giovedì, tuttavia, il bilancio è stato corretto a 14. Secondo il New York Times, la revisione sarebbe legata alla decisione dell'amministrazione del presidente Donald Trump di escludere dal conteggio quattro militari uccisi lo scorso fine settimana, tre in Giordania e uno nel nord dell'Iraq, poiché morti dopo l'entrata in vigore del cessate il fuoco annunciato ad aprile. Tre funzionari militari, citati dal quotidiano in forma anonima, hanno riferito di discussioni interne sulla gestione dei dati relativi alle vittime. Il 'conteggio' delle vittime militari Il portavoce ad interim del Pentagono, Joel Valdez, ha attribuito la discrepanza a "temporanee interruzioni nella trasmissione dei dati" sul sito del Dipartimento della Difesa, assicurando che il problema è stato corretto. Nel bilancio inizialmente pubblicato, il Pentagono distingueva tra militari morti in azione e deceduti in incidenti collegati al conflitto: 11 erano classificati come uccisi in combattimento e sette in incidenti. Tra questi ultimi figurava anche l'equipaggio di un aereo cisterna KC-135 precipitato in Iraq durante le operazioni militari.Dopo l'aggiornamento, il totale dei caduti è stato fissato a 14, di cui sette attribuiti ad azioni ostili. Valdez ha inoltre criticato i tentativi di confrontare il numero di militari morti durante le amministrazioni Trump e Biden, definendoli un "tentativo di politicizzare i sacrifici dei migliori combattenti americani in Iran". Fronte economico e dichiarazioni di Trump La battaglia si sposta anche sul fronte economico con la dichiarazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump secondo cui eventuali danni arrecati a navi, carichi o beni collegati saranno risarciti utilizzando i fondi iraniani detenuti e controllati da Washington. "Si prega di considerare la presente dichiarazione come attestazione, fino a nuovo avviso, che d'ora in poi tutti i danni causati alle navi, al carico o a qualsiasi elemento ad essi correlato saranno risarciti con i fondi iraniani che gli Stati Uniti detengono e controllano. Tali danni potrebbero essere molto ingenti, ma ciò nonostante questa è la soluzione più giusta ed equa", ha scritto Trump sul suo social Truth. Teheran: "Precedente incendiario" Un’affermazione che ha provocato la risposta di Teheran che ha definito un "precedente incendiario" la minaccia del presidente statunitense Donald Trump di utilizzare fondi iraniani congelati per risarcire eventuali danni a navi commerciali. "Sequestrare i beni di un'altra nazione per pagare rivendicazioni future non correlate è un precedente incendiario", ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Borse asiatiche in forte calo Le principali Borse asiatiche intanto hanno chiuso in forte calo, penalizzate dall'escalation delle tensioni in Medio Oriente, dal balzo del petrolio oltre i 100 dollari al barile e dai crescenti dubbi sulla redditività degli investimenti nell'intelligenza artificiale. Nonostante risultati solidi, gli investitori restano preoccupati per l'aumento delle spese legate allo sviluppo dell'IA. In Asia, Samsung Electronics e SK hynix hanno perso oltre il 4%, trascinando il comparto tecnologico. Caro petrolio e timori sull'inflazione A peggiorare il clima di mercato sono poi tornate le tensioni tra Stati Uniti e Iran. I timori di un impatto sull'offerta energetica hanno spinto il Brent a superare i 100 dollari al barile, alimentando le preoccupazioni per una ripresa dell'inflazione e possibili rialzi dei tassi d'interesse da parte delle banche centrali.
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