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Terzo giorno di fuoco in Medio Oriente. Israele attacca il Libano. Fumo sull'ambasciata Usa a Kuwait City
Oggi 02-03-26, 08:17
Terzo giorno di fuoco nel Golfo. L'Iran colpisce per la terza volta consecutiva le capitali e le basi americane nella regione, mentre il conflitto si allarga: Hezbollah lancia razzi su Haifa, Israele risponde su Beirut. Un caccia F-15 americano si schianta in Kuwait — abbattuto dall'Iran o dal fuoco amico, non è ancora chiaro. A Cipro, un drone colpisce la base britannica di Akrotiri. Trump ammette le prime tre vittime americane e fissa i tempi: "Quattro settimane o meno". Ma due rivelazioni rischiano di mettere in difficoltà la Casa Bianca: il giornalista di Abc Jonathan Karl rivela che gli Usa avevano identificato candidati per guidare l'Iran dopo il cambio di regime, ma sono stati uccisi nei raid iniziali; Reuters scrive che il Pentagono ha ammesso in Congresso di non avere avuto alcuna prova che Teheran volesse attaccare per primo. Fumo dall'ambasciata americana a Kuwait City France Presse segnala fumo che si alza dall'ambasciata statunitense a Kuwait City. L'ambasciata ha ordinato a tutti i cittadini americani di non avvicinarsi alla sede diplomatica e ha comunicato che il personale è "al riparo". "C'è una minaccia continua di attacchi missilistici e con Uav sul Kuwait. Non venite in ambasciata. Mettetevi al riparo al piano più basso possibile, lontano dalle finestre", recita la nota ufficiale. Trump ha parlato con tanti giornalisti e a ognuno ha detto una cosa diversa Dopo l'annuncio dell'operazione americana "Furia epica" il presidente Donald Trump ha parlato al telefono con molti giornalisti per parlare degli obiettivi e della durata della guerra con l'Iran. Molti hanno evidenziato le contraddizioni evidenti in meno di quarantotto ore alle diverse testate: al Washington Post ha detto che l'obiettivo della "grande operazione militare" è la "libertà per il popolo iraniano", a Barak Ravid di Axios ha detto di avere diverse "vie di fuga" dall'operazione, "posso concluderla in due o tre giorni" con un accordo, al New York Times invece ha parlato di "quattro o cinque settimane" e ha detto di avere "tre ottime scelte" su chi potrebbe guidare l'Iran. "L'intervista con Trump sembra riflettere il grado di incertezza della sua Amministrazione su come si svolgeranno le prossime settimane, sia sul campo di battaglia che nella creazione di un governo sostitutivo a Teheran", ha scritto il giornale americano. Ad Abc ha detto: nevermind, abbiamo eliminato quelle scelte. Il fronte libanese: Hezbollah entra in guerra Il conflitto si allarga al Libano. Nella notte Hezbollah ha lanciato un attacco con razzi e droni contro una base militare nei pressi di Haifa, nel nord di Israele. Una ritorsione per l'uccisione della Guida suprema Khamenei "in difesa del Libano e del suo popolo". La risposta israeliana non si è fatta attendere: almeno dieci persone sono state uccise negli attacchi israeliani alla periferia sud di Beirut. Il capo di stato maggiore dell'esercito israeliano Eyal Zamir ha definito quella contro Hezbollah una "campagna offensiva" che probabilmente durerà diversi giorni: "Non ci limitiamo alla difesa, ora passiamo all'attacco". Il presidente libanese Joseph Aoun ha preso le distanze da Hezbollah, condannando il lancio di razzi dal territorio libanese come contrario "a tutti gli sforzi e le iniziative intraprese dallo stato libanese per mantenere il Libano lontano dai pericolosi scontri militari in corso nella regione". Fonti della sicurezza israeliana non escludono che l'offensiva contro Hezbollah possa includere un'invasione di terra. Attacchi iraniani nel Golfo. Droni intercettati su Erbil. Un caccia americano precipita in Kuwait Dopo la prima ondata di attacchi condotti sabato 28 febbraio da Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica, Teheran ha risposto lanciando missili sui paesi del Golfo. L'Iran ha preso di mira il quartier generale della quinta flotta della marina statunitense in Bahrein e altre basi americane in Qatar, negli Emirati Arabi Uniti e in Kuwait. Oggi è il terzo giorno consecutivo di questa campagna di rappresaglia. Forti esplosioni sono state udite nelle principali città della regione, secondo Afp. Il Bahrein ha registrato la prima vittima confermata sull'isola dall'inizio del conflitto, portando il totale dei morti nei paesi del Golfo a cinque. Le conseguenze più gravi negli Emirati sono state causate dal fuoco innescato dai detriti di un drone o missile che ha colpito l'hotel Fairmont The Palm sulla Palm Jumeirah. Quattro persone sono rimaste ferite. Anche l'aeroporto internazionale di Dubai è stato oggetto di attacco. Teheran ha colpito anche il territorio israeliano. Un missile balistico iraniano ha centrato una zona residenziale di Beit Shemesh: il bilancio è di otto morti e 28 feriti, di cui due in gravi condizioni, portati in ospedale dal servizio di soccorso Magen David Adom. Wetravel Nella serata di sabato i missili erano già caduti su Tel Aviv, dove si era registrata almeno una vittima. Le sirene d'allarme hanno suonato più volte a Gerusalemme, Tel Aviv e in altre zone del paese, con le forze aeree impegnate nelle intercettazioni. Nel mirino dei Pasdaran anche infrastrutture militari strategiche: secondo le Guardie rivoluzionarie, gli attacchi hanno preso di mira 27 strutture americane e israeliane, tra cui la base aerea di Tel Nof e il quartier generale dell'esercito a HaKirya, a Tel Aviv. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato oggi di aver lanciato attacchi missilistici contro il governo israeliano a Tel Aviv, nonchè contro centri militari e di sicurezza ad Haifa, e un attacco a Gerusalemme Est. "Tra gli obiettivi di questa decima ondata c'erano un attacco mirato al complesso governativo del regime sionista a Tel Aviv, attacchi contro centri militari e di sicurezza ad Haifa e un attacco a Gerusalemme Est", si legge in un comunicato dei Pasdaran trasmesso dalla tv di stato. Gli Stati Uniti e Israele hanno colpito finora più di 2.000 obiettivi in Iran. Gli attacchi americani hanno distrutto il quartier generale dei Pasdaran e affondato almeno una nave da guerra. Un caccia statunitense F-15 si è schiantato in Kuwait. I due piloti del caccia sono riusciti a eiettarsi prima dello schianto e ora sono sotto la custodia delle forze kuwaitiane. L’agenzia iraniana Tasnim, rilanciata da Bloomberg. scrive che il jet sarebbe stato abbatuto da Teheran, ma non si esclude che possa esser stato abbattuto dal fuoco amico: la difesa aerea locale potrebbe averlo scambiato per un missile balistico iraniano. Forte attività nei cieli dell'Iraq settentrionale: sistemi di difesa aerea hanno abbattuto droni nei pressi dell'aeroporto di Erbil, che ospita truppe della coalizione a guida americana e un importante complesso consolare americano. Il Regno Unito: "Sospetto attacco con drone a una nostra base a Cipro" Le forze britanniche hanno dichiarato di aver risposto a un sospetto attacco con droni alla loro base militare a Cipro, ha dichiarato il ministero della Difesa, senza segnalare vittime. L'attacco ha colpito la base della Raf di Akrotiri a mezzanotte, ha affermato il ministero, aggiungendo che le sue forze stavano gestendo una "situazione attiva". "La nostra protezione nella regione è al massimo livello e la base è intervenuta per difendere la nostra gente", ha dichiarato un portavoce del ministero della Difesa in una nota. L'incidente è avvenuto mentre la Gran Bretagna ha accettato domenica di consentire agli Stati Uniti di utilizzare le basi militari britanniche per lanciare attacchi "difensivi" volti a distruggere i missili iraniani e i loro lanciatori. Due rivelazioni che rischiano di mettere in difficoltà la Casa Bianca Il giornalista di ABC News Jonathan Karl sc rive su X: "Trump mi ha detto questa sera che gli Usa avevano identificato possibili candidati per prendere il controllo dell'Iran, ma sono stati uccisi nell'attacco iniziale". Una rivelazione che lascia intendere quanto l'operazione fosse progettata con il fine di imporre un cambio di regime, ma anche quanto le cose stiano andando diversamente dai piani. Secondo Reuters, che cita due fonti a conoscenza della questione, durante un briefing a porte chiuse al Congresso tenutosi domenica, funzionari del Pentagono hanno ammesso che non vi erano informazioni di intelligence che suggerissero che l'Iran avesse intenzione di attaccare per primi le forze statunitensi. Una circostanza che indebolisce una delle argomentazioni chiave usate dall'amministrazione Trump per giustificare l'operazione in Iran: quella secondo cui il presidente avrebbe deciso di lanciare gli attacchi preventivi in risposta a segnali che Teheran stesse pianificando un'azione contro le forze americane in Medio Oriente. Trump: "Il conflitto potrebbe durare quattro settimane" In un'intervista rilasciata ieri sera al Daily Mail, il presidente americano ha detto che l'operazione in Iran potrebbe durare "quattro settimane o meno". Trump ha anche rotto il silenzio sulle prime perdite americane: tre soldati uccisi e cinque feriti. "Ci sono alcuni buoni candidati per guidare l'Iran", avrebbe detto in precedenza, precisando che i raid continueranno "fino alla pace nella regione". Hormuz e il rischio economico globale. Caos nei cieli del Golfo La tensione ha raggiunto il punto più critico nello Stretto di Hormuz. L'Iran sta utilizzando le comunicazioni radio per minacciare le navi mercantili in transito, mentre l'Oman ha denunciato attacchi con droni contro il porto di Duqm. Il blocco del passaggio potrebbe interrompere i flussi energetici verso l'Occidente e l'Asia. Le grandi compagnie di navigazione, tra cui Msc, hanno ordinato alle proprie navi di dirigersi verso porti sicuri. Il conflitto sta paralizzando anche il traffico aereo nella regione. Si stima che oltre 1.800 voli siano stati cancellati in poche ore. Emirates, Qatar Airways, Etihad e flydubai hanno sospeso le operazioni, lasciando migliaia di passeggeri bloccati negli aeroporti. L'aeroporto internazionale di Dubai, uno degli scali più trafficati al mondo, è stato anche oggetto di attacco diretto. L'Europa si muove. La Cina chiede diplomazia È terminata la riunione straordinaria dei ministri degli Esteri dei 27 Ue, convocata dall'Alto Rappresentante Kaja Kallas. L'Ue rafforzerà la missione navale nel Mar Rosso con ulteriori navi: due nuove unità francesi si uniranno alla missione Aspides, portando a cinque il numero di navi da guerra nell'area. Londra ha accettato di consentire agli Stati Uniti di utilizzare le basi britanniche per colpire i siti missilistici iraniani, precisando però che "il Regno Unito non si unirà all'azione offensiva in Iran". Oggi alle 15 il ministro della Difesa italiano Crosetto riferirà alle commissioni Esteri e Difesa in Senato insieme al vicepremier Tajani. La Cina chiede agli Stati Uniti di fermare "immediatamente" le operazioni militari in Iran e di usare la diplomazia per porre fine al conflitto in Medio Oriente. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri, Mao Ning, in conferenza stampa.
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