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Sport
Il recupero degli atleti è un grande business
Oggi 10-01-26, 05:51
Si parte tra realtà e leggenda metropolitana, si parte dal milione e mezzo di dollari che LeBron James spende ogni anno per mantenere fisico e salute. Perlomeno, così disse ormai una decina di anni fa Bill Simmons, noto giornalista americano, sostenendo di averlo appreso da fonti vicine a James. Il quale per un po’ è stato zitto, per poi replicare nel corso di una puntata della serie di Netflix “Starting 5”, girata nel 2023-24: “Ho sentito questa storia assurda su quello che spendo ogni anno per il mio corpo e mi è venuto da ridere. La cifra esatta non la dirò mai, ma più che i soldi è importante il tempo che gli dedico”. Tempo vero: nei giorni di partite in casa LeBron alle 8.30 arriva al centro tecnico e si immerge in una vasca di acqua gelida per 15 minuti, alle 9.40 va sul parquet da solo prima dei 60 minuti di tiri assieme al resto della squadra, torna a casa, fa un pisolino di due ore, alle 15 va all’arena e si scalda poi fa allungamenti, massaggi, esercizi per tonificare i muscoli del torso. Nei giorni di riposo altro tipo di terapia del freddo con esposizione, per 2-3 minuti, a temperature fino a -140° allo scopo di ottenere un restringimento poi una dilatazione dei vasi sanguigni che porta a migliore circolazione del sangue, riduzione delle infiammazioni, innalzamento della soglia del dolore e recupero muscolare, unita a sedute in una camera iperbarica per la qualità dell’ossigeno e alla terapia a luce rossa che accelera la riparazione dei tessuti. In più, temperatura più bassa, nella stanza da letto, rispetto al resto della casa, per favorire il sonno, arma fondamentale per un atleta, non da oggi: una delle caratteristiche che molti colleghi invidiavano al grande Larry Bird, la superstar dei Boston Celtics degli anni Ottanta, era proprio la capacità di addormentarsi ovunque e in qualsiasi momento, tra una partita e l’altra. Sonno, elemento considerato fondamentale da Mike Mancias, allenatore personale di James e autore di “Game Plan”, un libro che dettaglia le sue tecniche. Unite, ovviamente, ad alimentazione controllatissima, anche se con l’eccezione di qualche bicchiere di vino e un dolce a fine pasto: niente cibi fritti o ultra-processati, alimenti naturali e biologici, zero alcool. Si capisce così come mai James sia arrivato a 41 anni, compiuti lo scorso 30 dicembre, riesca tuttora a giocare 30’ a partita con oltre 20 punti di media. Secondo un recente articolo del sito Front Office Sports, la cura costante del proprio fisico, che in precedenza era responsabilità individuale e spesso anarchica, è diventata fondamentale per la carriera di un giocatore, soprattutto perché la prolunga, e non per nulla in sede di negoziazione dei contratti gli agenti ora portano dati sulla condizione atletica e sul grado di integrità strutturale. E l’attenzione maggiore è sul recupero, vero nodo della questione soprattutto per conciliare livello di prestazione e frequenza di impegni. Keke Lyles, ex responsabile della ‘performance’ dei Golden State Warriors del periodo d’oro, dice “prima del 2010 ci poteva essere un giocatore per squadra che parlava di recupero, ora lo fanno tutti… I dirigenti ascoltano, e sanno che devono investire. E quando lo fa una squadra, tutte le altre presto la imitano”, a suon di attrezzature anche da 250.000 dollari. Questo lunedì Aaron Rodgers, 42 anni compiuti il 2 dicembre, sarà il quarterback titolare dei Pittsburgh Steelers nella partita del primo turno di playoff Nfl: passato nel 2023 ai New York Jets dopo 15 grandi stagioni a Green Bay, Rodgers al debutto si ruppe il tendine d’Achille eppure tre mesi dopo era pronto a rientrare, grazie all’utilizzo di una camera iperbarica, iniezioni di cellule staminali, terapia a luce rossa, calzature a compressione e un tapis-roulant con sospensione anti-gravità. Certo, bisogna fare attenzione: è recente la morte del biatleta norvegese Sivert Bakken, trovato senza vita con una maschera ipossica sul viso, mentre il quotidiano Daily Mail ha dedicato due pagine alle pratiche che molti rugbisti utilizzano per tenere botta, tra cui l’inalazione di sali, legale nel rugby, ma ad esempio vietata dalla Nfl da questa stagione, gel alla caffeina e altra “roba da stregoni di Harry Potter”, secondo il professor Nicholas Theodore, responsabile della commissione salute della Nfl stessa.
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