s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Economia e Finanza
La Stampa verso Sae. Si sposta il baricentro dell’editoria italiana
20-01-2026, 18:34
Il gruppo Gedi ha avviato una trattativa in esclusiva con Sae (Sapere aude editori) per la cessione della Stampa, incluse la testata, gli asset collegati e le attività di printing (rotative). L’annuncio, comunicato al direttore e al comitato di redazione del quotidiano torinese, segna un passaggio potenzialmente rilevante nel riassetto dell’editoria italiana, soprattutto per il valore simbolico e storico del giornale fondato nel 1867, uno dei pilastri dell’informazione nazionale. Secondo fonti vicine a Gedi, la proposta di Sae si distingue per una combinazione di fattori industriali e strategici. Il gruppo guidato da Alberto Leonardis ha costruito negli ultimi anni un network di quotidiani locali – dal Tirreno alla Nuova Sardegna, fino alle testate emiliane – che punta su un forte radicamento territoriale, su sinergie operative e su una progressiva integrazione tra carta, digitale e nuovi servizi di comunicazione. In questo quadro, la Stampa potrebbe rappresentare l’elemento capace di portare una dimensione nazionale dentro un sistema informativo già molto solido a livello locale. Non a caso, Sae guarda anche al coinvolgimento di soggetti istituzionali piemontesi, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la prospettiva di lungo periodo e la stabilità del progetto. L’operazione, se andasse in porto, segnerebbe anche un ulteriore passo nel percorso di disimpegno di Gedi da alcune storiche testate locali e nazionali, in continuità con le cessioni già avvenute negli ultimi anni. Al tempo stesso aprirebbe interrogativi sul futuro editoriale e occupazionale del quotidiano torinese, tema centrale per la redazione e per il territorio, ma anche sulla possibilità di rilanciare la Stampa in un contesto di mercato segnato dal calo strutturale delle vendite e dalla trasformazione dei modelli di consumo dell’informazione. Torna utile il ritratto di Alberto Leonardis tracciato dal Foglio nel marzo 2024. Lo avevamo infatti definito “l’editore volante”: un imprenditore più vicino alla figura del “deal maker” che a quella dell’editore tradizionale, capace di mettere insieme capitali, relazioni e idee attorno a progetti editoriali con una forte componente industriale. Allergico alla politica in senso stretto, ma attentissimo al ruolo pubblico dell’informazione, convinto che la sostenibilità economica passi dalla diversificazione, dall’integrazione tra contenuti e servizi e da un ritorno alla centralità dei territori. L’eventuale acquisizione della Stampa si inserirebbe coerentemente in questa visione: non una semplice espansione dimensionale, ma il tentativo di costruire un polo indipendente di comunicazione, a capitale italiano, capace di tenere insieme autorevolezza nazionale e prossimità locale. Se confermata, la trattativa potrebbe dunque rappresentare non solo un cambio di proprietà, ma anche un laboratorio per capire se e come un grande quotidiano nazionale possa trovare nuova linfa da un forte radicamento territoriale, dal rapporto diretto con i lettori e da un modello editoriale ibrido che integri carta, digitale e nuovi servizi di comunicazione. Una scommessa ambiziosa, che riflette in pieno il profilo dell’“umanista” Leonardis.
CONTINUA A LEGGERE
10
0
0
