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Ucciso un casco blu nel sud del Libano. Attacchi israeliani dopo l'annuncio di un cessate ...
Oggi 04-06-26, 11:41
AGI - Un casco blu serbo è stato ucciso da un colpo di mortaio che ha colpito la sua posizione vicino a Marjayoun, nel Libano sudorientale. Secondo quanto riferisce la missione Unifil nella regione, l'incidente è avvenuto ieri sera e il militare è stato portato in gravi condizioni in elicottero a Beirut dove è spirato questa mattina. Due altri caschi blu rimasti feriti stanno ricevendo cure in un centro medico presso la base della Unifil. Non ci sono italiani coinvolti. La vittima è stata poi identificata dalla Difesa serba come il sergente maggiore Milovan Jovanovic, 37 anni, morto "a causa delle ferite riportate in seguito all'impatto di un missile contro la base Onu". Jovanovic "ha ricevuto le prime cure mediche in un ospedale all'interno della base dopo essere stato ferito, ed è stato poi trasportato in elicottero al Centro Medico Universitario di Beirut, dove è deceduto intorno alle 4 del mattino localo", si legge in un comunicato. Unifil scrive su X di aver avviato un'indagine "per accertare le esatte circostanze che hanno portato a questo tragico incidente" e rileva "un numero sempre crescente di traiettorie e impatti nel Libano meridionale". La missione Onu ribadisce l'appello "a tutti gli attori affinché rispettino i loro obblighi in virtù del diritto internazionale e garantiscano la sicurezza e la protezione del personale e delle proprietà delle Nazioni Unite in ogni momento, inclusa l'astensione da azioni che possano mettere in pericolo i caschi blu". Nel contempo chiede "alle autorità nazionali competenti di indagare sull'incidente, di perseguire i responsabili e di garantire la responsabilità penale: gli attacchi deliberati contro i caschi blu costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza, e possono configurare crimini di guerra". Il cordoglio dell'Italia La Difesa italiana e il ministro Guido Crosetto su X esprimono "cordoglio alle Forze armate serbe e al ministro della Difesa Bratislav Gai per il peacekeeper serbo che ha perso la vita a seguito di un colpo di mortaio caduto questa notte in una postazione Unifil nel Settore Est del Libano, dove non opera il contingente italiano. In questo momento di dolore, il nostro pensiero va alla famiglia della vittima e la nostra sentita vicinanza agli altri due militari della missione rimasti feriti, a cui auguriamo una pronta e completa guarigione" Su X ha scritto anche il generale Luciano Portolano, capo di Stato Maggiore: "A nome delle Forze Armate Italiane, desidero esprimere le più sentite condoglianze a seguito dei tragici eventi della scorsa notte, quando una base di Unifil nel Settore Est è stata colpita da fuoco di mortaio, causando la morte di un casco blu serbo. In questo momento di profondo dolore, i nostri pensieri sono con la famiglia del soldato caduto e con le Forze Armate Serbe, cui esprimiamo la nostra sincera solidarietà. L'Italia è al fianco di tutto il personale Unifil che continua a operare con professionalità e coraggio, impegnato nella causa della pace". Che cosa prevede il cessate il fuoco tra Libano e Israele "A seguito dei negoziati guidati dagli Stati Uniti, Israele e Libano hanno concordato l'attuazione di un cessate il fuoco". Lo ha annunciato la scorsa notte un comunicato del Dipartimento di Stato Usa. "La tregua è subordinata alla completa cessazione degli attacchi di Hezbollah e all'evacuazione di tutti i suoi membri dal settore del Litani meridionale". Tempo qualche ora e questa mattina la stampa libanese ha riferito di attacchi israeliani condotti nel sud del Paese. L'agenzia di stampa statale Nna, in particolare, ha parlato di raid con droni lungo le strade in diverse località del Libano meridionale: almeno uno di questi ha causato vittime. Ma che cosa avrebbe previsto il cessate il fuoco condizionato? "Le due parti hanno concordato, con la guida degli Stati Uniti, di procedere rapidamente alla creazione di zone pilota in cui le Forze Armate libanesi assumeranno il controllo esclusivo del territorio, escludendo qualsiasi attore non statale. Questi passi consentiranno di compiere progressi verso un accordo globale di pace e sicurezza. Tutti i paesi hanno ribadito che il futuro delle relazioni tra Israele e Libano deve essere deciso dai due governi sovrani. Hanno respinto qualsiasi tentativo, da parte di qualsiasi attore statale o non statale, di tenere in ostaggio il futuro del Libano". Le richieste di Israele "Israele ha ribadito che la sua sicurezza e il rispetto della sua integrità territoriale possono essere garantiti solo attraverso il disarmo di Hezbollah e lo smantellamento delle sue infrastrutture in tutto il Libano", spiegava la nota diffusa dal Dipartimento di Stato. La posizione del Libano "Il Libano ha ribadito la necessità del reciproco rispetto dei confini internazionalmente riconosciuti, l'urgente necessità di una piena attuazione della cessazione delle ostilità, sottolineando i principi di integrità territoriale e di piena sovranità statale", si leggeva ancora nella nota. Prossimi colloqui "Il Libano si è impegnato a rafforzare le capacità delle Forze Armate libanesi, con il sostegno degli Stati Uniti, per esercitare un controllo effettivo su tutto il territorio nazionale. Le due parti hanno concordato di riprendere i colloqui sui temi politico e di sicurezza nella settimana del 22 giugno, al fine di raggiungere un accordo globale. Gli Stati Uniti si sono impegnati a continuare a facilitare la comunicazione tra le parti nel frattempo". Ripresa dei negoziati Le due parti hanno concordato di riprendere i colloqui sui temi politico e di sicurezza nella settimana del 22 giugno, al fine di raggiungere un accordo globale. Gli Stati Uniti si sono impegnati a continuare a facilitare la comunicazione tra le parti nel frattempo". Ben Gvir, "la tregua un grave errore" Chi non era d'accordo con il cessate il fuoco è Itamar Ben Gvir che aveva parlato di "grave errore". "Hezbollah non ha lasciato l'area a sud del fiume Litani e l'esercito libanese non ha modo di imporne l'allontanamento", scrive il ministro della Sicurezza Nazionale su X "Lo Stato libanese è un partner di Hezbollah. Ci sono ministri nel suo governo che rappresentano Hezbollah e familiari di membri di Hezbollah prestano servizio nell'esercito libanese". Ben Gvir prevede che "in pratica, Hezbollah diventerà solo più forte e, invece di sconfiggerlo, Israele accetta la sua esistenza. Ci sono momenti in cui bisogna dire 'no', anche al presidente degli Stati Uniti, e quando non lo faremo, ci troveremo di fronte a Hezbollah la prossima volta, quando sarà più forte e più pericoloso", aveva concluso.
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