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Un thriller paranoico per rimpiangere l'America (e il cinema) degli anni '70
Ieri 10-01-26, 09:06
ANSA - di Massimo Sebastiani e Mario Sesti. Un film di quelli che non si fanno più, diretto da un grande regista (Sidney Pollack), interpretato dal volto liberal per eccellenza (Robert Redford), su un tema che oggi rischia di far sorridere (la Cia deviata, la Cia dentro unaltra Cia, un potere occulto e incomprensibile che manovra dallalto uccidendo senza pietà): ma I tre giorni del Condor, una storia che i più giovani conoscono forse solo per la serie che Netflix ha ricavato dallo stesso libro di James Grady che è alla base del film di Pollack, è soprattutto un perfetto mix di thriller, azione, paranoia e sguardo su unAmerica in piena Guerra fredda, riscaldato dalla presenza carismatica di Redford e Faye Dunaway e nobilitato dal cameo di Max Von Sydow. Per i più curiosi e i più cinefili cè perfino un riferimento a uno dei maggiori filosofi del 900 e al re italiano del brivido. Il critico cinematografico Mario Sesti ci aiuta a capire perché, a distanza di 50 anni e in un mondo cambiato, è un film che non ha perso minimamente smalto. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices (ANSA)
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