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Trump: "L'Iran ha accettato di non avere armi nucleari. Un giorno incontrerò Khamenei". Ne...
Oggi 03-06-26, 17:52
AGI - "Non entrerò nei dettagli delle nostre conversazioni. Se pensate che questa sia una crisi, avreste dovuto essere presenti ad altre conversazioni". Lo dice il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu in un'intervista alla CNBC, rispondendo a una domanda sulla "telefonata piena di parolacce" con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, durante la quale Trump gli avrebbe detto che era "completamente pazzo". Con Trump, ha aggiunto Netanyahu, "abbiamo sempre trovato un modo. Siamo molto d'accordo. Siamo d'accordo sulle cose principali". Netanyahu ha minimizzato qualsiasi accenno di spaccatura con Trump, affermando che, sebbene a volte abbiano "divergenze tattiche", "sono d'accordo sulle cose principali". Tra questi obiettivi, ha citato l'impedire all'Iran di dotarsi di un'arma nucleare e di minacciare Israele. "A volte, come nelle migliori famiglie, ci sono disaccordi tattici", ha detto. "Ma troviamo sempre un modo per risolverli, e lo facciamo da grandi amici.""Possiamo non essere d'accordo al mattino" e trovare un punto d'incontro nel pomeriggio, ha insistito. Missili tra Washington e Teheran Intanto, nella notte, sono proeguiti i missili incrociati tra Usa e Iran. Notte di raid e rappresaglie nel Golfo Persico. Gli Usa hanno bloccato una petroliera battente bandiera del Botswana che tentava di dirigersi verso un porto iraniano in violazione del blocco americano, mettendo fuori uso l'imbarcazione. Per tutta risposta, l'Iran ha preso di mira con alcuni missili la nave statunitense-israeliana Panaya. Raid incrociati tra Iran e Usa Le forze americane hanno quindi lanciato, nella notte, un attacco sull'isola di Qeshm, colpendo un'antenna di telecomunicazioni. La risposta iraniana non si è fatta attendere: missili e droni sulle basi statunitensi in Kuwait, sirene anche in Bahrein e Arabia Saudita, poi esplosioni in Iraq, a Erbil. Trump: "l'Iran ha accettato di non avere armi nucleari" L'Iran "ha accettato che non avrà armi nucleari". Lo ha dichiarato il presidente Usa, Donald Trump, intervistato da Pod Force One. "Possono cambiare idea ma è stata una cosa grossa", ha aggiunto. Gli Stati Uniti non hanno bisogno di lanciare un'operazione di terra contro l'Iran, ha precisato il presidente americano. "Non abbiamo bisogno di 'stivali sul terreno'. Abbiamo spazzato via gran parte delle loro forze armate solo con i bombardamenti", ha detto Trump, "hanno molti pochi soldati". Trump: "Un giorno incontrerò Khamenei" Il presidente Usa, Donald Trump, intervistato da Pod Force One, ha dichiarato che "un giorno probabilmente" incontrera' l'ayatollah Mojtaba Khamenei. "L'ayatollah e' coinvolto nei negoziati, hanno molto rispetto per lui", ha affermato Trump, "sembra che stiamo andando abbastanza d'accordo con lui, mi piacerebbe incontrarlo, un giorno probabilmente lo incontrero' a un certo punto". "Non se la sta passando alla grande, gli mancano parecchi pezzi diversi", ha aggiunto Trump a proposito delle voci secondo le quali Khamenei sarebbe rimasto mutilato in un attacco aereo. Droni iraniani hanno colpito un terminal dell'aeroporto del Kuwait Droni iraniani hanno colpito, in mattinata, un terminale passeggeri dell'aeroporto internazionale del Kuwait, hanno causato un morto e 63 feriti e costretto alla chiusura del traffico aereo. Lo riportano le autorità kuwaitiane. Il portavoce del ministero della Difesa dello Stato del Golfo, Saud Abdulaziz Al-Otaibi, ha descritto l'attacco come "un'aggressione criminale iraniana che ha causato significativi danni materiali alla struttura e feriti". Il ministero degli Esteri kuwaitiano conferma che una persona è rimasta uccisa e diverse altre ferite in Kuwait in seguito agli attacchi di droni iraniani avvenuti nelle scorse ore. L'attacco ha preso di mira "infrastrutture civili e vitali, tra cui l'aeroporto internazionale del Kuwait, provocando un morto e diversi feriti, nonché danni a infrastrutture vitali, comprese le missioni diplomatiche", si legge nel comunicato, che condanna "l'aggressione iraniana". "La sicurezza dello Stato del Kuwait, la sua sovranità e l'incolumità dei suoi cittadini e residenti sul suo territorio costituiscono una linea rossa", ha aggiunto il ministero. Il traffico aereo è ripreso dopo alcune ore. Usa, da inizio blocco 125 navi deviate e 6 fuori uso Da quando hanno imposto il blocco navale in prossimità dello stretto di Hormuz, le forze del Comando Centrale statunitense hanno fatto deviare 125 imbarcazioni commerciali e ne hanno messe fuori uso sei. Lo ha riferito il Centcom sui suoi canali social. L'operazione americana per fermare le navi da e per i porti iraniani è in corso dal 13 aprile. La dura minaccia dei Pasdaran Ed è anche 'guerra' di comunicati: i pasdaran rivendicano di aver sferrato "attacchi missilistici precisi e concentrati" contro le basi militari statunitensi in Kuwait in risposta all'attacco statunitense all'isola iraniana di Qeshm. "Qualsiasi nuova follia, qualsiasi ulteriore aggressione o qualsiasi mossa che tocchi anche solo un centimetro dei nostri confini e della nostra sovranità incontrerà una risposta sismica, schiacciante e decisiva che andrà oltre le normali regole e i limiti, e le nostre coraggiose forze non esiteranno a ridurre in cenere tutte le basi degli aggressori e i loro interessi nella regione. Il tempo del 'colpisci e fuggi' è finito, e le forze oppressive devono accettare le gravi conseguenze della loro ignoranza e del loro avventurismo sconsiderato", si legge in una dichiarazione. La versione del Centcom: "Attacchi neutralizzati" "Le forze statunitensi hanno neutralizzato con successo diversi missili balistici e droni iraniani e hanno condotto attacchi di autodifesa sull'isola di Qeshm in risposta ai tentativi di attacco da parte dell'Iran in tutto il Medio Oriente", riferisce invece il Comando Centrale degli Stati Uniti. "L'Iran ha lanciato diversi missili balistici verso i paesi vicini della regione; tuttavia, nessuno di essi ha colpito gli obiettivi previsti. Due missili iraniani lanciati contro il Kuwait non hanno raggiunto la destinazione o si sono disintegrati in volo, mentre tre missili lanciati contro il Bahrein sono stati immediatamente intercettati dalle forze di difesa aerea statunitensi e bahreinite", spiega ancora il Centcom, che assicura: "Rimaniamo vigili e pronti a difenderci da un'ingiustificata aggressione iraniana durante il cessate il fuoco in corso". Il secondo round di accuse incrociate lo Stretto di Hormuz Sono quindi di nuovo i pasdaran a fornire la loro versione: sono scattati raid di "rappresaglia con missili e droni contro una base aerea statunitense e il quartier generale della Quinta Flotta statunitense. Qualsiasi ulteriore compromissione della sicurezza nello Stretto di Hormuz incontrerà una dura risposta". Controreplicano nuovamente gli Usa: "Tutti gli attacchi iraniani contro le forze americane sono falliti. Le forze statunitensi rimangono vigili e pronte a difendersi contro l'aggressione iraniana ingiustificata", afferma il Centcom, definendo "falso" quanto dichiarato dai pasdaran.
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