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Politica
Vannacci sfida la Lega e rilancia: "Anche la sinistra voti contro il decreto Ucraina". La conta del generale
Oggi 15-01-26, 06:00
Organizza spettacoli a teatro – “per diffondere le mie idee, mi hanno già contattato per altri appuntamenti” – e fa di conto. Vuole allargare. Sull’Ucraina, sul decreto di cui oggi parlerà il ministro della Difesa Guido Crosetto, non si rivolge (più) solo ai leghisti scettici. “Mi auguro che votino contro anche Avs e la sinistra”, suona la tromba Roberto Vannacci. Questa mattina i suoi team si ritrovano per protestare davanti alla Camera, per dire “basta soldi a Kyiv” e andare oltre Matteo Salvini. Ci sarà anche il generale? Nella Lega ieri sera qualcuno se lo chiedeva, interrogandosi sulle reali intenzioni dell’europarlamentare. Vuole davvero farsi il suo partito? Il generale al contrario dice di no, le bolla come speculazioni giornalistiche ma è lo stesso metodo – slalom e smentite – con cui ha scalato il Carroccio. E quella che andrà in scena tra qualche ora potrebbe essere la prima conta della “Lega -Noi con Vannacci”, le prove generali. Claudio Borghi fa storia a parte. Ma in via Bellerio mettevano in conto che alla Camera i distinguo potrebbero essere 4 o 5, tra assenze, voti ed espedienti vari. I nomi sono quelli emersi già all’indomani dell’ultimo Cdm dell’anno, quello in cui – Salvini era assente – è stato varato il decreto. Previa battaglia lessicale (l’ha condotta Claudio Borghi) per assecondare il vocabolario leghista. Puntuale la trattativa è tornata nelle ultime ore: “equipaggiamenti” sì, “militare” no, più “diplomazia” e via così. Salvini sosterrà, suo malgrado, il decreto. Tra i no Kyiv, i più sensibili al richiamo vannacciano, vengono indicati invece Edoardo Ziello e Domenico Furgiuele, poi Rossano Sasso, Anastasio Carrà e Annalisa Montemagni. Potrebbe accordarsi anche il fuoriuscito meloniano Emanuele Pozzolo. Sono grossomodo gli stessi che Vannacci, in una rarissima apparizione, ha incontrato tra i corridoi di Montecitorio a dicembre. Quella volta ha parlato anche con Manlio Messina, altro fuoriuscito FdI e oggi nel Misto, avvistato anche all’evento di Occhiuto a Palazzo Grazioli. A proposito: onorevole ma dove va? “Non vado da nessuna parte”, sorride Messina. Vannacci comunque sta alla finestra e pure Giorgia Meloni osserva. Nella conferenza di inizio anno lo aveva punzecchiato proprio sull’Ucraina. Vannacci al Foglio lo ribadisce: “La mia posizione non è mai cambiata, continuerò a sostenerla. L’Europa mi fa ridere, è ormai un’autocrazia irrilevante, che una volta benedice gli interventi militari e altre volte no. Ha supportato la guerra in Ucraina, pur sapendo che dal 2014 al 2022 sono morte 14 mila persone nel Donbas”. Si aspetta il dissenso dei parlamentari leghisti? “Io mi auguro che anche Alleanza verdi sinistra dica no alla conversione del decreto”. Auspica ampie convergenze. Fino al Pd? “Mi rivolgo a tutti. Anche ai parlamentari del Pd e del Movimento 5 stelle”. In questo caso sarà più facile. Nel frattempo il generale tira dritto, ha annunciato pure un evento a teatro, a Montecatini Terme, per parlare di remigrazione. Non è il primo appuntamento sul tema, ma questa volta sarà a pagamento. “E’ un’idea che mi è venuta parlando con gente del settore. Invece di una convention, organizzo uno spettacolo. Lo scopo di un politico è diffondere il proprio messaggio e il teatro è un mezzo per farlo”. Nella locandina nessun riferimento alla Lega. E lo spettacolo potrebbe diventare un tour. “Se funziona bene, perché no? Ci sono già altri teatri che hanno manifestato interesse”. Il generale in modalità Beppe Grillo. “Lui era un comico di professione, io no. Vediamo come va”. Magari è interessato anche Salvini, che settimana prossima farà un giro di consultazioni nel partito: da Zaia e Fedriga a Giorgetti. Fino al generale: “Con Salvini non ci vediamo da un po’, ma siamo in contatto. Di cosa parleremo? Del futuro, del programma per i prossimi anni”. Si vedrà, intanto ieri il leader del Carroccio ha riunito i dipartimenti per fare il punto sulla sicurezza, l’ultima battaglia leghista, tra norme anti maranza, una legge da far arrivare quanto prima in Cdm e Strade sicure – che ha fatto arrabbiare pure Crosetto (“deluso dalle inutili polemiche, sarà rifinanziata”). La risoluzione leghista per potenziare Strade sicure sarà discussa oggi in commissione Difesa. Poi tutti in Aula per il decreto Ucraina. Per contare eventuali assenze e defezioni, nella Lega e non solo. Vannacci exit, flop o prove generali?
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