s
Estero
Modello Madrid: meno tasse, più deregulation. La ricetta liberale di Ayuso
Oggi 16-01-26, 06:00
Mentre la sinistra italiana si ispira a un declinante Pedro Sánchez, il centrodestra – almeno nella sua componente liberale – potrebbe guardare all’astro nascente del Pp Isabel Díaz Ayuso. “Il modello Madrid. Una rivoluzione liberale 1995-2025” è il libro che l’Istituto Bruno Leoni presenta lunedì a Milano sul “buon governo” di Esperanza Aguirre prima e di Isabel Ayuso che ha permesso alla regione della capitale spagnola di diventare il motore economico del paese. L’autore, Diego Sánchez de la Cruz, direttore delle ricerche dell’Instituto Juan de Mariana e co-fondatore del Foro Regulación Inteligente, ricorda che oggi “la produzione di Madrid è paragonabile a quella di tutto il Portogallo ed è avvenuta in un paese in cui il governo nazionale è socialista o è stato socialista per molti degli anni in cui tutto questo è accaduto a Madrid”. Il primo caposaldo del modello liberale di Madrid è appunto la politica fiscale. “Le tasse sono state ridotte 140 volte negli ultimi 20 anni, per cui il residente medio di Madrid ha oggi 20 mila euro in più grazie a questi tagli. Ma ciò ha attratto imprese, e con l’aumento dell’attività economica il gettito fiscale non è diminuito: è addirittura aumentato. Un effetto Laffer”. Secondo caposaldo, che pure ha incentivato l’aumento dell’attività economica, la deregulation. “Negli ultimi anni sono state approvate più di 500 misure di deregolamentazione, e ora è stato annunciato che d’ora in poi le norme, i regolamenti e le leggi approvati a Madrid dovranno essere rivisti ogni cinque anni. Se non funzionano, dovranno essere rimosse”. Terzo caposaldo, “La gestione privata da parte di imprenditori dei servizi sanitari, come ospedali, scuole e università. I cittadini di Madrid, all’interno del sistema pubblico, possono scegliere a quale medico, ospedale o scuola rivolgersi. Ciò facilita la concorrenza per offrire servizi migliori”. Quarto elemento: “Un atteggiamento sociale aperto che celebra il business, celebra gli investitori, celebra i dipendenti che lavorano sodo e celebra gli immigrati che si adattano e vengono a lavorare e a dare il loro contributo”.
CONTINUA A LEGGERE
2
0
0
