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Estero
Trump: "Oggi nuovi negoziati con l’Iran". Teheran smentisce: "Nessuna trattativa"
Oggi 03-08-26, 10:53
AGI - Donald Trump ha annunciato che questo pomeriggio inizieranno nuovi negoziati con l'Iran, dopo aver affermato di aver sospeso un attacco congiunto con Israele contro la Repubblica islamica a condizione che si giunga rapidamente a un accordo. Ma Teheran smentisce "Ovviamente non vogliono essere attaccati. Conoscevano la portata di questo attacco perché lo vedevano prendere forma (...) Quello che stiamo facendo ora è parlare con loro attraverso un negoziato. Si inizierà domani pomeriggio (lunedì)", ha affermato il presidente americano a bordo del suo aereo Air Force One. Trump ha affermato che gli è stato chiesto di annullare l'attacco pianificato da alleati quali l'Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, il Qatar e dallo stesso Iran. "Eravamo pronti a partire, ma quando gli alleati ci hanno chiesto di annullarlo, ci hanno in qualche modo convinto a dire: 'Beh, vediamo'. E il motivo per cui lo chiedono è che pensano ci sia un accordo", ha detto Trump. "C'è un accordo su Hormuz, e poi ci sarà un accordo sul nucleare, o potreste chiamarla la denuclearizzazione dell'Iran. Io la chiamo la denuclearizzazione dell'Iran". Teheran: "Al momento non stiamo trattando con Stati Uniti" Per ora, Iran e Stati Uniti non stanno trattando. A chiarirlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri, iraniano, Esmaeil Baqaei, a quanto riportano i media iraniani. "Al momento non stiamo negoziando con gli Stati Uniti", ha detto, e "finché continueranno le violazioni degli impegni per parte degli Usa, la situazione dello Stretto di Hormuz non cambierà". Teheran ha annunciato nei giorni scorsi la chiusura dello stretto. Per chiarire che non c'è nulla in preparazione, il portavoce ha riferito che oggi il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, "è in partenza per il pellegrinaggio dell'Arbaeen e anche gli altri membri della delegazione negoziale si trovano in Iran". Al momento, ha sottolineato Baqaei, sono in corso colloqui "solo con l'Oman" e "sono concentrati sulla definizione di una rotta sicura per la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz". Detto questo, se anche arrivasse un'intesa sarebbe "una condizione necessaria per la riapertura dello stretto, ma non una condizione sufficiente". Hormuz, ha ricordato, "non è stato chiuso a causa di divergenze tra Iran e Oman. La situazione si è complicata a seguito dell'aggressione degli Stati Uniti e del regime sionista (Israele)". L'Iran ha poi chiarito che "non vi sono nuovi mediatori" tra il regime e gli Stati Uniti, neppure la Cina. "Il Pakistan svolge un ruolo di mediazione nelle questioni riguardanti l’Iran e gli Stati Uniti. Anche il Qatar fornisce assistenza quando necessario", ha ricordato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei. "La Cina è preoccupata per l’aggravarsi dei conflitti e dell’insicurezza nella regione. Per questo motivo, i nostri amici cinesi stanno cercando di utilizzare le proprie capacità e la propria influenza per evitare un’ulteriore escalation della situazione", ha spiegato, "in questo senso, la Cina contribuisce, così come fanno diversi altri Paesi. Tuttavia, affermare che abbiamo aggiunto un nuovo mediatore a quelli già esistenti non sarebbe corretto nel significato preciso del termine". L'esplosione nello Stretto di Hormuz Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha avuto una conversazione telefonica con Trump durante la quale ha sollecitato un allentamento delle tensioni belliche, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale saudita. Un'esplosione si è verificata nei pressi di una petroliera nello Stretto di Hormuz, secondo quanto segnalato dall'agenzia britannica per la sicurezza marittima UKMTO nella notte tra domenica e lunedì, precisando che non ci sono state vittime. L'equipaggio ha riferito di "aver udito un'esplosione nelle immediate vicinanze della nave. La nave e l'equipaggio sono stati dichiarati tutti sani e salvi", ha scritto l'agenzia britannica su X, senza specificare l'origine dell'esplosione, avvenuta a 20 miglia nautiche (37 chilometri) a nord-est della città omanita di Khasab. Gli sforzi diplomatici regionali Il ministro degli Esteri saudita, Faisal bin Farhan Al Saud, ha ricevuto una telefonata dal suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, con il quale ha discusso degli sforzi per allentare le tensioni nella regione. I due alti funzionari, si legge in una nota della cancelleria del regno, hanno parlato della situazione attuale e Al Saud ha sottolineato la "volontà di Riad di proseguire i colloqui regionali per stabilire sicurezza e stabilità, al fine di raggiungere gli interessi comuni di tutti i Paesi e popoli della regione". Araghchi ha avuto un secondo colloquio telefonico con il suo omologo saudita al quale ha partecipato, stavolta, anche il comandante dell'esercito pakistano Asim Munir, per discutere dei recenti sforzi diplomatici. Secondo un messaggio pubblicato su Telegram da Araghchi, i funzionari si sono confrontati sulle "iniziative volte a mantenere e rafforzare la sicurezza e la stabilità nella regione dell'Asia occidentale". "Le parti hanno inoltre sottolineato la necessità di sfruttare le capacità di cooperazione regionale e di trovare soluzioni in tal senso", ha aggiunto Araghchi.
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