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La frattura militare tra Francia e Germania sui caccia
Oggi 10-02-26, 05:49
Il trasloco della Luftwaffe: Berlino scende dal carro di Parigi e prende l’aereo per Roma. Non è solo un cambio di rotta tecnologico: è un bagno di realtà geopolitica. La decisione di Berlino di sfilarsi progressivamente dalle paludi burocratiche del Fcas (il sistema di combattimento aereo franco-tedesco-spagnolo) per guardare con crescente interesse al Gcap (Global Combat Air Programme) con Italia, Regno Unito e Giappone, segna la fine di un’illusione carolingia. Per anni, l’asse Parigi-Berlino ha tentato di imporre un’idea di difesa europea “chiusa”, dove la grandeur francese e il portafoglio tedesco avrebbero dovuto dettare i ritmi. Risultato? Litigi infiniti sulla spartizione della proprietà intellettuale e ritardi industriali. La Germania, oggi, ammette implicitamente che per difendere i cieli del futuro non serve un manifesto politico, ma una piattaforma industriale che funzioni. Il Gcap non è solo un caccia di sesta generazione; è un ecosistema digitale di “sistemi di sistemi”. Unendosi a Londra e Tokyo, Berlino sceglie l'interoperabilità con la Nato e la concretezza di un progetto che corre su binari più veloci. In questa grande riconfigurazione dell’industria della difesa europea, chi sorride è l’Italia. Roma è potenzialmente l’anello di congiunzione tra l’Europa continentale, l’esperienza britannica e l’avanguardia giapponese: aziende come Leonardo e Avio Aero non sono più limitate al ruolo di fornitori di componenti, ma si affermano come piloti del design e dell’integrazione dei sistemi. L’ingresso della Germania nel Gcap trasforma il progetto da un’alleanza periferica al nuovo baricentro tecnologico del continente, consolidando per l’Italia un ruolo di Lead System Integrator che non ha mai avuto nel programma F-35. Questo asse blinda la sovranità tecnologica italiana: a differenza del passato, Roma non acquisterà una “scatola nera” straniera, ma parteciperà alla definizione dei requisiti operativi globali, trascinando con sé una filiera di Pmi e centri di ricerca che diventeranno i nodi nevralgici della difesa europea del XXI secolo.
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