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Estero
Alberto Trentini e Mario Burlò sono stati liberati
Oggi 12-01-26, 07:37
Alberto Trentini e Mario Burlò non sono più in un carcere in Venezuela. Sono stati liberati oggi, in Italia era notte, e sono stati trasferiti nell'ambasciata italiana a Caracas. Alle 4,50 il tweet del ministro degli Esteri Antonio Tajani con il quale assicurava che "Ho parlato con i nostri due connazionali che sono in buone condizioni. Presto rientreranno in Italia". E sintetizzava la posizione dell'Italia nel post Maduro: "La loro liberazione è un forte segnale da parte della presidente Rodriguez che il governo italiano apprezza molto". La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha reso noto che "un aereo è già partito da Roma per riportarli a casa. Desidero esprimere, a nome del governo italiano, un sentito ringraziamento alle Autoritaà di Caracas, a partire dalla presidente Rodriguez, per la costruttiva collaborazione dimostrata in questi ultimi giorni e a tutte le istituzioni e alle persone che, in Italia, hanno operato con impegno e discrezione per il raggiungimento di questo importante risultato". Alberto Trentini era incarcerato da 423 giorni senza accuse ufficiali a suo carico. In Venezuela era andato per collaborare con l'organizzazione francese Humanity & Inclusion, attiva in 60 paesi nell'assistenza alle persone con disabilità e inclusione sociale. Era arrivato a Caracas il 17 ottobre 2024 per una missione umanitaria, era stato fermato durante un controllo mentre viaggiava verso Guasdualito, nello stato di Apure, insieme all'autista locale Rafael Ubiel Hernández Machado, poi rilasciato dopo alcuni mesi. Da quel giorno, Alberto Trentini è stato in una cella del carcere di massima sicurezza El Rodeo I, vicino a Caracas, struttura nota per sovraffollamento e gravi violazioni dei diritti umani, per di più con accesso limitato alla luce naturale e all'esercizio fisico. Non c'erano capi d'imputazione né un processo a suo carico, era considerato semplicemente un possibile "cospiratore" o "terrorista", come riferito da fonti vicine al regime Maduro. Un perfetto esempio di "diplomazia degli ostaggi", con arresti arbitrari di stranieri usati come leva politica. Il presidente dell’Assemblea Nazionale Jorge Rodríguez, fratello della vicepresidente e presidente facente funzioni Delcy Rodríguez, ha iniziato la liberazione dei cittadini stranieri incarcerati in Venezuela giovedì 8 gennaio, nel tentativo "di perseguire la pace, come il contributo che tutti dobbiamo dare per garantire che la nostra repubblica continui la sua vita pacifica e la sua ricerca della prosperità”. Anche Mario Burlò era stato arrestato nell'autunno del 2024. L'ultimo contatto con la famiglia era stata una telefonata effettuata il 9 novembre 2024. Poi i familiari non riuscirono più a contattarlo. Scoprirono che era detenuto in una prigione di Caracas diverso tempo dopo. Burlò era entrato in Venezuela via terra dalla Colombia, ed è stato arrestato subito dopo il confine. Le autorità venezuelane non hanno fornito informazioni chiare sui motivi dell’arresto o sulle accuse.
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