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Economia e Finanza
Il diesel torna sopra i 2 euro: dopo il referendum, lo sconto sulle accise è un problema per Meloni
Oggi 24-03-26, 12:23
Dopo la vittoria del No al referendum sulla giustizia, per il governo è il momento di tornare a una delle questioni più spinose della politica interna: il caro carburanti. Il taglio delle accise da 20 centesimi al litro, in vigore di 20 giorni, scadrà ufficialmente il 7 aprile, ma guardando i prezzi alla pompa sembra che l'effetto del decreto Carburanti si sia già sbiadito: secondo il monitoraggio del ministero delle Imprese e del Made in Italia, oggi il prezzo medio del gasolio in modalità 'self service' lungo la rete stradale nazionale ha superato i 2 euro al litro (2,021 euro per la precisione), mentre la benzina si piazza a 1,736 euro al litro. Cifre lievemente superiori in autostrada, dove il prezzo medio self è di 1,796 euro al litro per la benzina e 2,080 euro al litro per il diesel. Nel frattempo, Palazzo Chigi sembra aprire a un'eventuale proroga del taglio delle accise dopo il 7 aprile: "Dobbiamo valutarlo unitamente ai colleghi, al ministro dell'Economia e al ministro delle Imprese e del Made in Italy", ha detto il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. "Se ieri il gasolio superava i 2 euro solo in autostrada, in Molise e Campania, oggi si varca quel limite anche nella media regionale che si attesta a 2 euro e 2 centesimi", calcola l'Unione nazionale consumatori. In tutte le regioni (tranne le Marche) si è oltrepassata quella soglia, mentre l'Abruzzo resta sul confine con 2 euro esatti. "In molte regioni, un pieno di 50 litri costa oltre 2 euro in più rispetto a ieri, con il record di Bolzano dove si pagano 2,35 euro in più", prosegue l'associazione. Dal picco del 19 marzo (giorno in cui è entrato il vigore il taglio) le medie nazionali dei prezzi dei carburanti alla pompa sono scese nei due giorni successivi (con la benzina che sabato è scesa a 1,715 euro e il gasolio a 1,968), per poi cominciare a risalire, sotto la spinta della corsa delle quotazioni internazionali. Nel complesso, secondo Staffetta Quotidiana, l'effetto sui prezzi alla pompa è stato dunque un calo di 17,2 centesimi sulla benzina e di 15,7 centesimi sul gasolio, a fronte di un taglio delle accise di 20 centesimi al litro che, aggiungendo l'Iva, fanno 24,4 centesimi. "Oltre al nodo delle giacenze, questo incompleto trasferimento del taglio sui prezzi può essere ricondotto al fatto che nei giorni a cavallo della riduzione delle aliquote, le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati sono aumentate", spiega Staffetta aggiungendo: "La benzina dell'equivalente di 5,2 centesimi al litro, il gasolio di 17,4 centesimi. Tanto che già da domenica i prezzi hanno ricominciato a salire". Il taglio temporaneo deciso da Palazzo Chigi per arginare i rincari è costato circa 500 milioni di euro. Ma gli sforzi per arginare i rincari sembrano non bastare.
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