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Sport
Inter, Napoli e Milan lanciano l'opa sul campionato
05-01-2026, 13:08
Sono rimaste in tre, tre spietate e due brillanti, sulla strada longa longa dello scudo. Non che Juventus e Roma siano tagliate fuori, e l’Atalanta verosimilmente risalirà: ma oggi Inter, Napoli e Milan stanno dicendo al campionato che sono pronte a spartirsi le zone d’influenza. Mentre le prime due si mostrano trumpianamente strapotenti (per quanto agli azzurri viene a mancare anche David Neres), la scuderia di Massimiliano Allegri vince nell’unica maniera possibile, soffrendo all’inizio e prendendo le misure al Cagliari: per arrivare a Samarcanda il tecnico rossonero - si sa - deve pregare nella salute congiunta di Rafael Leão e Christian Pulisic, i suoi cavalli di razza, ma può contare che le coppe tolgano qualche energia alle dirette avversarie. Se poi non prende gol nonostante difese rabberciate (Koni de Winter e Davide Bartesaghi mai prima a contatto), tutto diventa possibile. Sono rimaste in tre anche in coda, dove si sgomita per non darsi all’ippica: certo, Genoa, Lecce e Parma sono parimenti vicine, ma psicologicamente trovarsi raggruppate a quota 12 tra sconfitte cocenti, pareggi combattuti e vittorie a fil di sirena non aiuta lo standing attuale di Verona, Pisa e Fiorentina. Cambia però lo stato d’animo: “Credere nei sogni cambia le storie”, stava scritto nel cartello sfoggiato allo stadio Franchi dall’ormai celebre bimbo Tommy. E appunto i viola possono trarre vigore dal modo con il quale si sono sbarazzati della resistenza cremonese, e dal fatto che a trovarsi la palla tra i piedi sia stato quel Moise Kean determinante nel torneo precedente: proprio nella settimana delle ennesime polemiche per le sue fughe autorizzate e non trasparenti, il bomber della Nazionale prima rischia di non esserci, dopo ottiene il massimo. Hero just for one day. A contendergli la maglia azzurra nei prossimi spareggi di marzo - oltre al Mateo Retegui d’Arabia - sarà Gianluca Scamacca, al quale è stato annullato un magnifico colpo di testa che rimanda ai tempi di Roberto Bettega e Roberto Pruzzo: impagabile la sua espressione all’annuncio arbitrale che ne imputa la presunta “immediatezza”, negativo eguale e contrario al caso Davis di Lazio-Udinese. Ciò che per tutto lo stadio appariva regolare (come anche il rigore negato a Roberto Piccoli), per la giacchetta ex nera non lo è: viva allora la mancata immediatezza sanante, right here, right now; viva le capriole di Alieu Njie che riportano in Serie A un po’ di festa spontanea e spensierata dalla Coppa d’Africa. E magari meno “cucchiai” di Jonathan David, già cannoniere belle and sebastian, ora suo malgrado regredito al ruolo di colui al quale viene concesso di calciare un rigore per sbloccarsi.
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