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Se verso il TFR in un fondo pensione, posso recuperarlo in caso di disoccupazione?
02-03-2026, 09:16
È vero che destinando il TFR a un fondo pensione non sia più possibile riaverlo, nemmeno quando si perde il lavoro? Questo è uno dei dubbi più frequenti tra chi guarda con scetticismo alla previdenza complementare. Molti lavoratori temono infatti di “bloccare” definitivamente il proprio TFR. Ma le cose stanno davvero così? Quando il TFR resta in azienda, è chiaro che alla cessazione del rapporto di lavoro il lavoratore riceve quanto maturato, comprensivo di rivalutazione, anche nel caso di semplice cambio di lavoro. Nel caso del TFR conferito a un fondo pensione, il meccanismo è un po' più articolato. Tuttavia, è bene chiarirlo subito: la normativa prevede diverse possibilità di riscatto anche in caso di inoccupazione. Vediamo nel dettaglio quali sono e come funzionano. TFR nel fondo pensione e disoccupazione: cosa dice davvero la normativa Chiariamo subito un punto fondamentale: la normativa prevede diverse possibilità di riscatto della posizione maturata nel fondo pensione, inclusa la quota derivante dal TFR. Si tratta di opzioni che meritano di essere comprese bene, anche perché sono state rafforzate dalla Legge 124/2017, che ha ampliato i casi di accesso al riscatto. Storicamente, il riscatto per inoccupazione era previsto in due modalità: Inoccupazione di almeno 12 mesi: possibilità di riscatto parziale, pari al 50% della posizione maturata nel fondo pensione. Inoccupazione superiore a 48 mesi: possibilità di riscatto totale, con conseguente chiusura della posizione. Con l'entrata in vigore della Legge 124/2017, il quadro si è modificato: oggi è possibile richiedere il riscatto totale anche prima dei 12 mesi di inoccupazione. Questo significa che anche un periodo breve di disoccupazione – ad esempio tra la fine di un lavoro e l'inizio di un altro – può consentire il riscatto, purché al momento della richiesta si risulti effettivamente disoccupati e si sia in grado di fornire la documentazione necessaria. Detto così, sembrerebbe che le precedenti modalità di riscatto abbiano perso significato. In realtà, il quadro normativo è più articolato e richiede alcune precisazioni che è importante approfondire. Riscatto del fondo pensione e tassazione: quali differenze e quando conviene Esiste una differenza molto importante tra le varie modalità di riscatto, e riguarda soprattutto il regime fiscale applicato alle somme percepite. Nel caso di inoccupazione compresa tra 12 e 48 mesi è possibile richiedere un riscatto parziale pari al 50% della posizione maturata, mentre oltre i 48 mesi si può ottenere il riscatto totale con chiusura della posizione. In entrambe queste ipotesi si applica una tassazione agevolata, con un'aliquota che varia dal 15% al 9% in base agli anni di adesione al fondo pensione. Diverso è il caso del riscatto totale richiesto prima dei 12 mesi di inoccupazione. Anche qui l'aliquota è agevolata, ma risulta più elevata: pari al 23%. Il momento in cui si sceglie di riscattare la posizione può quindi incidere in modo significativo sull'importo netto che si avrà effettivamente a disposizione. Va comunque precisato che, in tutti i casi, la tassazione del fondo pensione risulta generalmente più favorevole rispetto a quella applicata al TFR lasciato in azienda. Quest'ultimo, infatti, viene tassato con un'aliquota media IRPEF del lavoratore, che può variare indicativamente dal 23% al 43%, a seconda del reddito. Ma quando conviene davvero chiedere il riscatto? La risposta dipende dalle esigenze personali e dalla situazione economica del momento. In caso di perdita del lavoro, è bene ricordare che esistono strumenti di sostegno al reddito come la NASpI, che può avere una durata massima di 24 mesi. Per questo motivo, il riscatto prima dei 12 mesi potrebbe essere preso in considerazione solo in presenza di una reale necessità finanziaria, con la consapevolezza della tassazione più elevata. In assenza di urgenze, una possibile strategia può essere quella di utilizzare prima gli ammortizzatori sociali e valutare il riscatto solo qualora la disoccupazione si prolunghi oltre i 12 o i 48 mesi, così da beneficiare dell'aliquota più favorevole. Un approccio coerente con la natura stessa del fondo pensione: uno strumento pensato per la previdenza di lungo periodo, ma capace di offrire un sostegno concreto anche nei momenti di difficoltà, come un periodo prolungato di inoccupazione.
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