s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Politica
“Eurobond? Ne abbiamo parlato per primi: li rivendichiamo. Partito della nazione? FdI”. Parla Arianna Meloni
Oggi 14-02-26, 06:00
Pubblichiamo un intervento tenuto da Arianna Meloni venerdì scorso a Roma, in occasione della presentazione del libro di Claudio Cerasa “L’antidoto” (Sbe). Noi possiamo dire che Giorgia Meloni è un manifesto di coerenza, un manifesto di coraggio. Noi siamo quella generazione di ragazzi che hanno iniziato a fare politica tanti anni fa con il sogno di voler cambiare l’Italia. Poi, contro tutti i pronostici, ci siamo ritrovati al governo della Nazione, ma ci siamo arrivati dopo un lungo percorso, un percorso che ci ha preparato, un percorso di militanza, un percorso in mezzo alla gente, un percorso fatto con un profondo radicamento in questa Italia. Siamo arrivati al governo della Nazione e quello che abbiamo fatto è stato cominciare a mettere a terra quelle proposte per le quali ci eravamo preparati. Non siamo cambiati, non ci siamo inventati nulla di nuovo. Forse oggi le persone che ci osservano, cominciano a incuriosirsi a noi e si accorgono che siamo persone di buonsenso e che quelle proposte erano e sono buone. Voglio fare l’esercizio che ci suggerisce il direttore: guardiamo i dati. I dati ci dicono che il Pil è decisamente migliorato, che lo spread è nettamente sceso. I dati ci dicono che c’è un milione di posti di lavoro in più, che i mercati sono tornati a credere nell’Italia, sono tornati gli investitori. C’è oggettivamente un’Italia che è ripartita. Non siamo cambiati e che non cambieremo mai. E a conferma di ciò gli italiani sono sempre con noi: dopo tre anni e mezzo di governo i sondaggi danno Fratelli d’Italia ancora in crescita. Questo vuol dire che gli italiani guardano a noi con interesse, si ritrovano nelle nostre proposte e hanno fiducia in Giorgia Meloni e nel nostro partito. Questo ha portato un piccolo partito a essere il grande partito della Nazione - mi piace chiamarlo così - un po’ come succede a quei torrenti che mentre scendono a valle continuano a raccogliere acqua e si ampliano fino a quando non raggiungono il mare. Siamo cambiati? No, siamo cresciuti. Noi siamo cresciuti con quel fantastico libro, “Il signore degli anelli”. Ho visto che Schlein ha detto che va ripreso. Non so bene quando la sinistra si sia interessata a Tolkien, ma sicuramente noi lo abbiamo letto da quando eravamo bambini: ha delle metafore potentissime, ma forse la più potente è l’anello del potere, perché quell’anello è pesante, va portato, ma non va mai indossato. Il potere non ti deve dominare, sei tu che domini il potere, che utilizzi quel potere per fare del bene. Credo che gli italiani stiano capendo che l’unica ambizione personale che abbiamo è fare il bene e l’interesse comune. Mi chiedete di Trump. E dell’Europa. Che Trump pensi all’interesse americano mi sembra abbastanza scontato, detto questo se si vuole fare grande l’Occidente penso che lo si possa fare grande solo e unicamente con l’Europa. Certo non possiamo pensare di farlo con l’Iran, con la Cina o con la Russia. L’Occidente lo puoi fare grande con l’Europa perché l’Europa è l’Occidente, è la culla dell’Occidente, anche piena di difetti, ma è la culla più bella che l’umanità ha costruito perché è una culla di libertà e di democrazia. Sapete perché? Perché noi oggi possiamo criticare Trump, possiamo criticare Meloni, possiamo criticare la Chiesa perché siamo liberi. Il tema è questo: la libertà. E’ una libertà che ci è stata consegnata dai nostri avi con sacrificio, morte, disperazione, guerre. Noi oggi abbiamo il compito di difendere questa libertà e di custodirla contro le teocrazie, le autocrazie, le dittature di tutto il resto del mondo. Io credo che la risposta vera sia questa. Questo Trump lo capisce benissimo, sicuramente lo capisce perfettamente Giorgia Meloni. Ed ecco perché dice a Trump: “Facciamo grande l’Occidente”. Poi è chiaro che se l’Europa vuole essere autorevole deve costruire la sua autorevolezza, si deve rinforzare dal punto di vista economico. Perché l’Europa si è data parecchio addosso guardando ai micro problemi invece di occuparsi dei macro problemi. Non sono d’accordo con Cerasa quando dice: “Voi eravate contro l’Europa, oggi siete europeisti”. Noi non siamo mai stati contro l’Europa, noi siamo contro una certa Europa, parlavo di Europa dei popoli quando sono entrata a fare politica nel 1992, noi parlavamo dell’Europa dei popoli quando a sinistra inneggiavano ai carri armati sovietici. Non è vero che siamo stati contro l’Europa, certo l’Europa deve imparare a occuparsi dei grandi problemi, a occuparsi di difesa, a rafforzare la propria economia e allora avrà anche un’altra autorevolezza quando tratta con gli Stati Uniti. Perché è chiaro che l’autorevolezza non si costruisce mettendosi degli occhiali da sole, si costruisce con la politica, con la deterrenza attraverso la forza. E’ inevitabile. Vale anche per il debito comune. Quella del debito comune europeo, gli eurobond, fu una proposta, all’epoca non accettata, del 2003 dell’allora ministro Tremonti. Quindi ne parlammo per primi. E lo rivendichiamo. Giorgia Meloni ha riportato l’Italia al centro dell’Europa e ha anche contribuito a cambiare quell’Europa che prima era troppo concentrata a darsi addosso, a partire da tutte le follie del Green Deal, che l’hanno indebolita moltissimo. Abbiamo riportato al centro dell’Europa politiche che guardano maggiormente ai grandi sistemi, senza entrare nelle piccole questioni di cui si devono occupare gli stati nazionali. Perché quando parla di grandi sistemi l’Europa diventa più autorevole e acquista un’altra statura nel dibattito globale. Ma la cosa più importante, sulla quale non dobbiamo mai sbagliare, è che l’Occidente non si deve dividere, deve rimanere unito e fare fronte comune perché dall’altra parte c’è un modello del tutto contrapposto al nostro sistema democratico. Come diceva Sant’Agostino, citato nel libro di Cerasa, “la speranza ha due figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per le cose che vede, il coraggio per volerle cambiare”. Questo è quello che oggi noi proviamo a fare ogni giorno. Arianna Meloni capo della segreteria politica di Fratelli d’Italia
CONTINUA A LEGGERE
4
0
0
Il Foglio
10:18
Il potere del sorriso
Il Foglio
10:14
Il tifoso capellone dello United ha rotto le scatole
Il Foglio
09:51
Lo scialpinismo, un ritorno alle origini
Il Foglio
09:13
I misteri di casa Rothschild
Il Foglio
09:08
